Sulla cresta dell'onda
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Qua e là per la Costa Azzurra:
Fort Carré, sec. XVI

Il forte dal Lungomare di Antibes

Il sito dove oggi sorge il forte era probabilmente un luogo di culto precristiano, che poi divenne una necropoli sovrastata da un tempio al dio Mercurio. In epoca medievale esso fu trasformato in cappella dedicata a San Michele e successivamente a San Lorenzo.

Dopo l'annessione della contea di Nizza al ducato di Savoia, il fiume Varo segnò il confine tra la Francia e il Ducato, alleato con la Spagna, che rivaleggiava con la Francia per l'egemonia nel Mediterraneo e in Europa. Antibes divenne quindi un avamposto di rilevanza fondamentale.

Dopo le invasioni della Provenza da parte delle truppe imperiali di Carlo V nel Cinquecento, Antibes fu saccheggiata. Si rese quindi indispensabile la predisposizione di difese costiere adeguate. Nel 1550 Enrico II dispose pertanto la costruzione di una torre nel sito della cappella di San Lorenzo, completata nel 1553.

Tra il 1565 e il 1578 la torre fu potenziata con quattro bastioni orientati sui punti cardinali, che presero il nome dei luoghi verso i quali puntavano: bastione Nizza a nord, bastione antibes a sud, bastione France a ovest e bastione Corsica a est.

Rielaborazione da Antibes: grandeur et servitudes d'une place forte XVI-XIX siècle (catalogo dell'esposizione omonima, 1995)
Si individuano chiaramente le cortine che racchiudono il cortile di accesso, e la guardiola di cui la feritoia ''copre'' il vano d'ingresso; la torre cilindrica centrale, con la costruzione aggettante che ospita la cappella, gli allogi per la truppa, il forno e locali di servizio; la piazza d'armi superiore, la guardiola all'apice del bastione Nizza, l'ampio posto di guardia sul bastione Antibes e il camminamento ininterrotto che collega i quattro bastioni

Presumibilmente la realizzazione della fabbrica fu affidata a membri diversi della famiglia di Saint Rémy, "ingegneri del Re" preposti alle fortificazioni della Provenza.

Successivamente l'ingegnere militare Vauban potenziò la fortezza, per far fronte all'evoluzione delle armi da fuoco e della poliorcetica.

Fort Carré esercitò una funzione attiva rilevante fino al 1815, e perse la sua importanza dopo il 1860, quando l'annessione di Nizza e della Savoia alla Francia fece arretrare la frontiera con l'Italia; fu nuovamente impiegato nel 1866, quando ospitò le truppe francesi destinate alla difesa della Santa Sede, ma poi cadde di fatto in disuso e restò inutilizzato fino agli scorsi anni Venti.

Dal 1920 al 1945 ospitò la scuola superiore di Educazione Fisica e poi, dopo la parentesi bellica, dal 1945 al 1967 fu sede della scuola militare di addestramento fisico e sportivo. Caduto in abbandono, fu restaurato e messo in sicurezza nel 1979; nel 1997 è stato acquistato dalla Municipalità di Antibes che ora lo apre al pubblico mediante esaurienti visite guidate.

L'accesso al parco naturale, ricco di specie mediterraneee diverse, si trova in corrispondenza del bastione Nizza; un'agevole passeggiata lungo un largo sentiero conduce al bastione Corsica, dove l'accesso al forte è situato all'interno di un cortile racchiuso entro brevi cortine.

Una stretta ripida scaletta conduce alla porta, "coperta" da un'ampia feritoia e munita di ponte levatoio, che è stato preservato insieme con gli argani e i pesi originali.

Quand'anche il nemico fosse riuscito a superare lo stretto varco d'accesso, sarebbe rimasto imbottigliato nell'angusto passaggio in lieve salita che sbocca all'interno della torre. Al centro vi si trova il pozzo comunicante con una capiente cisterna; di fronte, la cappella e, a seguire, la macelleria, la prigione, gli alloggiamenti per la guarnigione di circa quaranta soldati. Lateralmente si intravede la bocca del forno, che misura oltre due metri di diametro. Altre ripide rampe di scale conducono alla piazza d'armi superiore, dove aprono i quattro alloggi singoli per altrettanti ufficiali. All'apice dei bastioni un camminamento consente di percorrere l'intero perimetro del forte, da cui si gode una vista a 360° sul territorio.

All'apice della torre si trova la colombaia per i piccioni viaggiatori che, in caso d'assedio, costituivano l'unico strumento di comunicazione con l'esterno.

La tradizione locale, corroborata dalle dichiarazione del generale Massena che risiedeva ad Antibes, vuole che Napoleone si fosse trasferito con la famiglia nella fortezza e poi vi fosse stato imprigionato dopo l'esecuzione di Robespierre.



Scorci delle mura di Antibes e della cittadina medievale
Il mercato coperto, in stile liberty


A cura di Paola Presciuttini, novembre 2005