Sulla cresta dell'onda
 
 
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Isole del Pacifico: Cook

Queste isole del Pacifico furono descritte la prima volta da naviganti iberici, ma rimasero inesplorate fino a quando non vi tornò James Cook tra il 1773 e il 1777, il quale probabilmente visitò la parte settentrionale dell'arcipelago.

Cook chiamò le isole "Harvey", ma successivamente furono a lui dedicate da un cartografo russo, e il nome è rimasto.

Rarotonga è la prima con cui i turisti vengono in contatto perché ospita l'aeroporto internazionale. Una delle attrattive locali è lo sciamano locale, un certo Piri Puruto che ama definirsi "Master of disaster". Si esibisce nel pomeriggio presso gli alberghi, con spettacoli di colore locale, quali l'arrampicata di un albero di noci di cocco in 16 secondi, oppure l'accensione di un fuoco senza l'aiuto di alcuno strumento.

Sull' isola di Aitutaki invece, i primi europei a scendere a terra furono il capitano Bligh e i suoi uomini, che veleggiarono in quelle acque con il Bounty nel 1789, pochi giorni prima del famoso ammutinamento che scoppiò il 28 aprile. Dopo qualche tempo Bligh e i suoi compagni di sventura approdarono nell'isola, mentre il capitano Edwards la raggiunse nel 1791, alla ricerca degli ammutinati.

Nel secolo successivo il personaggio più importante che visitò l'isola fu Charles Darwin, che vi sostò nel corso della sua celebre spedizione a bordo della "Beagle" nel 1835.

Tramonto a Titikaveka

Il gruppo settentrionale delle Cook è costituito da sei piccoli atolli, afflitti da tifoni devastanti e da mancanza d'acqua dolce, che li rendono pressoché inabitabili, se non da pochissimi indigeni.

L'isolotto più importante è Sumarrow, deformazione di "Sumarov", il nome della nave russa che lo toccò nel 1814. Ma il comandante Michail Lazarev non fu certo il primo ad arrivarvi, perché alla fine dell'Ottocento vi furono trovate monete spagnole seicentesche, mentre è certo che nei dintorni transitò - alla fine del Settecento - la nave inglese "Pandora" alla ricerca degli ammutinati del Bounty.

In anni recenti il personaggio più famoso è stato il neozelandese Tom Neale, che dal 1952 visse sull'atollo fino alla morte avvenuta nel 1977. Oggi l'isolotto è disabitato ma vi sono stati ritrovati scheletri e utensili: sono testimonianze di un antico insediamento indigeno o si tratta dei resti di naufraghi sfortunati?

Nel lontano passato gli atolli furono visitati dagli esploratori iberici che, conquistata l'America Latina, cercavano quelle terre misteriose di cui parlavano antiche leggende peruviane: è quindi probabile che già gli Incas avessero invaso la Polinesia, forse attratti dalla fama delle bellissime donne locali.

A cura di Paola Presciuttini, luglio 2003
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