Sulla cresta dell'onda
 
 
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Isole del Pacifico: Tonga

Nella parte orientale dell'isola di Tongatapu ci sono luoghi di particolare interesse. Una curiosità è "l'albero di Capitan Cook", che ormai non esiste più, ma la denominazione indica il luogo dove, nel 1777, l'Esploratore mise piede appena sbarcato dalla "Endeavour". La leggenda dice che come prima cosa, si sdraiò sotto un banano e schiacciò un pisolino, prima di proseguire per Lapaha, dove incontrò il Re.

Lapaha è stata, fino all'Ottocento, la residenza dei Re tongani. Di quello che fu il palazzo reale non è rimasto nulla, mentre sono stati ritrovati nelle vicinanze 28 siti tombali, che rendono la zona uno dei più importanti parchi archeologici del Pacifico meridionale.

Ma la struttura più interessante dell'isola si trova nei dintorni del villaggio di Niutuoa, ossia un enorme arco di 109 tonnellate, formato da tre grosse pietre coralline. Oggi si ritiene che si tratti di una Stonehenge polinesiana, come fanno supporre profondi solchi sulle pietre, che potevano essere usati per determinare le stagioni e quindi i periodi più indicati per la semina, il raccolto e la navigazione.

La Stonehenge delle Tonga

Nell'area meridionale di Tongatapu si verifica uno dei fenomeni naturali più imponenti di tutto il Pacifico meridionale: quando c'è l'alta marea una gran quantità d'acqua è spinta attraverso i cunicoli che il vento ha scavato tra le rocce, e schizza in alto, oltre 30 metri. In alcune occasioni lo stesso fenomeno si ripete in decine di luoghi diversi della zona.

Gli Houma Blowholes - cioè i giochi di mare e vento nei pressi del villaggio di Houma, nella parte meridionale di Tongatapu

Nei dintorni del villaggio di Fahefa si trova il "santuario dei pipistrelli", dove a centinaia i volatili - dall'apertura alare che arriva al metro - dormono appesi a testa in giù di giorno, ma roteano di notte, in cerca di cibo. Una leggenda locale narra che il pipistrello sarebbe stato il primo dono di una donna delle Samoa a un Tongano. Oggi sono animali sacri e solo ai reali è permesso cacciarli.

L'isola di Tofua, con un vulcano attivo di 615 metri, è famosa perché nelle sue acque si consumò l'ammutinamento del Bounty e il capitano Bligh fu messo a mare con una scialuppa e 18 compagni.

Tra le isole 'Utungake e Mala c'è una corrente insidiosa alla quale si affianca la convinzione che nelle acque dimori un dio cannibale, che divora coloro che vi si avventurano.

L'isola di Nuapapu è famosa per la "Mariner's Cave", ossia la grotta del marinaio. Secondo la leggenda, un re dispotico e crudele, saputo di una congiura ordita ai suoi danni, ordinò che il capo dei cospiratori fosse annegato con l'intera sua famiglia. Ma sua figlia fu salvata da un soldato innamorato di lei, che la nascose in una grotta e ogni giorno le portava cibo, unguenti e vestiti. Era così premuroso che anche la ragazza si innamorò di lui, e i due giovani decisero di sposarsi e fuggire nelle Fiji. Convinse a fuggire con lui anche altri Tongani con le loro mogli, e costoro si meravigliarono che egli lasciasse la sua isola senza una donna, ma lui replicò che ne avrebbe trovata una nel corso del viaggio. E infatti, in prossimità della grotta-rifugio, si tuffò e riemerse di lì a poco con una giovane bellissima, che i compagni scambiarono per una dea, prima di riconoscere in lei la figlia del ribelle ucciso. Alla morte del tiranno i giovani tornarono nella loro isola e vissero a lungo felici. Il nome della grotta potrebbe derivare dal nome di Will the Mariner, che raccolse la storia da uno dei capi dell'isola.

L'isola di Late'iki - "la piccola Late" - continua ad emergere e a sparire, come Fonafuo'ou nelle Ha'apai. Fu avvistata la prima volta nel 1858, ma nel 1898 se ne erano perse le tracce. Riapparve nuovamente nel 1967 e nell'arco di una settimana raggiunse i 18 metri sul livello del mare.

L'isola di Niuafo'ou, isolata e distante da Tongatapu circa 640 km, era chiamata "isola barattolo": poiché non vi era possibilità d'attracco per le navi, la corrispondenza veniva messa in un barattolo e affidata alle onde, dove un nuotatore andava poi a recuperarla.

A cura di Paola Presciuttini, luglio 2003
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