Sulla cresta dell'onda
 
 
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India meridionale: Mumbay e Goa

Nell'India meridionale le temperature minime, sui 25°, si hanno da novembre a gennaio; nel periodo dei monsoni, tra giugno e settembre, la temperatura sale a oltre 35° e quindi il periodo migliore per visitarla è da metà novembre a marzo.

M U M B A Y

Città dai mille contrasti, che affascini o i spaventi, Mumbay non lascia comunque indifferenti; primo porto del Paese, primo centro commerciale e industriale, Mumbay è anche la più grande bidonville dell'India. Patrimoni immensi sfiorano una miseria totale senza nemmeno vederla, mentre al calare della sera famiglie intere si sistemano sui marciapiedi, sotto tettoie di lamiera o addirittura senza nessuna protezione.

Di mattina riprende l'attività di una vera e propria marea umana, in una mescolanza di caste; sono evidenti i segni della cultura inglese: case coloniali, partite di cricket nei giardini della città, vecchi autobus londinesi che circolano in un traffico caotico e rumorosissimo.

La città è adagiata in una baia a mezzaluna, coronata dal Marine Drive, il grande viale che costeggia il litorale, dominato dalla Gateway of India (porta dell'India), l'imponente arco di trionfo eretto nel 1914 per commemorare l'arrivo di Giorgio V, imperatore delle Indie.

Il Mahatma Gandhi, con la sua prontezza di spirito, scelse il momento preciso dell'arrivo dei Reali per lanciare la sua campagna non violenta, cosicché il monumento segna anche quella grande giornata.

Per gli amanti dell'architettura neogotica sarà una splendida esperienza visitare l'imponente stazione ferroviaria Victoria Terminus, da cui partì il primo treno dell'India nel 1853; alcune delle sculture che la ornano sono opera di Lockwood Kipling (padre dello scrittore), primo rettore dell'Università nonché pittore e scultore di talento, e personaggio chiave della cultura anglo-indiana.

Le facciate del Victoria Terminus sono costellate di innumerevoli fregi - decine di migliaia - scolpiti nella pietra

Adiacente alla stazione, un altro palazzo neogotico è il Municipal Corporation Building, nella foto a sinistra. Nella Mahatma Gandhi Road sorge l'Università, dalla grande torre illuminata, anch'essa decorata da Lockwood Kipling. Nelle adiacenze, altri edifici di pregio, tra cui il Tj Mahal Hotel nella foto a destra.

Uno degli innumerevoli portali monumentali della città

D'obbligo è una visita al Prince of Wales Museum, collocato in un edificio d'epoca sormontato da un splendida cupola e circondato da un parco rigoglioso; custodisce interessanti raccolte di miniature moghul, sculture, dipinti, avori, gioielli e argenteria, bronzi; favolosa è la collezione di oggetti di giada, come pure un'incredibile collezione di miniature settecentesche che rappresentano la vita borghese dell'epoca; e poi collezioni di armi, armature, vetrine di porcellane cinesi del XVIII, coralli, flaconi cesellati, scrigni e tabacchiere ...

Il Prince of Wales Museum
Scuola obbligatoria governativa, in un parco pubblico, di educazione stradale per bambini
Contenitori per la distribuzione gratuita dell'acqua potabile agli indigenti
Ciabattino all'opera

Goa e dintorni

Lo stato di Goa è un piccolo paradiso di circa 100 Kmq., ricco di palme da cocco, risaie verdeggianti, giardini lussureggianti e lunghe spiagge sabbiose. Merita una vacanza per la sua natura rigogliosa, la buona cucina e la cortesia degli abitanti.

La popolazione è in gran parte di discendenza portoghese e di religione cattolica, e numerose sono le tracce dell'antica lunga dominazione, dalla metà del Cinquecento a metà Novecento.

Una curiosità: A Goa è revocato il divieto di vendere alcolici, per non ostacolare la sua forte vocazione turistica. Altrove, invece, il divieto è in atto, e quindi le bevande alcoliche si servono in recipienti non trasparenti in modo che gli dei non siano offesi dalla vista dell'alcol.

La capitale dello stato di Goa è PANAJI, di circa 40.000 abitanti, dove si trovano le banche e i principali servizi, simile a Lisbona nella sua struttura, suddivisa tra città alta e città bassa. Non offre molto al visitatore, ma in porto è possibile imbarcarsi per un giro di qualche ora in mare aperto, alla scoperta dei delfini.

OLD GOA (VELHA GOA) è l'antica capitale, sita nell'entroterra tra colline e risaie; vi sorgono numerosi templi e chiese cattoliche antiche, fra cui la secentesca basilica di Bon Jesus, costruita dai Gesuiti, dove si trova la tomba di San Francesco Saverio, che evangelizzò Goa, qui raffigurata.

La secentesca cattedrale di Santa Caterina a Goa

La Cattedrale di Santa Caterina, eretta nel Seicento, è tuttora Cattedrale di Goa e pare sia la più grande di tutta l'Asia; in stile barocco, contiene elementi di pregio tra cui alcune pareti affrescate e un imponente portale dedicato a San Cristoforo.

All'esterno era collocato il tribunale dell'Inquisizione diretto dai Domenicani, che infliggeva le torture sul sagrato.

Il Museo archeologico è interessante, con testimonianze della cultura animista e una collezione di 163 ritratti di viceré e governatori portoghesi.

Il mercato di Goa
Ceste e stuoie nel mercato di Goa
Per disposizione governativa si raccolgono e si avviano al riciclaggio le bottiglie di plastica usate

CALANGUTE è un villaggio costiero con alberghi, pensioni e ristoranti dall'atmosfera familiare; meta preferita dal turismo indiano locale, ha un animato mercato di bancarelle caratteristiche e spiagge pulite, dove è possibile noleggiare scooter d'acqua e attrezzatura subacquea, oppure sperimentare un volo panoramico con un paracadute trainato dal motoscafo.

ANJUNA, meno affollata delle località precedenti, è un tranquillo villaggio di pescatori dal vasto e vario mercato, famosa perché meta abituale di Bob Dylan.

CANDOLIN è una città turistica, ricca di alberghi, discoteche e negozi di ogni genere.

La moderna chiesa cattolica di Panaji, sobborgo di Goa
La raccolta delle noci di cocco a Calangute
Pescatori sulla spiaggia di Calangute
Spiaggia pubblica
Toccare la mucca sacra porta fortuna
Nave in transito al tramonto
Impalcatura in bambù e cordame
Particolare delle legature
(Foto Paola e Nino, dicembre 2006)
A cura di Paola Presciuttini, dicembre 2006
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