Sulla cresta dell'onda
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A spasso per Peschici

Nella piazza all'ingresso del paese, adiacente alle chiesa, è stata recentemente collocata una fusione in bronzo che rappresenta il "Diomede Garganico", opera di Lidia Croce. La statua, alta quasi due metri e mezzo, rappresenta un uomo con le fattezze arcaiche del Kouròs, archetipo di giovinezza, bellezza e virilità, enfatizzate dalla "cresta" di onde che percorre la figura alle spalle, da testa a piedi. A destra sul torace spicca, lucente, la sagoma del Gargano; in alto, a sinistra, si intravedono un tempio, alcuni capitelli, uno scudo con un piccolo cavallo, un askos, un teatro, una figura femminile che appresenta forse Atena o Afrodite. Fra i doni che Diomede porta dalla Grecia emergono i cavalli, tra le onde burrascose.

In via Mulino a Vento si trova una singolare meridiana su un basamento di pietra; fu collocata nel 1999, in occasione del 1° Simposio Internazionale di Arte e Cultura "Scolpire all'aperto la pietra di Apricena" (4-19 luglio), e fu realizzata da Claudio Pellegrini (Roma), con la collaborazione del Villaggio Turistico Baia di Manaccora. Sulla targa commemorativa se ne dà la latitudine di 41° 56' 46"

La Torre del Ponte era in origine munita di ponte levatoio, oggi trasformato in incongruo balconcino. Eretta nel Cinquecento, ospitava una guarnigione a protezione dell'adiacente porta di accesso alla città, come le altre torri di cui Peschici è dotata, in collegamento visivo l'una con l'altra e con l'adiacente Vieste.

Il centro storico medievale è un dedalo di viuzze strette tra incombenti case bianche, che percorrono il paese in senso longitudinale o si uncuneano lungo il ripido declivio fino al mare.

La strada principale raggiunge il castello medievale, temporaneamente non visitabile, posto all'apice della rocca a strapiombo sul mare. Innalzato a protezione del borgo dalle incursioni piratesche, nel Cinquecento fu ampliato con l'aggiunta di una cinta muraria - il Recinto Baronale - che racchiudeva il borgo intero.

Andando da Peschici verso Rodi Garganico si incontra la torre di Monte Pucci, eretta nel Cinquecento come baluardo difensivo contro i Saraceni. Ha dimensioni modeste, pianta quadrangolare, forma troncopiramidale e terrazza di copertura, dove si trovano i resti dell'antico scudo.

Il varco di accesso, come di consueto rivolto verso monte, è soprelevato rispetto al piano di campagna: in origine raggiungibile con scala retraibile, presenta oggi un'incongrua scala di marmo bianco che accede alla "Cantina il Baccanale" ricavata nel vano voltato della torre.

Appena a levante della torre, in basso sul mare, si nota un "trabucco", antico strumento per la pesca, tipico dei pescatori del Gargano, che la tradizione fa risalire ai Fenici.

Il trabucco è una struttura complessa, realizzata con grossi tronchi di legno marino, dalla quale si dipartono bracci di legno ai quali si fissava una grande rete. Un sistema di argani consentiva di mettere a mare la rete e di ritirarla al momento opportuno.

Molto diffusi nella zona costiera tra Peschici e Vieste, i trabucchi non sono più in uso e sono stati a volte trasformati per accogliere punti di ristoro.

Foto Paola Presciuttini, 23 giugno 2006