Sulla cresta dell'onda
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Abazia di San Leonardo di Siponto

San Leonardo, nato in Gallia intorno al 510, godeva fama di uomo pio e di benefattore dei carcerati: si racconta che quando i prigionieri lo invocavano, le loro catene si spezzavano miracolosamente.

La sua devozione si estese oltre i confini di Francia e, quando la benevolenza del re Clodoveo gli consentì di fondare un monastero, attorno ad esso si raccolse una comunità di fedeli, venuti da ogni dove, che diede rapidamente vita al villaggio di Saint-Leonard de Noblat.

Un culto particolare gli fu dedicato al tempo delle Crociate e tra i suoi devoti si ricorda il principe Boemondo d'Antiochia, condottiero della Prima Crociata, fatto prigioniero dai Musulmani nel 1100. Le preghiere che questi rivolse a San Leonardo gli ottennero la liberazione ed egli donò al Santuario di Saint-Leonard de Noblat alcune catene d'argento come ex voto. San Leonardo divenne quindi il patrono dei carcerati ma anche dei fabbri, in quanto costruttori di catene: da allora nei luoghi di culto a lui dedicati vengono deposti ceppi e catene, in segno di riconoscenza per la liberazione ottenuta con la sua intercessione.

In Italia meridionale il culto di san Leonardo fu importato dai Normanni, ma si estese rapidamente in tutte le regioni. In Puglia, a poca distanza da Manfredonia, lungo la strada che da Foggia porta al Gargano, gli fu dedicata una chiesa a cavallo tra il secolo XI e il XII secolo, con annesso convento preposto all'accoglienza e alla cura dei pellegrini diretti in Terrasanta. Il complesso monastico nel 1261 fu affidato da Papa Alessandro IV all'ordine religioso-militare dei Cavalieri Teutonici, che lo amministrarono sino agli anni Ottanta del 1400. Sono ancora visibili i loro scudi crociati, affrescati all'interno della chiesa.

La chiesa è un bell'esempio di romanico pugliese, singolarmente sormontata da due cupole di forma e altezza diverse. All'interno è suddivisa in tre navate con volte a botte, che si scaricano su semipilastri e pilastri cruciformi.

All'apice di una volta centrale della navata di destra, presumibilmente verso la metà del Cinquecento, è stato realizzato lo gnomone di una meridiana a camera oscura, a un'altezza di oltre dieci metri: il 21 giugno, solstizio d'estate, a mezzogiorno - ora solare - un raggio di sole, attraversando il foro nella volta, cade esattamente a metà tra i due pilastri di fronte all'ingresso laterale.

In occasione degli equinozi di primavera e d'autunno - il 21 marzo e il 21 settembre - verso le ore 1600, il raggio proietta invece una macchia di luce nell'abside di sinistra.

Sui semipilastri compositi ai lati dell'abside sono appese decine di piccole catene, simbolo della devozione dei carcerati; sull'adiacente fiancata della navata laterale, si intravedono gli scudi crociati dei Cavalieri Teutonici.

Sulla facciata laterale rivolta a nord, verso la strada statale, c'è uno splendido portale con arco a tutto sesto, fittamente decorato in tutte le sue parti da motivi vegetali, zoomorfi e antropomorfi in altorilievo.

Nella lunetta è rappresentato un Gesù benedicente. Nel frontone, tra il portale ed il baldacchino, sono scolpite in rilievo due figure maschili. Quella di sinistra, secondo autori diversi rappresenta Sant'Agostino o San Giacomo, ma potrebbe invece trattarsi di un laico perché è priva di aureola. Quella di destra, con cappuccio sulla testa, un libro in mano ed una catena, raffigura San Leonardo.

Nella parte più esterna del portale due leoni sorreggono due colonne, a loro volta sormontate da due animali alati che sostengono l'archivolto. Il leone di destra addenta una figura umana, il peccatore, che gli afferra una zampa; il leone di sinistra, mutilo, presumibilmente addentava un serpente, simbolo del Peccato Originale. I capitelli delle colonne rappresentano episodi biblici.

Paola Presciuttini, 24 giugno 2006