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Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto

Siponto, secondo la leggenda fondata da Diomede, ha avuto una storia travagliata, soggetta a incursioni, collocata in un'area insalubre e poi distrutta dal terremoto nel 1223, quando Manfredi ne trasferì la popolazione in una nuova città da lui fondata con il nome di Manfredonia.

La Basilica di Santa Maria Maggiore, a poca distanza da Manfredonia, unica testimonianza residua dell'antica città di Siponto, è una costruzione a pianta quadrata, di stile romanico derivato da modelli bizantini, consacrata nel 1117 dal papa Pasquale II.

Consta di una "chiesa inferiore" che costituisce l'impianto originario, oggi cripta della "chiesa superiore", di cui la costruzione non è documentata; risulta tuttavia che fu rimaneggiata nel Cinquecento e poi nel Settecento.

Anch'essa a pianta quadrata, ha la facciata decorata da un ricco portale sostenuto da due colonne che poggiano sul dorso di due leoni.

Su ogni lato delle facciate si trovano due arcate cieche sorrette da colonne, con decorazioni romboidali che ricordano il romanico pisano.

All'interno due coppie di pilastri sorreggono le arcate ogivali e la cupola depressa. Su ciascuna delle pareti perimetrali si apre una monofora.

Sulla terrazza di copertura si trova una campanella collocata nel Settecento.

La cripta, raggiungibile attraverso una scaletta di 21 gradini, è vasta quanto la chiesa soprastante e presenta quattro robuste colonne corrispondenti ai pilastri superiori, e 16 colonne a capitelli corinzi e bizantini.

All'esterno della chiesa, nel 1936, sono stati rinvenuti i resti di una basilica paleocristiana. Quel che rimaneva del pavimento a mosaico policromo è stato strappato e ora è esposto su una parete sinistra all'interno della chiesa superiore.

Foto Paola Presciuttini, 3 giugno 2006