Sulla cresta dell'onda
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Qua e lÓ per la Sicilia:
Vendicari

Courtesy "L'Angolo fotografico" di Salvo CatanÚo, via Dogali e Saati 15, Noto (SR) tel.0931835251 - e-mail langolofotografico@tin.it

La Sicilia sud-orientale ospita un esteso sistema di zone umide, tra cui la riserva di Vendicari, che non ha subito interventi sensibili di bonifica, e quindi ha conservato la sua valenza ecologica, rappresentando un'area tra le pi¨ significative d'Italia nel suo genere.

La svolta nell'approccio al rapporto uomo-natura e una pi¨ vasta presa di coscienza delle esigenze ambientali ha indotto le Regione Siciliana ad adottare provvedimenti legislativi, che hanno consentito l'acquisizione al Demanio Regionale di alcune aree di particolare interesse naturalistico, superando difficoltÓ e contenziosi giudiziari connessi con l'esproprio dei territori interessati.

Dalla fine degli anni Ottanta Ŕ stata quindi istituita la Riserva Naturale Orientata "Oasi faunistica di Vendýcari", affidata in gestione all'Azienda Foreste della Regione Siciliana dove, per il momento, sono stati eseguiti alcuni interventi tesi a regolare la fruizione dell'area interessata. In particolare Ŕ stata predisposta una rete di sentieri che, diramandosi per tutta la Riserva, consentono di osservare gli ambienti pi¨ significativi, eventualmente con l'aiuto di guide naturalistiche messe a disposizione gratuitamente dall'Ente gestore.

La finalitÓ istituzionale della Riserva Ŕ di consentire la sosta e la nidificazione della fauna, e la tutela della vegetazione in un'area di circa 574 Ha, dove coesistono numerosi ambienti diversi che fanno di Vendýcari un vero e proprio laboratorio naturalistico.

Per meglio comprendere la fisionomia vegetale di un'area, oltre a individuare le specie presenti, Ŕ importante capirne il raggruppamento in fitoassociazioni, in funzione delle situazioni ambientali, quali il suolo, l'umiditÓ, la salinitÓ, l'esposizione ecc.

Vendicari, in quanto "zona umida costiera", Ŕ ricca di acque, tuttavia sminuite ecologicamente dal loro alto tasso di salinitÓ. Pertanto vi possono sopravvivere solo piante e animali capaci di adattarsi a questa caratteristica. Un'altra difficoltÓ Ŕ rappresentata dal substrato roccioso o sabbioso su cui si insediano le piante: poichÚ tutta la fascia costiera di Vendýcari presenta un'alternanza di tratti rocciosi e tratti sabbiosi, la vegetazione Ŕ parimenti suddivisa tra associazioni di piante che amano la roccia e associazioni di piante che prediligono la sabbia.

Tra le prime, per esempio, il Finocchio di mare, la cicoria spinosa, il limonium, il timo, la palma nana, la mandragola, il giaggiolo bulboso, l'orchidea, il lentisco, l'oleastro, il mirto. Tra le seconde alcune robuste graminacee rizomatose che consolidano le dune, e poi la macchia di ginepro, il rosmarino, l'ephedra, la clematide. In prossimitÓ dei pantani si trovano vaste praterie di salicornia, l'iris, il giunco, il limonium serotinum, il loto edule ecc.

Nella parte centrale dei pantani, inondata per lunghi periodi, si trova una vegetazione sommersa che non appare sopra il pelo dell'acqua. A ridosso delle rive interne dei pantani si Ŕ insediata una vegetazione di scirti, carrici, giunchi, cannuccia e canna domestica. All'interno della riserva esistono anche alcune piante esotiche come l'agave, l'acacia e l'eucalipto, introdotte dall'uomo per motivi agricoli o ornamentali, che andranno estirpate oppure lasciate in loco demandando alla natura il compito di auto-epurarsi nel tempo.

I pantani di Vendýcari sono luogo di sosta per gli uccelli acquatici migratori, oltre 200 specie che si alternano nell'anno. In autunno sono presenti grossi trampolieri come l'airone, la garzetta, la cicogna e il fenicottero. Nelle acque basse sono presenti ininterrottamente gruppi di piccoli trampolieri. Nel periodo invernale, innalzandosi il livello dell'acqua, arrivano pi¨ o meno numerosi le anatre, le folaghe, i germani, i gabbiani.

La migrazione primaverile dall'Africa verso l'Europa Ŕ maggiormente condizionata dal livello dell'acqua e dalle condizioni atmosferiche, ed Ŕ comunque breve ed affrettata perchÚ gli uccelli sono diretti alle aree di riproduzione.

Fra i pochi uccelli che nidificano a Vendýcari si osserva il Cavaliere d'Italia, e numerosi diversi tipi di gabbiani tra cui il raro gabbiano corso.

Courtesy "L'Angolo fotografico" di Salvo CatanÚo, via Dogali e Saati 15, Noto (SR) tel.0931835251 - e-mail langolofotografico@tin.it

Sono anche ben rappresentate specie diverse di pesci, anfibi (tra cui il rospo verde), rettili (il biacco, detto anche Milord per l'elegante livrea nera, e il colubro leopardiano, il pi¨ bel serpente europeo) e mammiferi. Sono presenti piccole popolazioni di tartaruga palustre, mentre tra i mammiferi sono numerosi il coniglio selvatico e la volpe, come pure la donnola. Sono presenti anche specie notturne come il riccio e l'istrice, i pipistrelli. Il 92% delle specie animali Ŕ rappresentato dai numerosi invertebrati quali i crostacei, gli aracnidi, i miriapodi e insetti diversi ecc.

La fascia costiera rocciosa a levante della torre sveva non Ŕ molto idonea alla balneazione; Ŕ pi¨ interessante l'area tra la tonnara e la torre, dove il fondo sabbioso misto a roccia e posidonia consente di osservare una vasta e varia popolazione di pesci, crostacei e molluschi, mentre numerose sono le alghe rosse, le stelle e i ricci. Particolarmente fiorente Ŕ la posidonia, dai "nastri" fino a 80 cm, fondamentale nell'eco-sistema marino perchÚ produce enormi quantitÓ di ossigeno e offre rifugio agli avannotti. Particolarmente bella Ŕ la spiaggia di Calamosche, raggiungibile con un'agevole passeggiata dal punto di ristoro: spiaggia ampia e profonda, e mare dalle infinite tonalitÓ dal verde-acqua allo smeraldo al blu intenso.

Sebbene l'area paludosa di Vendýcari fosse in passato malsana per effetto della malaria, tuttavia Ŕ sempre stata abitata e conserva quindi tracce di insediamenti fin dalla preistoria in poi, come dimostrano le grotte di Calafarina e Corruggi, a Pachino.

In epoca basso-medioevale - dopo che Noto ebbe ottenuto il diritto di esportare grano - Vendýcari divenne un porto importante con il suo caricatore. La torre, fatta edificare da Federico II di Svevia nel XIII secolo, servý da difesa del caricatore e fu fortificata e armata nel corso del 1500 da Giovanni De Vega. E' una struttura massiccia a base quadrangolare e protesse la costa dalle incursioni saracene, rimanendo attiva sino alla fine del Settecento anche per effetto dell'adiacente tonnara, dominata dall'alta ciminiera, operante sino al 1944 e, durante il 2005, in corso di restauro.

I testi sono tratti dall'opuscolo realizzato dall' Azienda Regionale Foreste Demaniali - Ufficio Provinciale di Siracusa - con la collaborazione dell'Ente Fauna Siciliana e della LIPU, che curano anche il servizio guide naturalistiche della Riserva per incarico dello stesso Ispettorato Forestale
Paola Presciuttini, ottobre 2005 - giugno 2006