Sulla cresta dell'onda
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"Ala di Stura, il Paese delle Meridiane e degli Affreschi"

Affresco di Ala

Il nome dell'attuale comune di Ala (To) è di origine incerta; secondo fonti locali già forse intorno al 1000 a. C. il vocabolo "ala" designava i vasti alpeggi delle montagne circostanti, da un etimo celtico "all" con il significato di "alto".

Sembra quindi che il nome "Ala" designasse in origine tutto il territorio che va dal Ponte delle Scale al Piano della Mussa, e poi si sia circoscritto all'attuale paese.

Gli storici ritengono infatti che i primi abitatori delle valli di Lanzo siano stati i Celti, come indicherebbero alcuni toponimi attuali, tra cui - per esempio - Testa Pajan che deriverebbe dal nome del dio Pean venerato dai Celti sulle alte vette, o Usseglio, da "uscelli" cioè "alto monte".

Quando i pastori di origine celtico-ligure, che salivano agli alpeggi durante i periodi estivi, adottarono uno stile di vita più sedentario, iniziarono a costruire con pietre a secco alcuni tuguri ("ciavànés") disseminati dovunque le condizioni ambientali e agricole ne consentissero l'insediamento.

Da quegli agglomerati derivarono presumibilmente piccoli borghi o frazioni tuttora esistenti, come Pian dei Tetto, Cesaletti, Vertea, Laietto, I Sardi e molti altri, ancora in parte utilizzati.


Panorama di Ala
Panorama di Ala

Per quanto riguarda Ala, la prima citazione scritta risale al 1267, quando il marchese di Monferrato concesse ad un certo Barizelo di Gerola lo sfruttamento delle miniere della valle. E' verosimile che ai primi insediamenti celtico-liguri seguirono le dominazioni dei Romani, dei Longobardi, poi di Gontranno Re di Borgogna, ed ancora di Carlo Magno che aggregò le valli di Lanzo alla contea di Torino.

Sembra anche che nel X secolo le valli abbiano subito le incursioni dei Saraceni e degli Unni, ed alcuni testi fanno risalire a questo periodo il nome della regione rocciosa "Sarasin" (Saraceni) presso Balme, e della "Roccia degli Huns" sotto la Torre d'Ovarda.

Le notizie successive sono più circostanziate: nel 1295 il principe Tommaso di Savoia ottenne l'investitura quale signore del castello di Lanzo. Nel 1330 Amedeo de Polterio ebbe in concessione temporanea le miniere d'argento della valle. Nel 1366 Guglielmo Arcour acquistò dal visconte di Balangero i diritti sulla valle e il suo casato, originario di Rivarolo, controllò il feudo di Ala per tutto il 1400 e buona parte del 1500. Le valli conobbero poi la dominazione dei Provana di Leinì, dei Francesi, degli Estensi e infine dei Napoleonici.

Nel 1577 Giovanni Oldrado Perini della Novalesa dipinse nella chiesa parrocchiale, per un compenso di 22 fiorini, gli affreschi di S. Grato e S. Lucia. Nel 1688 fu costruito il Ponte delle Scale ad un solo arco, per opera dell'impresario Giovanni Battista Castagneri Comba di Balme, che ha retto alle acque per oltre tre secoli fino all'alluvione del 2000.

Nel 1789 si contavano in Ala di Stura 917 abitanti. Quando nel 1796 Napoleone occupò il Piemonte, il Comune di Lanzo fu elevato a sottoprefettura francese, ma solo un anno dopo fu ridotto a capo Cantone. Nel 1872 si iniziarono i lavori per la strada carrozzabile Ceres-Ala (9 km di lunghezza per 3 mt di larghezza) ultimata nel 1873. Nel 1890 fu installato il telegrafo, nel 1908 Ala di Stura era già dotata di impianti di illuminazione elettrica pubblica e privata, di medico condotto residente, di farmacia e negozi di ogni genere, ai quali servizi si aggiunse, nel 1911, l'impianto del telefono e un ufficio postale di II classe.


Affresco di Ala Affresco su casa in frazione Pertusetto

Per effetto di tali innovazioni e con l'apertura della rotabile, Ala - già attivamente frequentata fin dalla seconda metà dell'Ottocento - divenne una rinomata stazione turistica internazionale, grazie anche alla popolarità di famose guide alpine come Antonio Castagneri di Balme, detto Toni dei Tuni, e la sua fama fu definitivamente consacrata dall' inaugurazione del Grand Hotel nel 1909.

Per la sua collocazione su una direttrice di collegamento tra la Francia (Chambery) e l'Italia (Torino) attraverso i valichi dell'Autaret e dell'Arnas e, ancora più importante, per essere stata un asse fondamentale di scambi commerciali fin dall'antichità, Ala ha coltivato nel tempo la tradizione degli orologi solari; oggi preserva numerosi quadranti costruiti nella seconda metà dell'Ottocento che, insieme ai tanti affreschi tipici della tradizione piemontese e alle incisioni rupestri, sono un patrimonio antico di notevole interesse per appassionati e turisti.


Il Comune, con il progetto "Ala di Stura, il Paese delle Meridiane e degli Affreschi" si è impegnato a restaurare tale patrimonio e a collocare negli itinerari storico/culturali del Piemonte percorsi affascinanti che portino indietro nel tempo la memoria di queste opere, testimonianza dell'antica cultura locale.

Nel 2007, nell'ambito del progetto comunitario EDEN "Destinazioni europee di eccellenza", il Comune di Ala di Stura, al termine di un accurato processo di selezione delle 135 candidature ammissibili, è risultato tra le quaranta destinazioni selezionate maggiormente rispondenti ai criteri nazionali e della Commissione Europea, e quindi tra le migliori destinazioni rurali emergenti.

Il patrimonio gnomonico e artistico sparso nell'area del Comune è talmente vasto, da non consentirne la panoramica completa in queste pagine: motivo di più per andare alla scoperta sul campo!


Pietro Tetti era uno gnomonista di Cresto nella zona di Ala; nato nel 1816, era maggiordomo presso una dimora patrizia di Torino, possedeva in Cresto tre case e si dilettava a costruire meridiane sulle abitazioni della zona.

Su una delle tre case di sua proprietà, nella quale forse abitava la madre, due meridiane con ortostilo sono dipinte sul comignolo - un comignolo con meridiana si trova in borgata Melezé nel comune di Bellino - di cui una è datata 1834.

Meridiana di Ala-Cresto
Meridiana di Ala-Cresto
Meridiana di Ala-Cresto

Questa è probabilmente l'abitazione di Pietro Tetti, che vi ha costruito tre orologi solari: uno sul ballatoio, semi nascosto agli occhi del turista dalla balaustra, un secondo sulla parete volta a occidente.
Il terzo, oggi praticamente illeggibile, con ortostilo, è collocato sul comignolo.

Il primo è a ore locali, è attualmente privo di gnomone e ha il motto Sol generat umbra, "dal sole nasce l'ombra".

Meridiana di Ala-Cresto

Meridiana di Ala-Cresto Il secondo, fortemente declinante a ponente, indica le ore pomeridiane
dalle 14.00 alle 18.00 ed è datato 1858.

Meridiana di Ala-Cresto

Ancora a Cresto, su casa Cesaletti, un quadrante moderno - firmato e datato Laura 2004 - è dipinto su lastra di pietra per assicurane la planarità, ed è decorato con immagini policrome indicative della fauna e della flora locali.

In alto il motto in piemontese "Il sole nasce per tutti".

Meridiana di Ala-Cresto
Meridiana di Ala-Cresto

Una casa antica, dalla forma tondeggiante e struttura muraria in pietra intonacata di giallo, reca in alto un quadrante datato 1769, munito di ortostilo.

Meridiana di Ala-Cresto

Delle numerose meridiane in frazione Martassina tre sono nella borgata Tomà, dove nuovamente troviamo un quadrante su di un comignolo, molto articolato; tuttavia le linee orarie sono scolorite, si sta perdendo la data, forse 16 settembre 1808, come pure la cornice. Delle due scritte, quasi illeggibili, quella in alto è il nome di un certo Giacomo, mentre in basso c'è il motto.

Meridiana di Ala-Martassina

Sempre a Martassina un quadrante era in restauro nel mese di ottobre 2007: è una meridiana universale datata 1850 e siglata B. R. in basso a sinistra; contiamo sulla collaborazione di chi legge per avere una fotografia senza ponteggi a restauro completato.

Meridiana di Ala-Martassina

Il quadrante seguente è praticamente illeggibile: resta lo stilo e si intravedono tracce della cornice e delle scritte, tra cui la data, 1874.

Meridiana di Ala-Martassina

A Masone Canova Croce, tre piccole borgate che costituiscono una delle frazioni di Ala, diverse case hanno due quadranti ciascuna, tra cui uno spettacolare planetario.

Meridiana di Ala-Masone Canova Croce Due quadranti in attesa di restauro.
Meridiana di Ala-Masone Canova Croce La casa adiacente ha una bella meridiana già restaurata.
Meridiana di Ala-Masone Canova Croce

La meridiana, declinante a levante, segna le ore dalle 6.00 alle 13.00 con numeri romani e in alto reca la data 1811, precedeuta dalla scritta Anio Alason: il nome dell'autore?

A Mondrone, in aggiunta a splendidi affreschi, si trovano due grandi meridiane universali, una sulla chiesa intitolata a San Pietro e Paolo, l'altra su una casa riccamente affrescata.

Meridiana di Ala-Mondrone

Il Motto: Lasciate, o nubi, aperto il varco al sole; segnar ne bramo i giusti passi al giorno. E' siglata G. A. F. ed è datata 6 giugno 1851; in basso è indicata la declinazione a levante di 39°.

A Pian del Tetto i quadranti sono numerosi, tutti da restaurare: su una casa ce ne ben sono tre: due sulle facce contigue di un pilastro portante, di cui uno è orientato a ponente e indica le ore dalle 13 alle 18; la forma quadrilobata, ricorrente nella zona, potrebbe ricondursi a uno stesso autore.

Il secondo, firmato Michele Alasonati e datato 2 ottobre 18[5]8 è invece tondo, con sobria cornice a tre fasce colorate concentriche, orientato a mezzogiorno.

Il terzo, per metà illeggibile, si trova più in basso, sotto la tettoia a metà della facciata esposta a mezzogiorno; di forma rettangolare, senza ornamenti salvo una sottile cornice di colore rosso, ha conservato lo stilo e traccia delle linee orarie, che vanno dalle 6/7 del mattino alle 5 del pomeriggio.

Meridiana di Ala-Pian del Tetto

Una seconda casa malandata presenta diversi affreschi e una meridiana quasi scomparsa sul comignolo.

Meridiana di Ala-Pian del Tetto

Inconsueta e ricca è la facciata, esposta a ponente di una casa affrescata, dove uno degli affreschi ingloba nella stessa cornice, in origine di colore rosso, il quadrante solare; si è preservato lo gnomone a ortostilo come pure le linee orarie, segnate da numeri romani e arabi, dalle ore 14 alle 19; in alto a sinistra le iniziali C. P. e la data 183[?]; non è invece leggibile l'immagine decorativa a sinistra del quadrante, probabilmente a soggetto sacro; il vistoso numero 42 apposto al di sopra della cornice è il civico della casa.

Meridiana di Ala-Pian del Tetto

In frazione Pertusetto una stessa abitazione presenta, in aggiunta al grande affresco già riprodotto all'inizio di questa pagina, due quadranti declinanti a levante; quello a sinistra nell'immagine seguente reca in alto la data 1843 preceduta dal nome Antonio M. Maronero e seguita dalle iniziali G.A.F.: è probabile che il primo si riferisca al proprietatio della casa, committente della meridiana, e le seconde all'esecutore del manufatto.

Meridiana di Ala-Pertusetto

A Prussello, in aggiunta ai bei quadranti d'epoca sulla chiesa e su alcune case, nel 2005 è stato messo in opera un quadrante orizzontale progettato da Lorenzo Destefanis per l'esecuzione di Jacopo Fongo mentre il piedistallo è stato realizzato da Luigi Tetti. Il manufatto è stato finanziato dall'Azienda Meccanica Costalla di Rivoli. Il progetto è stato trasfrito su CAD (computr aided design) e poi su CAM (computer aided manufacturing), per consentire a una macchina di incidere la lastra in lega di alluminio.

Sono stati previsti due gnomoni intercambiabili, a ortostilo e a stilo polare: il primo, perpendicolare al piano del quadrante e rivolto verso lo Zenit, indica le ore con l'ombra proiettata dalla sola punta dello stilo; il secondo percorre le linee orarie con l'intera ombra dello stilo ed è inclinato di 45°, pari all'angolo della latitudine di Ala di Stura.

Un'ampia tavola esplicativa guida esaurientemente alla lettura del quadrante.

Meridiana di Ala-Prussello

Anche Villar, in aggiunta agli affreschi, propone diversi quadranti: tre sui prospetti del campanile della Chiesa della Madonna della Neve, due moderni sulla Casa dello Sci di Fondo, due su una casa affrescata.

Una di queste ultime è particolarmente attraente e in buono stato, nonostante lo gnomone a ortostilo si sia perso; ha forma quadrilobata, colori vivaci, linee orarie dalle 10 alle 18 indicate con numeri romani, ed è declinante a ponente.

In alto il motto: E il tacito corso del tempo è sì breve / l'uomo nelle virtù impiegar sempre lo deve.

Meridiana di Ala-Villar

Foto N. Trabano e P. Antonioli, dicembre 2007

A cura di Paola Presciuttini