L'edificazione della Certosa di Calci (PI) iniziò nel 1366, ma l'imponenza del comprensorio e il prezioso apparato decorativo attuale sono da attribuire ad ampliamenti e ristrutturazioni dalla metà del Seicento in poi. Al di là del cancello d'ingresso si apre una grandiosa corte sulla quale affaccia il maestoso prospetto del monastero che in un'ala adiacente alla chiesa accoglieva le celle dei frati, mentre l'ala opposta era riservata alla Corte granducale che aveva scelto la Certosa come meta favorita. Era un complesso "moderno", dotato di farmacia, servizi privati adiacenti alle celle monastiche, cisterne per la raccolta dell'acqua piovana e un articolato apparato idraulico che convogliava le acque in vasche e fontane, a seconda della destinazione d'uso. Innumerevoli sono i particolari architettonici, artistici e tecnici dell'opulento complesso.
All'estremità di levante si apre l'orto, delimitato da un artistico muro di cinta in marmo intarsiato.
Il Chiostro grande ospita due orologi solari orizzontali di modeste dimensioni, in marmo, collocati sul basso parapetto che circonda il giardino. Uno è oggi illeggibile, l'altro è stato posto in opera nel 1999 da R. Cappelletti.
Una terza meridiana verticale antica a ore francesi si trova su una parete esposta leggermente a sud-est, che affaccia nel Chiostro superiore.
Il motto:
De vitae cursu quaelibet hora rapitur, "Qualsiasi cosa viene rapita dalla vita".