Sulla cresta dell'onda
testata

CIVEZZA

Il paese di Civezza (IM), nell'entroterra imperiese, è legato al mare per essere stato oggetto di incursioni e devastazioni barbaresche, difeso dalle sue cinque torri. Nei pressi di una di queste, nella panoramica piazza Carducci, si trova una meridiana dal singolare motto in francese. Tutto su Civezza e le sue meridiane nel recente libro di Luciano L. Calzamiglia e Giampiero Laiolo Civezza: la sua storia (Comune di Civezza, 2001).

A pag. 25 leggiamo che "Le meridiane dipinte sulla facciate sono un altro segnale del livello culturale della comunità. Probabilmente numerose nei secoli passati, come testimoniano alcuni gnomoni conficcati dei muri, ne rimangono alcune di grande interesse: in via Dante n. 64; nella "Cà de Angiulina du Megu", sul prospetto su piazza Marconi; nella "cà de Perandré", sulla bella loggia esposta a sud; in piazza Carducci da poco restaurata, con un curioso motto in francese.

meridiana di Civezza
meridiana di Civezza

Tutte queste meridiane o, per meglio dire, orologi solari, sono classicamente a ore astronomiche e indicano l'ora solare effettiva del luogo, ad eccezione di quella in via Dante. Quest'ultima, invece, con quadrante triangolare e gnomone retto a falso stilo - secondo notizie cortesemente fornite dal dott. geol. Roberto Reis - è una meridiana antica (attorno al XVII-XVIII secolo), con sistema di misurazione "a ore italiche", predisposta cioè per calcolare le ore da tramonto a tramonto. Il tramontare del sole, dunque, è principio dell'ora prima e termine delle ventiquattr'ore.
Questo criterio di misurazione era assolutamente in sintonia con i cicli delle stagioni e diffuso nelle comunità rurali: chi lavorava in campagna non era interessato propriamente a conoscere l'ora esatta, quanto piuttosto a sapere di quanto luce solare poteva disporre per le proprie occupazioni.

L'orologio solare di via Dante é rivolto ad Est per segnare con precisione nelle ore mattutine: si trova nel quartiere "del Gallo", che prende nome dalla curiosa scultura a forma di gallo posta su un tetto immediatamente a Nord-Est della meridiana.

meridiana di Civezza
meridiana di Civezza

Apparentemente l'opera non ha alcun valore, situata com'è in una posizione dove difficilmente poteva costituire un ornamento architettonico. Resta dunque il "mistero" della sua funzione, a meno che il gallo - come ipotizzato dal Reis - non fosse utile alla meridiana con funzione catottrica. In tal caso, infatti, per raggiungere il quadrante e segnare l'ora almeno in particolari periodi dell'anno, i raggi del sole dovevano essere riflessi mediante specchi, uno dei quali poteva essere ospitato sulla superficie o nell'occhio della scultura.

L'ipotesi, in sé suggestiva ed attendibile, trova ragione nella necessità di ovviare all'oscuramento che la meridiana ha subito nel corso degli anni per la soprelevazione delle case che la fronteggiano, a causa delle quali non poteva più essere irraggiata dal sole nelle ore del mattino, proprio quelle per cui era stata costruita. (Paragrafo a cura del dr arch. Roberto Amoretti di Civezza).

La meridiana non è fotografabile, infatti, perché si trova in alto sull'edificio che prospetta nello stretto vicolo.

Foto W. Rossi

A cura di Paola Presciuttini