Sulla cresta dell'onda
testata

Erli (SV)

Erli si trova nell'Alta Val Neva, sulla sponda sinistra del torrente Neva. Confinante con la provincia di Cuneo, sorge sull'antico percorso della Via del sale e, in epoca romana - alla quale risalgono le prime evidenze storiche - era appunto una stazione di posta.

Altra importante testimonianza dell'et imperiale la necropoli di Cascina d'Aglio, risalente al I secolo, ora compresa nel vicino territorio comunale di Castelvecchio di Rocca Barbena.

Comunemente, si fa derivare il nome Erli dalla popolazione barbarica degli Eruli, mentre studi condotti sull'onomastica locale evidenziano origini saracene di epoca medievale. Nel XII secolo il borgo era possedimento dei Marchesi di Clavesana, successivamente passato ai Marchesi Del Carretto e quindi inserito nel marchesato di Zuccarello nel XIII secolo.

Nel 1623 fu venduto ai Savoia, i quali lo cedettero alla Repubblica di Genova e poi fu annesso al Regno di Sardegna.

Sulla facciata meridionale dell'Oratorio della Chiesa parrocchiale di Santa Caterina d'Alessandria, eretta nel 1538 - con un pregevole campanile tardo-gotico - dipinto un bel quadrante a forma di drappo. Lo stilo polare infisso al centro di un sole fiammeggiante, le linee orarie vanno dalle 08.00 alle 17.00, il mezzogiorno locale sottolineato da una "M".

Erli (SV)
Erli (SV)

In basso l'inconsueto, piuttosto oscuro, motto: Magister est prioris posterior dies, "Il giorno successivo maestro del precedente", ossia "l'esperienza di oggi fa capire gli errori di ieri".

Sottto, in numeri romani, l'anno del restauro 1998.

Foto Carlo Di Ruzza

a cura di Paola Presciuttini, gennaio 2011