Sulla cresta dell'onda
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Genova - Voltri

meridiana di Genova Voltri
meridiana di Genova Voltri

Un grande bell' orologio solare inciso su pietra affisso sulla fiancata sinistra della chiesa dei Santi Nicolò ed Erasmo a Voltri (1652), affacciata sulla via Aurelia che in quel tratto assume il nome di via Camozzini. In alto la data: MCMXVI. Sotto un'iscrizione esplicativa: Voltri L'industre, dove il vento regna, dell'EUROPA CENTRAL l'Ora ti segna. Il quadrante, esposto a mezzodì, indica dunque le ore secondo il meridiano dell'Etna, ossia il meridiano dell'Europa centrale sul quale è regolato il fuso orario dell'Italia fin dal 1893. Segue il nome di Bartolomeo d'Albertis, fratello del più celebre Enrico Alberto, esploratore, studioso colombiano, perno della vita culturale della Genova del suo tempo, e " girovago pintor di meridiane", nella definizione di Edmondo De Amicis. La sola presenza del nome di Bartolomeo potrebbe indurre in equivoco sulla paternità del quadrante, che in effetti è opera appunto di Enrico Alberto d'Albertis, come dimostra una foto d'epoca, dove - in basso a destra - compare la sua firma, poi cancellata in occasione di un distratto restauro del 1982.

meridiana di Genova Voltri

Courtesy Anna Giulia d'Albertis, alla quale siamo debitori dell'informazione (gennaio 2011)

Di Bartolomeo è il motto latino in alto: Orior oriente sole - Sole cadente caso, "Sorgo con il sole nascente, muoio con il sole calante".

Sotto lo stilo Sic vita "Così è la vita".

In fondo un secondo motto: Nescit occasum lumen Ecclesiae, "Non conosce fine la luce della Chiesa"; il nome dell'autore, anch'esso perduto con il restauro, non è del tutto leggibile sulla fotografia antica.


S. Erasmo, anche noto come S. Elmo, è uno dei protettori della gente di mare. La leggenda dei "fuochi di S.Elmo" trae origine dai miti antichi: i Greci infatti credevano che i Dioscuri Càstore e Pollùce, figli di Zeus, andassero in soccorso delle imbarcazioni in difficoltà, splendendo come due stelle ai lati dell’albero maestro.

Alla pagina www.gaetavola.org/TavolaStoria/SErasmo/LiguriaToscanaUmbria.html leggiamo che "a Savona esiste un molo di Sant’Elmo, in ricordo di una chiesetta cinquecentesca nella darsena a lui dedicata: ma l’elenco dei suoi templi in riva al mare è infinito, e citandoli si farebbe il giro delle coste italiane. La leggenda dice che naufrago, Sant’Elmo fu raccolto da una nave, salvato e condotto a terra. Il capitano non volle altra ricompensa che una prova della potenza che in quanto santo egli doveva possedere: Sant’Elmo gli promise così di avvertirlo con un fuoco dell’imminenza della burrasca, affinché egli potesse farvi fronte. Il santo mantenne la promessa, e cominciò a far apparire i suoi fuochi per salvare anche altre navi.

Dei prodigi di Sant’Elmo raccontano nei loro diari Fernando Colombo (nell’ottobre 1493), figlio dell’Ammiraglio, e Antonio Pigafetta (da Primo Viaggio al globo terraqueo, I) che con Magellano circumnavigò la Terra; Pigafetta vede sugli alberi della sua nave durante la tempesta ben tre santi in un colpo solo, Erasmo, Niccolò e Chiara" [continua ...]

A cura di Paola Presciuttini, inserimento 30 maggio 2007, aggiornamento gennaio 2011)