Sulla cresta dell'onda
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Illertissen in Baviera

Illertissen è una cittadina di circa 16.000 abitanti nel Land della Baviera, distretto di Neu-Ulm, a circa 20 km da Ulm. Nel suo stemma compare un leone rampante su sfondo rosso, attraversato da una fascia nera con tre "P", che stanno per Pugnamus pro Pontifice, cioè "combattiamo per il Papa".

Le più antiche tracce di un insediamento risalgono al VI secolo, ma il primo documento che cita la località - con il nome di "Tussa" - risale al 954, in occasione di un'alleanza tra il Vescovo di Ausgburg e altri potentati vicini, per contrastare l'avanzata dei Magiari.

Tra il XII e il XIII secolo fu costruito il Castello di Tissen, oggi noto come Vöhlinschloss (castello di Vöhlin) perché tra il XVI e il XVIII secolo appartenne alla nobile famiglia dei Vöhlin, mercanti che molto influirono sull'economia e sul benessere della città. Il significato delle tre "P" fa riferimento alla scelta di campo dei Vöhlin nelle lotte tra Papato e Impero. Più tardi, quando la famiglia Vöhlin diventò molto ricca per i commerci oltre oceano di spezie, le tre "P" presero un altro significato nella bocca del popolo: Piper Peperit Pecuniam, Pecunia Peperit Pompam, Pompa Peperit Pauperiam: "Il pepe ha portato il denaro, il denaro il lusso, il lusso la povertà."
Nel 1803 fu acquistato dallo Stato di Baviera e oggi ospita, tra l'altro, il Museo delle Api.

castello di Illertissen-Baviera

Sul prospetto affacciato sul giardino interno è stato affrescato un lineare moderno quadrante esposto a mezzogiorno, con stilo polare, che segna le ore dalle 8.00 alle 16.00.

meridiana di Illertissen-Baviera
meridiana di Illertissen-Baviera
Su uno dei camini del castello si trova il grande nido delle cicogne che ogni anno, nei mesi caldi, tornano a riprodursi.
le cicogne di Illertissen-Baviera
le cicogne di Illertissen-Baviera
Un secondo quadrante si trova sull'ingresso laterale della chiesa parrocchiale cattolica di S. Martino.
chiesa di S. Martino
chiesa di S. Martino

(Foto e notizie Carlo Di Ruzza)

A cura di Paola Presciuttini, aprile 2010