Miti e Leggende

Cariti

Nella mitologia greca, Carite, chiamata anche col nome Charis e Cariti, è una delle Grazie. Il suo nome in sé significherebbe grazia, amore, perfezione, armonia: insomma, l’idea della personificazione della perfezione alla quale ogni essere umano dovrebbe tendere. Nessun autore prende in considerazione quale possa essere stata l’origine di questa Grazia. Secondo la tradizione popolare, Cariti sarebbe stata la figlia di Zeus, che d’altronde è anche padre di altre Cariti, come di Pasitea, di Aglaia e Talia. 

La donna, nella storia dell’Iliade, si sposa con l’infaticabile Efesto, il dio Fabbro figlio di Zeus e di Era, e quindi suo fratellastro. Questa versione non trova però riscontro nell’Odissea, dove invece Efesto viene indicato come sposato con Afrodite. Non solo, sentendo anche altri racconti Efesto sposò una Grazia, ma non Cariti, bensì Aglaia. Quindi sotto questo punto di vista non c’è coerenza nella narrazione mitologica. 

Nell’Iliade la Cariti compare, nel libro XVIII; Viene descritta da Omero come ‘bella’ e dal ‘velo splendente’. Nella narrazione, Cariti incontra Teti, che si trova in grande sofferenza perché il figlio Achille è triste per la morte del suo grande amico Patroclo. La Carite di fronte alla sofferenza della donna si mostra comprensiva, anche se non manca di far notare che prima di aver avuto bisogno la donna non si era presentata nella loro casa. “Perché, Teti lungo peplo, vieni alla nostra casa, o veneranda e cara? prima non ci venivi. Ma seguimi avanti, che possa offrirti doni ospitali” sono le sue parole esatte.

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