Sulla cresta dell'onda

IL DILUVIO

images/arcadiluvio.jpg L'Arca in una xilografia nella Biblia stampata a Norimberga da Anton Koberger nel 1483, conservata presso la Biblioteca Casanatense a Roma. L'opera, illustrata da 109 xilografie a colori, tra le più antiche edizioni a stampa, oltre all'importanza del testo e delle illustrazioni, ha probabilmente conservato la sua rilegatura originale, con borchie, cantonali e fermagli metallici riccamente scolpiti.

La tradizione di grandi inondazioni, di un diluvio che sommerse tutte le terre, è presente anche nella mitologia greca. A provocarlo è Zeus, il dio più grande e potente del pantheon ellenico, che presiede alle manifestazioni celesti, provoca la pioggia, scaglia i fulmini e i lampi, ma soprattutto mantiene l'ordine e la giustizia nel mondo.

Egli, stimando che gli uomini dell'età del bronzo fossero una razza abbrutita dai vizi, volle distruggerli inviando sulla terra un grande diluvio che li annegasse tutti. Decise di risparmiare soltanto due giusti, Deucalione e sua moglie Pirra, "la Fulva".

Consigliati da Prometeo, figlio del Titano Giapeto e padre di Deucalione, essi costruirono un' "arca", una grande cassa, nella quale s'introdussero. Per nove giorni e nove notti galleggiarono sulle acque del diluvio e finirono per approdare sulle montagne della Tessaglia. Qui sbarcarono, e quando il diluvio si fu ritirato, Zeus inviò loro Ermes, che si offrì di esaudire un desiderio a loro scelta.

Deucalione desiderò di avere dei compagni. Zeus allora ordinò che gettassero dietro le loro spalle le ossa delle loro madri. Pirra fu terrorizzata per questa empietà, ma Deucalione capì che si trattava delle pietre, le ossa della Terra, che è la Madre universale. Perciò si mise a lanciare pietre oltre le proprie spalle, e da esse nacquero uomini; convinse poi la moglie ad imitarlo e dalle pietre che gettava Pirra nacquero donne. In seguito Deucalione e Pirra ebbero una numerosa discendenza.