Una delle statue che ritraggono i Dioscuri nell'atto di smontare dal cavallo, sorretto da un Tritone. Sculture del V sec. a.C., dal tempio di Locri-Marasà (Reggio Calabria, Museo Nazionale)
Intorno alle vicende dei gemelli Dioscuri, Castore e Polluce, esiste una leggenda particolarmente strana: Zeus si invaghì di Leda, moglie di Tindaro, re di Lacedemone, e si unì a lei sotto forma di cigno, facendole generare due uova. Da uno nacquero, nelle vicinanze di Sparta, i gemelli Polluce ed Elena, dall'altro Castore e Clitennestra. Questi ultimi, tuttavia, erano figli di Tindaro, che si unì a Leda dopo gli amori di questa con Zeus. Pertanto Polluce, figlio del dio, era immortale, a differenza del fratello "umano". Erano eroi spartani per eccellenza, di cui il primo indomito pugilatore, mentre il secondo era un intrepido guerriero. Combatterono contro l'ateniese Teseo, aiutarono in più occasioni Giasone e parteciparono alla spedizione degli Argonauti. Per aver placato una tempesta in quella circostanza, furono considerati protettori dei naviganti.
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