Sulla cresta dell'onda

DIOSCURI

Dioscuri nell'atto di smontare dal cavallo Una delle statue che ritraggono i Dioscuri nell'atto di smontare dal cavallo, sorretto da un Tritone. Sculture del V sec. a.C., dal tempio di Locri-MarasÓ (Reggio Calabria, Museo Nazionale)

Intorno alle vicende dei gemelli Dioscuri, Castore e Polluce, esiste una leggenda particolarmente strana: Zeus si invaghý di Leda, moglie di Tindaro, re di Lacedemone, e si uný a lei sotto forma di cigno, facendole generare due uova.

Da uno nacquero, nelle vicinanze di Sparta, i gemelli Polluce ed Elena, dall'altro Castore e Clitennestra. Questi ultimi, tuttavia, erano figli di Tindaro, che si uný a Leda dopo gli amori di questa con Zeus.

I Dioscuri Dioscuri, in una tavoletta votiva in terracotta. Taranto, Museo Nazionale

Pertanto Polluce, figlio del dio, era immortale, a differenza del fratello "umano". Erano eroi spartani per eccellenza, di cui il primo indomito pugilatore, mentre il secondo era un intrepido guerriero.

Combatterono contro l'ateniese Teseo, aiutarono in pi¨ occasioni Giasone e parteciparono alla spedizione degli Argonauti. Per aver placato una tempesta in quella circostanza, furono considerati protettori dei naviganti.

Come spesso accade, nomi mitologici sono attribuiti a navi mercantili e militari (v. per esempio Aretusa e Galatea in Navi Idrografiche della Marina Militare italiana).

Polluce Ŕ anche il nome di un vapore della SocietÓ Rubattino di Genova che, nel 1841, fu al centro di una drammatica vicenda, ancora oggi avvolta nel mistero.