Sulla cresta dell'onda

MENADI

Menade, statua in terracotta Menade, statua in terracotta, IV sec. a.C., da Locri (Reggio Calabria, Museo Nazionale)

Le Menadi - prive, in effetti, di alcun aggancio con il mare o con altri elementi liquidi, se non ... il vino - sono Baccanti divine al seguito del dio Dioniso.

images/menade2.jpg Una Menade con tamburello, in preda all'estasi dionisiaca, avanza seguita da un Satiro che suona un doppio flauto, mentre un secondo, affiancato da una pantera, in mano un tirso, chiude il corteo. Rilievo di età augusteo-tiberiana da Ercolano. (Napoli, Museo Archeologico Nazionale)

Invasate da lui che ispira loro una mistica follia, errano nella campagna, nude o vestite di veli leggeri, incoronate di edera, portando in mano un tirso o un cantaro del vino, e si abbandonano ad una danza sfrenata, suonando il flauto doppio o percotendo un tamburello.

Inoltre comandano alle belve: per esempio, in alcune rappresentazioni appaiono portate in groppa dalle pantere, mentre tengono lupacchiotti in braccio.

I loro atteggiamenti e trastulli vengono imitati dalle Baccanti umane, cioè le donne che si danno al culto di Dioniso. Le prime Menadi, nella leggenda, sono le Ninfe che hanno nutrito Dioniso bambino. Hanno una parte in un certo numero di leggende di personaggi mitici (Licurgo, Orfeo e Penteo).