Sulla cresta dell'onda

SENUA

Il Club Archeomedia ha pubblicato, nell'ottobre 2003, la storia di Senua, una dea di probabile origine celtica, emersa dalle terre della contea dell'Hertfordshire (sud dell'Inghilterra), dov'era rimasta sepolta per oltre 1.600 anni, che va ad arricchire la mitologia romana.

Riprendiamo dalla newsletter di Archeomedia n. 20 , 2003: "A testimoniare la sua esistenza e' una statuetta d'argento senza volto e senza braccia recuperata nel 2002 nel corso di scavi archeologici nella regione. Con essa sono venuti alla luce anche due dozzine di reperti d' oro e argento identificati come i tesori di un tempio eretto in onore della dea.

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian, i preziosi cimeli potrebbero essere stati sotterrati da un devoto nel corso del III secolo d.C. per proteggerli da un imminente disastro del quale sarebbe rimasto vittima lo stesso fedele. Dal novembre 2003 a marzo 2004 il British Museum ha esposto i reperti in una mostra intitolata "Buried Treasure".

Il Curatore del British Museum ritiene che Senua fosse probabilmente un'antica divinitÓ celtica adottata poi dai Romani, che la gemellarono con Minerva. Il santuario della dea forse era un luogo di pellegrinaggio dove i devoti portavano le offerte, come testimonia il ritrovamento di targhe d'oro e d'argento e gioielli, tra i quali spicca una spilla decorata con l'incisione di un leone. Il Curatore del British Museum Ŕ riuscito a decifrare i nomi incisi sulle targhe ex voto lasciate dai fedeli della dea: tra gli altri, Cariata, Celsus, Firmanus, Lucilia e Servandus. Sono state proprio queste placche a rivelare attraverso un esame con i raggi X il nome del tutto sconosciuto della divinitÓ.

Il tesoro nascosto era stato inizialmente individuato in un campo vicino a Baldock (Hertfordshire) da un archeologo dilettante con il metal detector. L'evento aveva attirato l'attenzione di archeologi del British Museum che avevano iniziato gli scavi nel sito dopo aver pagato una lauta ricompensa allo scopritore e al proprietario del terreno. Nel corso degli scavi Ŕ emersa la base spezzata di una statuetta d'argento successivamente identificata come Senua. Di questa solo il retro Ŕ rimasto intatto e raffigura una donna graziosa con la chioma raccolta in uno chignon. I lavori di recupero non sono ancora conclusi e si ritiene che il sito possa nascondere altri segreti". (Da Archeomedia newsletter n. 20 , 2003)