Tito Pellicciotti (Barisciano 1872 - L'Aquila 1943) studiò a Napoli con Domenico Morelli e Filippo Palizzi, ma non ne subì una reale influenza, derivando dalla pittura del conterraneo Michetti la pennellata ad impasto denso che caratterizza la sua produzione più significativa. Essa comprende paesaggi, scene campagnole, figure rusticane e animali. La sua espressione, piacevole ma limitata e priva di aneliti, non conobbe la benché minima evoluzione per oltre mezzo secolo, e rimase dignitosa ma dichiaratamente commerciale.

L'Istituto Idrografico della Marina possiede un ritratto a olio, di grande formato, dell'ammiraglio Giovan Battista Magnaghi, fondatore dell'Istituto stesso, firmato ma non datato, probabilmente risalente al 1904. In quell'anno, infatti, per commemorare la figura del Magnaghi, deceduto due anni prima, Giuseppe Pennasilico eseguì un ritratto in affresco, di cui il quadro in questione sembra essere una copia.
 
 

Bibliografia:

A. M. Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori e incisori italiani moderni, vol III, Milano 1962

Catalogo Bolaffi della pittura italiana dell'Ottocento, n.5, Torino 1974