testata4
Angolo arrotondato Angolo arrotondato
modtitle

ALBERTO COSENTINO: un modellista D.O.C.


A chi si diletta di modellismo navale è sicuramente capitato di frequentare, anche solo per la curiosità di vedere lavori di altri, mostre o concorsi a livello nazionale o solo di paese.

In queste mostre si trova di tutto: dai modelli costruiti partendo da scatole di montaggio ai diorami dove, più che la qualità tante volte colpisce l'occhio di chi guarda l'ambientazione in cui i modelli sono inseriti; grandi velieri con macroscopiche inesattezze di scala e Caravelle inventate di sana pianta; rimorchiatori tutti uguali a parte qualche piccolo dettaglio e navi da guerra in plastica o vetroresina; i soliti Vespucci e gli ancor più soliti Leudi; qualche abbozzo di nave costruita in ossatura ma tanto, tantissimo compensato ...

Poi, ogni tanto, ci si imbatte in un modello che colpisce subito l'attenzione: una nave che davvero sembra uscita dalle mani sapienti di antichi mastri d'ascia e che sembra aspetti solo di essere immersa nell'acqua per spiegare le vele e prendere il largo. Anche se incompiuti, questi piccoli capolavori danno l'idea esatta di quanta fatica e di quanto amore ci abbia messo l'artista per renderli così visibili, in mezzo a tanti modelli che passano inosservati agli occhi di un visitatore.

Una volta catturata l'attenzione, poi, ci si avvicina e si comincia a studiare bene il modello, da vicino, sempre più da vicino e si entra in un mondo che stupisce qualunque categoria di modellista.

Non è più questione di essere profani o esperti, plasticari o falegnami, moderni o antichi, no!

Qui si coglie l'arte pura e si conosce l'artista che c'è in quel lavoro: l'ebanista, l'intagliatore, lo scultore, il pittore, l'orafo…

Alberto Casentino è uno di questi modellisti. Io ho visto ed ammirato alcuni dei suoi lavori da quando ho cominciato a frequentare, insieme ad altri amici, le mostre della Liguria.

Le sue opere mi hanno affascinato e lasciato a bocca aperta, tanto da farmi pensare che il loro autore fosse uno di quei "marziani" di cui si sente solo parlare ma di cui si mette in dubbio addirittura l'esistenza. Non è facile pensare che tali capolavori possano essere opera di un semplice modellista. L'idea del modellista è quella dell'uomo chiuso in una cantina, in un box se non addirittura un uomo che, finito di cenare, tira fuori la cassetta degli attrezzi e si dispone a lavorare sul tavolo della cucina. Un uomo che usa gli attrezzi più semplici come il cutter o il seghetto da traforo, le frese montate su un minitrapano elettrico e tanta carta vetrata ed olio di gomito. Certe opere dovevano per forza di cose essere frutto del lavoro di macchine complicate e sofisticate, non certo di un semplice tagliabalsa.

Quando mi hanno proposto di incontrare questo signor Cosentino io addirittura pensavo di trovarmi al cospetto di un uomo, come dire… diverso, quasi anormale. Nato nel 1933, a settant'anni e oltre dispone di una vitalità incredibile e forse è questa l'unica cosa che lo rende … diverso.

Ha praticato il modellismo navale da sempre (il primo modello di cui ha memoria è una nave da guerra costruita completamente il legno nel 1947), tanto che il suo primo diploma di partecipazione ad una mostra risale all'ormai lontanissimo 1949.

Iniziò il suo primo lavoro nel 1970, quando lavorava nella cantina del negozio di articoli sportivi del padre.

Rimase per ben 11 anni sul tavolo di lavoro ma quel che ne venne fuori è un vero capolavoro di modellismo e di intaglio. Lo specchio di poppa, soprattutto, è uno spettacolo di figure in altorilievo ricavato dall'unica documentazione della foto tratta dal libro di Lusci "Modellismo statico antico".

Con quella sola immagine davanti agli occhi ed armato di un solo piccolo cutter ha saputo intagliare nel legno, a mano libera, un'allegoria di figure che difficilmente io riuscirò a dimenticare.

Tutti i particolari di questo autentico capolavoro: dalle bigotte ai bozzelli, dagli alberi ai cannoni alle ancore sono completamente autocostruiti, per lo più in legni pregiati. Il suo spazio lavorativo Alberto l'ha ricavato nel bagno della sua abitazione, fra la lavatrice ed un mobile ripostiglio, mettendo alcune mensole fra due armadietti pensili. Non ci sono attrezzature sofisticate né utensili professionali. Nessuna marca di prestigio così alla moda fra i modellisti che conosco, me compreso, e nemmeno, quasi, lo spazio per poter ruotare il modello al quale sta lavorando.

Nel metro e mezzo circa di spazio di cui dispone, però, si respira l'aria delle cose fatte a mano e con tanto amore.

C'è un tornio ma è rigorosamente autocostruito con un motore ricavato da chissà quale elettrodomestico e che usa un semplice chiodo come contropunta, oltre ad un paio di pulegge in legno.

C'è una sega circolare, anche questa ricavata da un motore di aspirapolvere. C'è, ultima nata fra la sua attrezzatura, una macchina per fasciare i cavi, che mi ha letteralmente sbalordito per la sua semplicità e praticità.

Ma soprattutto ci sono i suoi strumenti di lavoro quotidiano: un cutter, due o tre limette e qualche sgorbia.

Con solo questi semplici strumenti e le sue mani d'oro, è il caso di dirlo, Alberto sa ricavare dal legno vere opere d'arte che lasciano senza fiato un osservatore abituato ormai a macchinari sempre più dedicati e professionali.

Attualmente sta lavorando al modello di un Brick francese del 1780 in scala 1/42 con struttura in ammiragliato, interamente costruito con legno di rovere.

(A cura di Roberto Venturin)


L'indirizzo di Alberto Cosentino é:
Via Agnesi n° 38
18100 Imperia
tel. 0183 939921



Angolo arrotondato Angolo arrotondato
Facebook Twitter Linkedin