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Giampaolo "JP" Cusati


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Cannoniera fluviale americana USS CAIRO


La USS CAIRO nell'area delMississippi, 1862


La cannoniera fluviale USS Cairo venne costruita a Mound City, Illinois, nel 1861 da James Eads, per essere usata dall'Esercito dell'Unione durante la Guerra Civile.

Progettata da Samuel M. Pook, la USS Cairo e le altre 6 unità della stessa classe, per il loro peculiare aspetto furono soprannominate "Pook's Turtles" (Le Tartarughe di Pook). Facevano parte della "Classe Cairo" le unità Carondelet, Cincinnati, Cairo, Louisville, Mound City, Pittsburg, St. Louis (successivamente Baron De Kalb

La USS Cairo prestò servizio nella Western Flottilla (Flotta dell'Ovest) delle Cannoniere dell'esercito, comandata dal Flag Officer A.H. Foote sui fiumi Mississippi, Ohio e loro affluenti fino a quando, insieme con le altre cannoniere, fu trasferita alla Marina Federale il 1° Ottobre 1862.

Fu attiva nell'occupazione di Clarksville (Tennessee) il 17 Febbraio 1862 e di Nashville (Tennessee) il 25 Febbraio dello stesso anno. Il 12 Aprile, la USS Cairo scortò le barche-mortaio destinate alle lunghe operazioni di bombardamento contro Fort Pillow (Tennessee).

L'11 Maggio 1862 venne impegnata in uno scontro con alcune cannoniere confederate davanti a Plum Point Bend. Questa battaglia segnò l'inizio di una attività di blocco e di bombardamento che culminò nella resa del forte il 4 Giugno 1862.

Il 6 Giugno la USS Cairo, insieme ad altre sette unità Unioniste e a un rimorchiatore, riportò una vittoria contro 8 cannoniere confederate presso Menphis (Tennessee), di cui sono una riuscì a fuggire. La USS Cairo tornò a pattugliare il Mississippi fino al 21 Novembre quando si unì alla "Spedizione Yazoo".

Durante tale attività, il 12 Dicembre 1862, mentre bonificava dalle mine le acque del fiume, durante la preparazione all'attacco di Haines Bluff, la USS Cairo urtò una torpedine galleggiante ed affondò: fu la prima nave al mondo ad essere affondata da una mina.

Per decenni la USS Cairo giacque dov'era affondata. Nell'estate del 1956 fu ritrovata dallo storico Edwin C. Bears e dal geologo Warren Grabau.

I tentativi di estrazione dello scafo della USS Cairo dal fango del fiume Yazoo vennero iniziati solo nel 1959. Tutte le operazioni di sollevamento della nave si dimostrarono complesse e dispendiose; solo con sforzi considerevoli la squadra di recupero ne portò alla superficie alcune parti, fra cui la torretta di comando corazzata.

Le parti recuperate dimostrarono che il relitto era in ottimo stato di conservazione. Si trovò un cannone da 8 pollici ancora caricato: l'arma era stata preparata per sparare ad 800 yarde e l'indicatore di ottone era fissato in questa posizione, segno che la maggior parte dei tiri della cannoniera era effettuata a corta distanza.

L'affusto in quercia del cannone appariva quasi nelle stesse condizioni di come era un secolo e mezzo fa, e le impronte nel fango indicavano che la braca di canapa, usata per assorbire la forza del rinculo, era rimasta intatta fino al momento in cui il pezzo venne estratto dalla casamatta.




Nel relitto furono ritrovati diversi contenitori con la polvere da sparo ed una squadra di artificieri della Marina Americana fu inviata a controllare se vi fossero pericoli per altri esplosivi che potevano essere ancora a bordo. Con notevole sorpresa si constatò che la polvere da sparo contenuta nel relitto della USS Cairo era ancora asciutta, a testimonianza della cura, presa un secolo prima, per mantenerla in quello stato.

La Cairo era piena di melma ed i detriti di decenni si erano accumulati su di essa; liberarla da tutte questi pesi che la trattenevano sul fondo era impossibile. Furono tuttavia fatti dei tentativi per sollevare la carcassa del relitto e posarla su un pontone, ma il livello dell'acqua del fiume era basso ed i cavi tranciarono lo scafo in tre grandi sezioni che furono recuperate separatamente nel 1964.



Nella sezione centrale furono trovati i cannoni, le macchine a vapore e le caldaie. Dovunque venne trovato un numero considerevole di oggetti e di ricordi personali dell'equipaggio.

Dopo un periodo di restauro effettuato a Pascagoula (Mississippi), i resti della USS Cairo sono oggi esposti nel Cimitero Militare di Vicksburg e vengono ammirati ogni anno da decine di migliaia di visitatori, a testimonianza delle capacità tecnologiche e dell'ingegnosità degli Stati Federati che avrebbero poi segnato, per buona parte del secolo, lo sviluppo della tecnologia militare marittima.

(descrizione tratta da un articolo a cura di F. Gay)


La USS CAIRO era lunga 53 metri, larga 15 ed era spinta da una ruota a pale centrale, azionata da due motori a vapore.

Era equipaggiata con cannoni di differente tipo e calibro (di seguito la lista e la disposizione sul ponte di batteria)

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N. 3 pezzi rigati (rifled) dell'Esercito, da 7 pollici, 42 pound

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N. 3 pezzi ad anima liscia (smoothbore), da 8 pollici, 63 hundredweight

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N. 6 pezzi ad anima liscia, da 32 pound, 42 hundredweight

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N. 1 pezzo rigato Parrot da marina, da 30 pound



La casamatta fu corazzata lateralmente, anteriormente e posteriormente, mediante una copertura di piastre in ferro, affiancate, dello spessore di 2 pollici (5 cm. c.a) e delle dimensioni di c.a 32 x 350 cm. Allo stesso modo venne corazzata la postazione del pilota, di forma trapezoidale posizionata sul ponte superiore (hurricane bridge). Nell'ultimo periodo della sua carriera, alla Cairo venne aggiunta, lateralmente alla casamatta, una ulteriore protezione composta da pezzi di binari in ferro, di c.a. 8 cm di spessore (3,5 pollici), accoppiati e imbullonati sulla sottostante corazzatura.





Il modello della USS CAIRO


Il modello della USS CAIRO è in scala 1:100, completamente autocostruito, a parte alcune componenti (ad es. catene dell'ancora).

Sempre alla ricerca di navi "inusuali" e "poco viste" in giro per poterne costruire una riproduzione statica, un giorno, curiosando in un negozio di modellismo di Roma, mi sono capitati per le mani i disegni di questo strano "barcone armato", disegnati dalla mano dell'eccellente comandante (poi ammiraglio) Franco Gay.



Una delle tavole della USS Cairo realizzate da F. Gay


Sono stato subito colpito dalla stranezza (e perché no…diciamo pure…dalla bruttezza) di questo natante, che mi ha immediatamente affascinato, anche perché disegnato molto bene a mano, su fogli di carta un po' ingiallita per il tempo.

Vederla ed acquistarne i piani è stato praticamente immediato e, dopo qualche giorno, ho iniziato a pensare come realizzarla, trasponendo il metodo di costruzione suggerito (tavolette sovrapposte) con quello da me solitamente utilizzato in tutti i miei modelli (falsa chiglia ed ordinate).

Prima di avviarne la costruzione, però, ho voluto verificare se esistessero, sul mercato e su Internet, ulteriori set di piani o disegni costruttivi. Sono così riuscito a reperire altre due preziosissime fonti che mi hanno aiutato non poco nella costruzione del modello : i piani di costruzione realizzati da David G. Meagher (ed acquisibili su Internet presso la Tauban Plan Service) ed i disegni costruttivi (Historic Structure Reports) che sono serviti ai restauratori dell'originale della Cairo e che mi sono stati messi a disposizione, via Internet, attraverso un sito collegato al Cimitero di Vicksburg.

Inoltre, mi sono ulteriormente documentato acquistano i libri Union River Ironclad 1861-65, edito dalla Vanguard ed il preziosissimo (e costosissimo) testo The Old Steam Navy , vol II, di David L. Canney, oltre adavere il riferimento ulteriore di alcuni articoli apparsi si vecchi numeri di Seaway's Ships in Scale.

Ma come al solito, analizzando e comparando meglio le tre fonti, sono uscite una serie di incongruenze e di differenze che hanno messo a dura prova la mia fiducia di modellista. Alla fine ho scelto di "miscelare" i particolari delle tre fonti, cercando in qualche modo di realizzare un allestimento che fosse conseguente con la nave ed il periodo storico in cui essa è vissuta.

Ho pertanto ridisegnato le linee d'acqua del modello, per definirne una serie di ordinate da inserire su una falsa chiglia. La difficoltà, questa volta, è risultata nella creazione dell'alloggiamento per la ruota a pale centrale e del tunnel posteriore per il fluire dell'acqua smossa dalle pale stesse. Ho pertanto realizzato una falsa chiglia "bucata" al centro, rinforzando tra di loro le ordinate prima e dopo tale apertura con dei tondini di legno passanti per le ordinate principali, consolidando, perciò tutto lo scafo senza svergolature.

A questo punto è cominciata la fase di ricopertura dello scafo, sulle ordinate, mediante listelli di tiglio di 1,5 mm. di spessore. Lo sfondo dello scafo, essendo piatto, è stato inizialmente coperto con un foglio di compensatino da 0,5 mm, su cui successivamente sono state posate le tavole del fasciame esterno.



Lo scafo della Cairo ricoperto e con le prime mani di vernice di fondo.
Notare l'apertura (che passa attraverso lo scafo) per la ruota a pale



Una volta completamente ricoperto lo scafo, la fase successiva è stata quella di ricoprire il ponte da prua a poppa, tenendo conto che sarebbero state perfettamente visibili le tavole all'esterno della casamatta, mentre all'interno si sarebbe potuto "dare un'occhiata" attraverso i sbordi aperti dei portelli dei cannoni. Pertanto ho deciso di realizzare il tavolato (esterno ed interno alla casamatta) in due differenti modalità.



La copertura delle aree di prua e poppa (esterne alla casamatta)
con i listelli di tiglio colorati in nero su un lato sottile.


Esternamente ho usato dei singoli listelli di tiglio, di c.a. 3 mm di larghezza ed 1 mm di spessore, in cui uno dei lati più lunghi era stato precedentemente verniciato con una mano di colore nero acrilico. Una volta tagliati a misura ed accostati l'uno all'altro, l'effetto è risultato decisamente convincente, simulando in questo modo la calafatura tra una tavola e l'altra del ponte



Posa in opera delle murate della casamatta, sulla struttura "a ponte" interna.
Si noti il tavolato interno del ponte di batteria, ed i supporti per la ruota a pale



Copertura della murata della casamatta con listelli in legno, nella zona anteriore che non era coperta, inizialmente, da alcun tipo di protezione. Notare la zona non ricoperta che sarà poi riempita con le lastre simulanti le piastre in ferro


Internamente alla casamatta, invece, ho usato listelli (sempre in tiglio) di 6 mm di larghezza ed 1 mm di spessore, in cui la linea centrale (che divide in due la lunghezza del listello) è stata prima incisa con una punta e poi ripassata con una matita nera, sempre a simulare la calafatura tra due tavole. Un lato lungo del listello, è stato quindi sempre ripassato con una punta di matita (mina) morbida nera, in modo da simulare anche su questo la calafatura della tavola, una volta accostata a quella adiacente.

Data la poca visibilità data una volta chiusa la casamatta, questa tecnica mi ha permesso comunque di realizzare un convincente tavolato, utilizzando la metà del tempo per la messa in posa dei listelli.

Una volta terminato il ponte di batteria, sono passato alla realizzazione dei lati (laterali, frontale e posteriore) della casamatta. Queste parti sono state realizzate tagliando le stesse su un compensatino da 0,5 mm ove sono state riportate le aperture dei sabordi dei cannoni, e poi sono state ricoperte da listelli, nel senso della lunghezza, in modo da simulare la base su cui sarebbe stata poi appoggiata la copertura corazzata.



Realizzazione della paratia corazzata posteriore della casamatta.
Si possono notare le file di piastre con la simulazione della chiodatura


Per la realizzazione delle piastre corazzate ho usato una base composta da un cartoncino di tipo plastificato, dipinto con una bomboletta spray di vernice acrilica nera. Sul retro del cartoncino ho tracciato le singole file/colonne delle piastre, e prima di effettuarne il taglio, ho usato una punta di trapano, smussata all'estremità posteriore, per premere il cartoncino in prossimità di ogni chiodatura o ribattitura. In tal modo, ogni singola piastra tagliata riportava in evidenza, dall'esterno, la forma dell'imbullonatura che era stata utilizzata per fissare la piastra alle tavole di legno inferiori.


Incollaggio della paratia corazzata di prua ai lati anteriori della casamatta


Finita la ricopertura della corazza in ferro, le piastre sono state ulteriormente verniciate con una leggera lavatura blu/nera per simulare la qualità ferrosa del materiale, e successivamente, sono state "invecchiate" con colore giallo/marrone/rosso per simulare le tracce di ruggine che sicuramente erano normali su corazze di quel tipo.



Incollaggio delle piastre corazzate laterali della casamatta.
Si possono notare l'invecchiamento e le tracce di ruggine intorno ai portelli dei cannoni


Finita la ricopertura delle varie parti della casamatta, sul ponte ho costruito un' intelaiatura, adeguatamente dimensionata ed inclinata, su cui ho finalmente incollato i lati della casamatta.

A questo punto è iniziata la fase di allestimento delle sovrastrutture del ponte di batteria : argano, cannoni, caldaie dei motori a vapore, alloggiamento della ruota a pale e ruota stessa. Il tutto doveva essere completamente messo in opera prima di chiudere superiormente la casamatta con il tavolato superiore (hurricane bridge).


argano sul ponte di batteria

argano sulla USS Cairo originale


In questo caso, per la realizzazione dei 4 tipi differenti di cannoni, ho usato per la prima volta la tecnica di costruirli in colata di resina, in uno stampo di gomma siliconica.

Ho costruito le forme dei 4 pezzi diversi tornendo in legno (usando dei tondini di noce) le canne e cercando di rimanere il più possibile fedele alle dimensioni che avevo trovato effettuando molte ricerche in Internet e su diverse riviste e pubblicazioni.

Realizzata la forma per ogni cannone, ho creato uno stampo, inserendo la canna in una scatola (a misura) di carta, e colandovi dentro la mistura di gomma siliconica ed indurente (prodotti dalla Prochima). Una volta asciutto lo stampo, ho estratto la forma in legno (la gomma siliconica è estremamente flessibile) ed ho colato all'interno una soluzione di resina con catalizzatore (sempre della Prochima) ed ho atteso circa 12 ore prima che il pezzo colato fosse solidificato abbastanza da poterlo estrarre senza pericolo di distorsioni o rotture.



alcuni cannoni montati su affusti


Così, ripetendo la medesima operazione per tutti i pezzi, sono riuscito ad ottenere le 13 canne che poi ho forato sia per inserire un tubo di plasticare a simulare gli orecchioni, che per ottenere il foro del calibro esterno, sempre possibilmente in scala con il resto della nave. E' da tenere conto che la foratura e la scartavetratura della resina genera una quantità enorme di polvere, per cui è meglio effettuare tali operazioni in un ambiente aperto e ventilato, indossando almeno una mascherina antipolvere per non inalare o respirare tali residui !!

Gli affusti li ho costruiti sempre con legno di noce, poi dipinto in colore rosso ed con l'aggiunta della minuteria metallica. Le bande di ferro che bloccano gli orecchioni e le relative chiavi le ho invece realizzate con striscie di cartoncino bristol sottile e nero opaco.



vista della parte prodiera del ponte di batteria con i pezzi di artiglieria posizionati.
Si possono notare sul lato di sinistra della foto le 5 caldaie della USS Cairo


Con la medesima tecnica della colata in resina in uno stampo di gomma siliconica, ho realizzato anche le maniche a vento della USS Cairo, che sono state sempre forate e svuotate con punte adatte e frese montate su un mini trapano.

I fumaioli sono stati invece realizzati con un tubo di plastica, tagliato in varie sezioni all'altezza delle giunture orizzontali e poi incollate di nuovo una sopra l'altra. Le "gonne" alla base dei fumaioli le ho invece realizzate recuperando un paio di "applique" in plastica per asciugamani da cucina, che già erano di forma tronco-conica e quasi del diametro giusto, e li ho ulteriormente sagomati e portati a misura con l'aiuto di un tornio Unimat.

L'argano è stato tornito da un tondino di legno di noce, mentre le caldaie (di cui sono visibili le parti superiori) le ho realizzate con cartoncino plastificato, dipinto in nero opaco. Ogni caldaia è stata realizzata curvando la parte superiore ed incollando alle estremità un mezzo tondo, sempre di cartoncino, a simularne le chiusure. I mezzi tubi sono poi stati incollati insieme uno accanto all'altro, sul ponte, e circondati da una basso muretto di legno.

Ultima componente realizzata prima di chiudere completamente la casamatta è stata la ruota a pale della USS Cairo. Ho realizzato singolarmente le cerchiature ed i raggi che le collegano, per poi montarle tutte su un medesimo asse ed allinearle in modo da incollare, una per una, le pale nel modo più diritto e regolare possibile. Non sempre è stato semplice, per cui la ruota presenta alcune percettibili svergolature. Verrà meglio la prossima !!



vista della parte poppiera del ponte di batteria, con la ruota a pale già montata


A questo punto è stato possibile chiudere completamente la casamatta corazzata ed iniziare la ricopertura del ponte superiore. In questo caso, a differenza del ponte di batteria, ho utilizzato un'altra tecnica per simulare la calafatura delle tavole: tra una tavola e l'altra ho incollato, usando colla vinilica molto diluita, dei pezzi di refe nera, da 0,5 mm di diametro, facendo attenzione che la posatura della refe fosse adiacente al listello accanto, e che non uscisse fuori dalla fessura così realizzata tra i due listelli. Una volta ricoperto interamente il tutto, ho passato un paio di mani di vernice opaca trasparente, lasciando asciugare bene quella sottostante prima di dare una leggerissima scartavetrata e la mano superiore. L'effetto complessivo è risultato anche in questo caso molto ben riuscito, a mio personale parere.



vista della Cairo con il ponte superiore (hurricane desk) che copre la casamatta


le maniche a vento in legno e resina
di fianco:
l'interno della casamatta del pilota



la costruzione dei quartieri di poppa e della copertura della ruota a pale


Sul ponte superiore, poi, è stata allestita la timoneria corazzata, che è stata coperta dalla struttura trapezoidale in piastre in ferro, che permetteva al timoniere di pilotare la nave, trasmettere gli ordini alla sala macchine e guardare fuori dalle fessure ricavate nelle lastre corazzate. Anche questa, sul modello, è stata realizzata da lastre di cartoncino plastificato, trattate analogamente a quelle della corazza laterale, ed incollate su una struttura trapezoidale di listelli di legno. Il tutto, poi, adeguatamente sporcato ed invecchiato, è stato incollato sulla timoneria (timone, paiolato, tubi portaordini) già incollata sul ponte.



I due alti fumaioli, la timoneria corazzata ed i lucernari sul ponte superiore



Dettaglio della timoneria corazzata e manica a vento



Vista generale da dritta della USS Cairo


Ultima importante componente della nave è stata la serie di alloggiamenti e tughe che circondano la copertura, semicircolare, della ruota a pale. In queste basse "casette" erano sistemati gli alloggi degli ufficiali e la cucina della nave, oltre che due latrine lateralmente alla tuga, verso poppa.



Dettaglio della zona alloggiamenti di poppa. Si può notare, sulla sinistra del lucernario, la latrina degli ufficiali con la piccola apertura tonda



Dettaglio della poppa. Si notino i due timoni accoppiati e la copertura corazzata



Dettaglio della prua. Si noti la corazzatura di prua con i cannoni puntati


Dopo aver allestito le ultime sovrastrutture quali ad esempio lucernari, murate, alloggi per le amache dell'equipaggio (che fornivano anche un'ulteriore difesa contro i colpi di fucile nemici), travi verticali per il passaggio dei cavi di trazione dello scafo da prua a poppa (per evitare l'inarcamento dello stesso dato dal peso dei motori e delle artiglierie), il modello ha concluso la sua prima grossa fase di costruzione.

Adesso, per ultimarlo, devono essere realizzate le 4 scialuppe/barche in dotazione e le gruette per il loro alloggiamento ed alaggio.

E per ultima la gloriosa bandiera americana degli Stati Federati del Nord, classe 1862.

Nelle foto seguenti vengono mostrate una serie di fasi della costruzione del modello, con alcuni particolari e viste generali dello stesso.



Il modello della USS Cairo montato sui supporti in metallo e basetta in legno


Lo scopo è quello di dare al lettore un'indicazione generale delle fasi di costruzione ed allestimento della USS CAIRO, cercando di fornire anche una sensazione del livello dei particolari che si sono voluti realizzare.

Ovviamente, il modello è ben lontano dall'essere perfetto (e non si può nemmeno considerare meno che perfetto), ma spero che le immagini possano anche far "sentire" al lettore la passione, la cura ed il lavoro che sta dietro alla realizzazione di qualsiasi modello navale, sia esso antico o moderno.



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