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Mostra di modellismo navale
Bardolino, Lago di Garda, 15-17 e 22-24 settembre 2006


 

Dopo il successo della mostra allestita nel 2005 a Santo Stefano al Mare (IM), l'Associazione Magellano - in collaborazione con l'Associazione Culturale “Cesare Betteloni” - ha offerto ai suoi membri ed estimatori un secondo prestigioso appuntamento a Bardolino, sulla riva orientale del Lago di Garda, in concomitanza con la coreografica manifestazione I Barconi del Garda, che ha incluso la rievocazione dell'arrivo a Bardolino da Malcesine di J. W. Goethe.

Un ulteriore elemento di grande fascino è stato rappresentato dalla presenza dei barconi San Nicolò e Siòra Veronica, gli unici due rimasti dei numerosi che affollavano il Lago prima della Seconda Guerra Mondiale, che hanno veleggiato all'interno del porto di Bardolino.




Un caloroso ringraziamento, da parte delle Signore presenti alla mostra, a Ivan De Beni, armatore del San Nicolò, che ha loro offerto una breve crociera sulla sua bella barca.


Alla mostra, ammirata da circa 4000 visitatori in una settimana, erano presenti oltre sessanta modelli - venti in più rispetto alla precedente edizione di Stanto Stefano al Mare nel 2005, tra i quali diverse medaglie oro, argento e bronzo alle più importanti competizioni nazionali.

Le nostre fotografie non rendono giustizia alla bellezza di questi capolavori, così come lo spazio non ci consente di riprodurli tutti, e di questo ci scusiamo con gli Autori; prossimamente, tuttavia, l'Associazione metterà in rete su www.magellano.org la fotogallery completa di tutti i modelli esposti e produrrà un DVD, che potrà essere inviato su richiesta.


Erano ovviamente rappresentate le opere di Carlo Cavaletto, Alberto Cosentino, Sergio Schiaffino (di cui ricordiamo il bel sito dedicato ai leudi di Liguria), Andrea Vassallo e Roberto Venturin con la sua monumentale Vespucci illuminata, già presenti nelle pagine dedicate ai singoli autori, nonché ammirati espositori alla precedente mostra di Stanto Stefano al Mare.


Il posto d'onore spetta al San Nicolò, il "barcone del Garda" più importante nella storia del Lago, emblema della manifestazione di Bardolino perché l'originale ha veleggiato sotto costa per tutto il periodo della mostra.
Il modello è un pezzo d'epoca, acquistato in un mercatino d'antiquariato da Eugenio Pasqualini di Bardolino.



Antares, motoscafo d'altura costruito in Italia nel 1952 su disegni americani.
Modellista Francesco Astuti, Varedo (MI).
Modello 1:14, navigante, autocostruito su disegni originali di Matteucci, rispetto ai quali è stata modificata la cabina di comando.



H M S Ajax
modellista Ivan Bartolacci, Arconate (MI).
La fregata fu varata a Plymouth nel 1765. Nel 1805 partecipò onorevolmente alla battaglia di Trafalgar. Non si conoscono le sue vicende dopo le guerre napoleoniche, né la data del disarmo.
Modello autocostruito in legno di pero con la tecnica ammiragliato. Particolari metallici in ottone brunito. La realizzazione ha richiesto oltre 600 ore di lavoro.



Riva Aquarama
modellista Andrea Betti, Adrara San Rocco, (BG).
Il Riva Aquarama, apparso sul mercato nel 1963 come evoluzione del modello bimotore Tritone, è l'ultimo erede della grande tradizione dei motoscafi in mogano.
Motorizzato con due motori Crusade Marine Engine marcati Riva 220, l'Aquarama nel 1972 è protagonista di una singolare impresa sportiva: Gianfranco Rossi, Ettore Andenna e Renato Mazzolini si iscrivono alla maratona motonautica Londra-Montecarlo con Zoom, un Riva Aquarama di 4 anni; contro ogni previsione Zoom conquista il primo posto nella sua classe e il secondo in assoluto.
Modello Runabout 70, scala 1:10, lunghezza cm 85 x 23, motorizzato con due motori elettrici Speed 500 a 7,2 volt. La struttura è in multistrato mentre il fasciame e la coperta sono in mogano.



Kon-Tiki
Modellista Sergio Borghi, Cernusco S. N. (MI).
Il battello fu realizzato da Thor Heyerdahl nel 1947 per attraversare il Pacifico e dimostrare la sua teoria sulle antiche migrazioni dal Perù verso la Polinesia.
Modello 1:70, autocostruito su disegni Navimodel a scala modificata. Per la sua realizzazione ono stati usati ramoscelli d'albero decorticati, ad imitazione dei tronchi usati nella realtà, e refe di canapa ad imitazione delle corde vegetali; in metallo sono solamente le antenne della radio, alcune parti della manica a vento, l'ancora a vomere, anch'essa completamente autocostruita.



Caorlina, barca della Laguna Veneta
modellista Sergio Borghi, Cernusco S. N. (MI)
Tra gli scafi più belli della Laguna Veneta un posto di diritto spetta alla Caorlina, che non ha subito modifiche dal XVI secolo. Usata per il trasporto di merci leggere e per la pesca in Laguna, ha una lunghezza tra i 9 e i 10 metri. E' stata concepita per navigare anche gli stretti canali di Venezia e quindi è spesso trasportata a remi. La voga è simile a quella della gondola, con un remo solo appoggiato agli "scalmieri" che possono essere spostati in vari punti della barca.Le piastre di legno (in giallo nel modello)sono le zone d'appoggio del vogatore, che sta in piedi sulla coperta. La barca ha fondo piatto idoneo ai bassissimi fondali, ed ha forma simmetrica che rende irriconoscibili la prua e la prora. Nei canali si può invertire il corso della navigazione senza alcuna difficoltà, togliendo semplicemente il timone, il cui uso è previsto specialmente quando l'imbarcazione procede a vela.

Modello in scala 1:30 autocostruito sulla base dei disegni prodotti dalla ditta Amati.



Drakkar di Gokstad.
Modellista Luciano Bragonzi, Milano.
Risalente al IX secolo e conservata presso il Museo delle navi vichinghe a Oslo, fu riesumata da un tumulo sepolcrale di argilla che ne aveva permesso la conservazione. Lunghezza m. 23,24; larghezza m. 5,20; peso, compresa l'attrezzatura, stimato in ton. 20,20. Alcuni studiosi hanno calcolato che per la chiglia fu impiegata una quercia dritta di almeno 25 metri. Fu realizzata costruendo prima il fasciame e aggiungendo in seguito le costolature.



Lancia Armata
Modellista Luigi Buttafava, Genova
Modello 1:16 completamente autocostruito.
La lancia era usata nell'Ottocento per il servizio di guardia delle coste e dei porti o per colpi di mano nei porti nemici. Era dotata di cannoni da 76/16.



Berlin
Modellista Francesco Ciardelli, Genova
Fregata del Brandeburgo costruita nel 1674 nei cantieri Zeeland in Olanda per la Marina di Brandeburgo.
Lunghezza m 22,60 x 6,20 di larghezza. Armata con 12 cannoni da 2 libbre e 6 cannoni da 5 libbre. Equipaggio di 100 uomini. Modello realizzato completamente a mano.



Sloop 1810-1830
Modellista Alberto Cosentino, Imperia
Scafo Obermudiano usato principalmente per l'attraversamento della Manica, soprattuto per traffico di contrabbando, essendo capace e veloce.
Modello in scala 1:42 completamente autocostruito su disegni di Fredrick Enrik Chapman.



USS Cairo, modellista Giampaolo Cusati, Roma
La cannoniera fluviale USS Cairo fu costruita a Mound City, Illinois, nel 1861 da James Eads, per essere usata dall'esercito dell'Unione durante la guerra civile americana. La USS Cairo e altre sei unità della stessa classe furono chiamate Pook's Turtles (le Tartarughe di Pook). La USS Cairo fu impegnata in diverse operazioni di combattimento fino al suo affondamento, a causa di una torpedine galleggiante sul fiume Yazoo, il 12 dicembre 1862.

Modello in scala 1:50 autocostruito sulla base dei disegni di F. Gay e di D. Meagher, e dei report del Cimitero di Vicksburg. Lo scafo è realizzato con falsa chiglia e ordinate. La costruzione è durata circa un anno ed è in fase di completamento.



Sphinx
Ancora Giampaolo Cusati con il modello della Sphinx, corvetta a vapore a ruote e prima nave da guerra a vapore della Marina francese. Fu progettata dall'ing. Hubert e fu varata a Rochefort il 3 agosto 1829, sevendo come base progettuale per tutti i successivi vapori a ruote francesi fino al 1845. Fu impiegata principalmente come rimorchiatore e staffetta, specialmente durante il bombardamento di Algeri del 1830, dove ebbe il compito di portare in patria il messaggio di vittoria dell'azione militare, con estema - per quei tempi - velocità di navigazione.
Il modello, in scala 1:75, è costruito sulla base dei disegni realizzati da Lusci e dalla ditta il Timone, e di piani in scala 1:100 editi dal Musée de la Marine di Parigi, cercando di integrare alcune differenze tra i vari piani costruttivi.
Lo scafo è stato realizzato con la tecnica della falsa chiglia e ordinate, in legno di tiglio e noce, a doppio fasciame, mentre il ponte è realizzato con listelli di tiglio, I materiali usati per l'autocostruzione sono legno, metallo (ottone e rame), plastica, resina, carta. Il modello è stato completamente autocostruito ad eccezione di bigotte, bozzelli, refe e catene.
Le carronate e i cannoni lunghi da 32 libbre sono in resina, mentre le decorazioni sui tamburi sono state realizzate con metallo a bassa fusione, colato in stampi di gomma siliconica.



Reaper, barca per la pesca delle aringhe lungo la costa orientale della Scozia.
Modellista G. B. Demaria, Genova
Nata come barca a vela, viene in seguito trasformata ed equipaggiata con un motore Diesel.
Si trova ora, restaurata come in origine, presso ilMuseo scozzese della pesca ad Anstruther.
Costruita nel 1902, è lunga 64 piedi x 20 di larghezza.



Goletta America
Modellista Marco Dipasquale, Genova.



Rimorchiatore Rana
Modellista Lino Dolcino, Genova.
Rimorchiatore a motore, numero ufficiale 184541, costruito dai cantieri Cockrane & Selby nello Yorkshire ed entrato in servizio sul Tamigi nel 1951.
Lunghezza f.t. 86 piedi, larghezza massina 6,9 piedi. Motore Diesel British Polar di potenza pari a 700 BHP.
Modello interamente autocostruito su disegni Model Shipwright.



Gladan, nave scuola svedese. Modello 1:50 completamente autocostruito, di Lino Dolcino



La Gondola risale al secolo XI. Divenuta un simbolo di rango, nel tempo si arricchì di colori sgargianti e decorazioni sempre più opulente finché, nel 1562 un decreto dogale stabilì che dovesse essere dipinta di nero ed esibire ornamenti contenuti. Ha la caratteristica di avere forma asimmetrica e asse verticale inclinato per facilitare la manovrabilità negli stretti canali di Venezia e per poter procedere in linea retta, sebbene il vogatore remi con un solo remo e sempre dallo stesso lato.
Modellista Valerio Doni, Besana B.za (MI).



Ancora Valerio Doni con ilSultana, un robusto schooner coloniale inglese, stile New England, costruito a Boston nel 1767 dallo Hallowell Shipyard. Fu utilizzato in tutto il Nord Atlantico per trasportare messaggi, danaro e documenti poiché, non dovendo aspettare l'imbarco di grossi carichi, poteva salpare senza ritardi per la destinazione prevista. Inoltre, la sua ampia superficie velica gli consentiva di competere con le grandi navi postali e con i vascelli. Per la peculiarità del carico era armato con 8 cannoni e 12 colubrine. In seguito fu acquistato dalla Royal Navy.



Scuna di Franco Fissore, il quale è anche autore di un importante testo sulla cantieristica ligure e sulla scuna in particolare.
Per informazioni consultare il suo sito.



Caravelle portoghesi
modellista Paolo Galanti, Savona.
Imbarcazioni atte ai viaggi di esplorazione effettuati dai Portoghesi lungo le coste dell'Africa per aprire la rotta verso le Indie.

Il diorama in scala 1:90 rappresenta il culmine del viaggio di Antonio da Noli, che nel 1548 raggiunse Capo Verde.

Medaglia d'oro al campionato italiano Navimodel del 2004.



Corsaro.
Modellista Carlo Galanti, Savona
Con questo Cotre da diporto il capitano D'Albertis ripercorse la rotta di Colombo nel 1892, in occasione dell'Esposizione Internazionale di Chicago in onore del Navigatore.
Il modello è in scala 1:40 e ha richiesto circa 1000 ore di lavoro. E' la copia del modello conservato presso il Museo Galata di Genova, di cui il direttore P. Campodonico ha messo a disposizione i disegni.



Wotan, peschereccio tedesco costruito nei cantieri di Emden.
Modellista Rolando Maeran, Gallarate (Varese).
Tipica nave da pesca nel Mare del Nord.
Modello 1:48 da scatola di montaggio, navigante, con oltre 150 ore di navigazione. Ha partecipato a oltre 30 esposizioni e ha ricevuto la medaglia di bronzo al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano



King of Mississippi.
Modellista Sante Martinelli, Bardolino (VR).
In America, dopo la guerra civile, vi fu un notevole afflusso verso il Far West di uomini in cerca di fortuna. Per accorciare le distanze si pensò di utilizzare come via di comunicazione veloce i grandi fiumi; per rendere più comode le traversate, che duravano giorni, furono costruiti battelli a ruote azionati da propulsione meccanica mediante la forza del vapore, atti alla navigazione fluviale per via della carena piatta e bassa. Alcuni battelli erano molto decorati e dotati di alte sovrastrutture per alloggiare i passeggeri, che venivano intrattenuti con spettacoli e giochi di società.
Modello da scatola di montaggio.



Il Wasa, modello dello stesso Martinelli, era il vascello reale svedese, varato nel 1670.
La costruzione era cominciata nel 1625 sotto la direzione dell'architetto olandese Henrik Hybertsson.
Dal bompresso misurava m 70 per 11,50 di larghezza; dislocamento t 1400, superficie velica mq 1150.
Affondò nel porto di Stoccolma il giorno stesso del varo, il 10 agosto 1628, per una raffica di vento, e si adagiò su un fondo di 35 m.
Nel 1956 lo scafo è stato recuperato e ora, parzialmente ricostruito e restaurato, si trova nel Museo Vasa di Stoccolma.


Di Sante Martinelli è anche il Victory, vascello di prima classe a tre ponti.
Modello da scatola di montaggio.
Vascello di prima classe a tre ponti, fu varato nel 1765. Lunghezza m 7,65, dislocamento t 3225. Armamento: prima batteria, 30 cannoni da 32 libbre; seconda batteria, 28 cannoni da 24 libbre; terza batteria, 30 cannoni da 12 libbre; equipaggio 850 uomini. Per la chiglia furono impiegate travi di olmo con una sezione di mezzo metro per lato, mentre l'ossatura era di quercia inglese. Lo scafo era formato da un fasciame interno e uno esterno che costituivano un solido insieme a tre strati. Ogni strato, in quercia del Baltico fino alla linea di galleggiamento, aveva uno spessore di 12 cm. Sul Vicotry, a Trafalgar, cadde l'ammiraglio Nelson. Disarmato nei primi decenno dell'Ottocento, fu disalberato e trasformato in nave-deposito ma all'inizio del Novecento fu riportato allo stato originale.


Muimota, rimorchiatore a vapore d'alto mare, anni Cinquanta-Sessanta.
Modellista Teresio Oricco, S. Francesco al Campo.
E' un modello di fantasia che, all'uscita sul mercato, riscosse molto successo fra i modellisti per la possibilità di installarvi la motorizzazione a vapore; riprende tuttavia le tecniche costruttive dei rimorchiatori di quel periodo. Scala 1:25, costruito a costolame e fasciame, navigante; dotato di due motori e impianto d'illuminazione.



Le Fleuron, vascello francese da 64 cannoni del famoso costruttore Blaise Ollivier.
Modellista Luciano Pastorino, Genova. Era considerata un'ottima nave, con buone caratteristiche marine ma non ha avuto una carriera brillante, non avendo partecipato a battaglie importanti. Finì bruciata accidentalmente nel porto di Brest.
La realizzazione del modello, medaglia d'oro per la costruzione "da cantiere", ha richiesto nove mesi di svariate ore di lavoro quotidiano.



Gozzo Cornigiotto.
Modellista Antonio Uboldi, Sesto San Giovanni (MI).
Il gozzo, originario di Cornigliano Ligure e tipico del Ponente ligure, risale a non oltre la metà del Settecento. La sua prua caratteristica lo rende adatto all'alaggio su spiagge piane e sabbiose. Scompare con l'avvento del motore.
Modello 1:12, autocostruito, in mogano e faggio.



Leudo "Rivano", 1800-1900.
Modellista Andrea Vassallo, Senago (MI).
Legno di piccolo cabotaggio. Il vinaccere qui rappresentato era lungo 15 metri, di forme piene e di fianchi leggermente più diritti. Trafficava tra le varie località del Tirreno. La stiva era colma di botti di grosse dimensioni, costruite direttamente nella stiva stessa. Altre botti di dimensioni minori erano sistemate negli spazi residui e in coperta.
Modello in scala 1:32, completamente autocostruito nel 1987. Lo scafo è realizzato con il sistema delle ordinate e fasciame, ed è lungo 46 cm senza bompresso e timone.


La bella manifestazione si è conclusa con la distribuzione degli attestati di partecipazione agli intervenuti (vedi elenco in calce) - consegnati da Gabriele Zorzi , assessore al turismo di Bardolino, dal presidente di Magellano Carlo Cavaletto e da Franco Fissore - e con una allegra e gustosa colazione all'aperto.
Qualche immagine-ricordo ... con molte scuse agli "esclusi" non fotografati.













L'Assessore saluta Stefano Ioppi, giornalista,
e - sotto - Francesco Arrighini,
modellista di Bardolino, che molto si sono adoperati per la riuscita della manifestazione.



L'Assessore dona all'Associazione Magellano alcune pubblicazioni di storia locale




La mostra allestita dall'Associazione Magellano in collaborazione con l'Associazione Culturale “Cesare Betteloni” è stata inserita nella suggestiva cornice di un evento composito organizzato dalla Municipalità:


I Barconi del Garda, ossia il San Nicolò e la Siora Veronica, è una manifestazione all'interno della quale si rievoca la battaglia battaglia navale, avvenuta sul Lago di Garda nel 1848, fra la flotta austroungarica e quella dei volontari di Manara e Noaro; si ripete l'antica veleggiata fra i Barconi del Garda, avvenuta il 6 luglio 1930 - Gabriele D'Annunzio era tra gli organizzatori - con triangolazione fra i comuni, dimostrazione delle antiche manovre e sosta presso i relativi porti.

Infine si disputa una sfida tra il San Nicolò, bialbero di circa 16 metri di proprietà dell'agenzia Europlan, e la Siora Veronica, scafo di 24 metri dell'imprenditore altoatesino Hans Renner, gli unici due barconi rimasti dei numerosi che affollavano i porti del Garda fino agli scorsi anni Trenta.

Ma 220 anni fa, nel 1786, Goethe approdava a Bardolino nel corso del suo viaggio in Italia: per ricordare l'evento, la Municipalità ha affiancato a I Barconi del Garda un coreografico spettacolo di piazza.


 

La storia della navigazione sul garda - dal varo del primo piroscafo Arciduca Ranieri nel 1827, alla cantieristica, alle società di navigazione, ai servizi passeggeri e trasporto merci e corrispondenza - in un lungo articolo di Francesco Arrighini e di Massimo Gozzi pubblicato da www.magellano.org.





Elenco dei modellisti:

Astuti Francesco: Antares, Blu-Bla, Unicorn
Bartolacci Ivan: HMS Aiax
Betti Andrea: Riva Aquarama
Borghi Sergio: Caorlina, Kon-Tiki
Bragonzi Luciano: Gondola, Drakkar, Scialuppa Requin, Goletta Buona Madre, Latifa
Burraco Clemente: Mercator
Buttafava Luigi: Lancia armata
Cavaletto Carlo: Ponte Berlin, Vasa-sezione, Lancia armata, Lancia Victory, sez. Essex
Ciardelli Francesco: Berlin
Cosentino Alberto: Prince, Sloop, Renommee, Esperance, Aurore
Cusati Giampaolo: USS Cairo, Kotetsu, Sphinx
Demaria Giambattista: Reaper
Dipasquale Marco: Goletta America, Bounty
Dolcino Lino: Rimorchiatore Rana, Gladan
Doni Valerio: La Flore, Gondola, Sultana
Fissore Franco: Scuna, Lancia Carolina
Galanti Carlo: Viola, Saettia, Bellona, Galeone, Caravelle portoghesi, Corsaro, Rosario
Maeran Rolando: Wotan
Magellano Point: Gros Ventre, S. Nicolò
Martinelli Sante: Victory, Vasa
Massarino Sergio: Helping Hand
Moia Andrea: S. Maria, Zattera, Canoa, mezzo scafo gozzo, Barbagianni, Newport
Oricco Teresio: M u i m o t a
Pastorino Luciano: Le Fleuron
Pasqualini Eugenio: San Nicolò
Uboldi Antonio: Gozzo cornigiotto
Vassallo Andrea: Leudo
Venturin Roberto: Vespucci
Tumbarello: Halifax




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