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Giampaolo "JP" Cusati


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Nave da battaglia giapponese KOTETSU / AZUMA


La Kotetsu (in giapponese significa "Corazzata") fu la prima nave da guerra corazzata della Marina Imperiale Giapponese. Costruita in Francia nel 1864 ed acquistata dagli Stati Uniti nel 1869, fu classificata all'epoca come "ariete corazzato" da guerra. Ebbe un ruolo decisivo nella Battaglia Navale di Hakodate, nel maggio 1869, che determinò la fine della cosiddetta Guerra Boshin e la definitiva restaurazione del Governo Imperiale Meiji.


La nave come appariva nel 1865



Le origini

La Kotetsu fu originariamente battezzata CSS Stonewall (Confederate State Ship) e venne costruita in Francia, nei Cantieri L'Arman di Bordeaux, per conto della Marina Confederata (Sudista).

Il governo Francese proibì però al costruttore di consegnare la nave alla Confederazione Sudista e la vendette invece alla Danimarca (all'epoca in guerra con la Prussia) con il nome di Staerkodder.

Ma l'acquisto non venne mai portato a termine in quanto avvenne durante l'ultima fase della guerra tra Prussica e Danimarca.

Nel frattempo, lo stesso cantiere vendette alla Prussia la gemella della Stonewall (battezzata Cheops) che fu acquisita nella Marina Prussiana con il nome di Prinz Adalbert.

Sfumata l'opportunità di tale affare, alla fine il cantiere L'Arman riuscì a rivendere segretamente la nave alla Confederazione Sudista.

Gli Stati Uniti cercarono di bloccare l'arrivo della "formidabile" Stonewall in America, inviando diverse navi da guerra nel tentativo di intercettarla, tra cui la USS Kearsage (famosa per aver affondato in combattimento la nave corsara CSS Alabama) e la USS Sacramento, ma il tentativo di bloccare la Stonewall non ebbe risultato.

Dopo una crociera senza particolari eventi nell'Atlantico, la CSS Stonewall arrivò negli Stati Uniti appena pochi giorni prima della fine della Guerra Civile, troppo tardi ormai per avere effetti significativi sull'andamento del conflitto, visto che quello che rimaneva della Marina Confederata si stava rapidamente disgregando insieme a molte altre istituzioni Confederate.

Dopo aver fatto scalo a Nassau ed a Cuba, ed aver appreso della disfatta e della resa della Confermazione Sudista, il comandante della Stonewall, Cap. Thomas Jefferson Page, scelse di consegnare il vascello al governo della Spagna, a Cuba. Quest'ultimo a sua volta consegnò la CSS Stonewall nel Luglio del 1866 al legittimo Governo degli Stati Uniti, dietro notevole pressione dell'Ambasciatore americano a Madrid.



La carriera Giapponese

Riconsegnata alla Marina degli Stati Uniti nel 1866 la CSS Stonewall fu mantenuta ferma per un paio di anni e venne venduta dagli Stati Uniti al Bakufu (Shogun) del Giappone nel 1868, per rinforzare la modernizzazione del suo esercito e della sua marina. Furono pagati inizialmente agli Stati Uniti 30.000 $ ed i rimanenti 10.000 $ avrebbero dovuto essere pagati una volta consegnata la nave da guerra. La corazzata venne ribattezzata Kotetsu.

Quando iniziò la Guerra Boshin tra il Bakufu e le forze dell'Imperatore del Giappone, le potenze Occidentali decisero di mantenersi neutrali, ritirando ogni supporto militare già presente in Giappone e bloccando la consegna di ogni tipo di materiale bellico ai belligeranti, inclusa la Kotetsu che avrebbe dovuto essere consegnata al Bakufu.

Dopo alterne vicende, la Kotetsu venne finalmente consegnata nelle mani del nuovo governo Meiji (governo imperiale) nel febbraio 1869 e venne immediatamente messa in azione ed inviata, insieme ad altri vascelli da guerra, nell'isola settentrionale di Hokkaido per combattere le rimanenti forze dello Shogun, che stava tentando di realizzare una indipendente Repubblica di Ezo in quella parte del paese, con l'aiuto di ex-consiglieri militari Francesi.

Il 25 Marzo 1869, nella Baia di Mikado, la Kotetsu respinse con successo un tentativo notturno di abbordaggio da parte della nave ribelle Kaiten, che venne respinta grazie alla presenza a bordo della Kotetsu delle nuove mitragliatrici Gatling, l'ultima novità in fatto di armamenti dell'epoca.

Successivamente, la Kotetsu partecipò all'invasione dell'isola di Hokkaido ed a vari duelli navali durante la Battaglia Navale di Hakodate.

Nel 1871, la Kotetsu fu ribattezzata Adzuma e rimase in servizio nella Marina Imperiale Nipponica fino al 1888, quando fu assegnata a servizi portuali che non prevedevano attività militari.

La Kotetsu fu ben armata con cannoni brandeggiabili all'interno della torre e del castello di prua ed estremamente ben corazzata, tanto da essere considerata a quei tempi un vascello "formidabile" ed "inaffondabile", in quanto avrebbe potuto sostenere con successo qualsiasi duello diretto, soprattutto contro le navi da guerra in legno del periodo.

In effetti il Giappone fu equipaggiato, all'epoca, con le più moderne corazzate del tempo, tenendo conto che la Stonewall /Kotetsu / Adzuma venne varata appena 4 anni dopo il lancio della prima nave da guerra corazzata oceanica della storia, la famosa "La Gloire" della Marina Francese del 1859.


Il modello della Kotetsu

Il modello della Kotetsu da me realizzato è in scala 1:75, completamente in autocostruzione, a parte alcune componenti.


Il modello della Kotetsu quasi del tutto completato.
Mancano ancora le varie imbarcazioni sulle relative grue
ed i pennoni minori da legare alle griselle ed ai paterazzi


L'idea iniziale di realizzare questa particolare nave è nata da un articolo del modellista Edward Parent, pubblicato alcuni anni fa sulla rivista americana Seaway's Ships in Scale, in cui il sig. Parent descriveva le fasi di realizzazione del modello della CSS Stonewall in scala 1:244.

Indubbiamente, come nei miei passati modelli, il fattore di "empatia" è una delle caratteristiche che determinano la scelta o lo scarto di uno scafo per realizzarne un modello. La CSS Stonewall aveva molte delle caratteristiche che io prediligo in una nave: innanzi tutto il fatto di essere un nome "poco conosciuto" (al contrario delle molte Victory, Santa Maria, Bounty etc..) nel panorama del modellismo mondiale ed europeo.

Poi, alcune su caratteristiche peculiari quali il pronunciato (quasi "esagerato") sperone a prua; la doppia chiglia; la torre corazzata fissa ed il castello di prua corazzato anch'esso; l'attrezzatura abbastanza inusuale per un vascello da guerra; me lo hanno fatto trovare irresistibile nella sua "bruttezza" (perchè, diciamolo sinceramente, bello di certo non è!!!)

Considerati tutti questi aspetti, e presa la decisione di mettere in cantiere questa nave, come per ogni modello realizzato negli ultimi anni, è stato necessario fin da subito acquisire una solida documentazione sull'originale, sulle varie attrezzature ed armamenti dell'epoca che lo hanno visto protagonista.

Ho iniziato a reperire informazioni scrivendo al sig. Parent che, in modo gentilissimo, mi ha mandato copia dei disegni di Kozo Izumi da lui usati (anche se in scala 1:244, molto diversa da quella da me preferita) ed una serie di fotografie del suo modello della CSS Stonewall. Ovviamente, anche l'articolo in Seaway's ha fatto parte integrante della documentazione di riferimento.

Successivamente ho ricercato in Internet, da varie fonti, tutte le informazioni possibili sulla Stonewall / Starkeodder / Kotetsu / Adzuma e sulla sua "gemella" Cheops / Prinz Adalbert. Sono riuscito così a reperire fotografie e disegni dell'epoca da diverse fonti (alcune di queste in elevata risoluzione), ma ancora mancava il supporto dei piani costruttivi.


Sempre tramite i motori di ricerca in Internet (principalmente Google e Yahoo) ho avuto indicazione di alcuni "siti" dove poter reperire i disegni della Stonewall, tra i quali quelli realizzati da David G. Meagher (ed acquistati dal sito della Taubmans/Loyalhanna Dockyard www.taubmansonline.com; quelli provenienti dai National Archives americani (ed acquistati dal sito www.marylandsilver.com.

Inoltre, contattando il Deutsche Museum di Monaco (Germania), sono entrato in contatto con la curatrice della Sezione Navale del museo che mi ha indirizzato ad un disegnatore tedesco che aveva realizzato una serie di piani della Prinz Adalbert. Inutile dire che mi sono affrettato ad acquisire anche questi!!

Contemporaneamente alla ricerca dei piani della nave, mi sono iniziato a documentare sulle attrezzature e gli armamenti che erano propri di questo periodo. Sono riuscito ad ottenere, dopo lunga ricerca e sempre tramite Internet, fotografie di vari cannoni Armstrong del periodo. Ulteriore aiuto su questi pezzi di artiglieria mi è venuto dal trattato "Artiglieria Navale" di Giovanni Santi Mazzini che riportava una serie di cannoni Armstrong, di vari calibri e su vari affusti, che mi hanno permesso di poter arrivare alla scelta di quelli che più rispondevano alle caratteristiche di quelli imbarcati sulla Stonewall/Kotetsu (Armstrong ad avancarica da 300 pounder e 70 pounder).

Avendo scelto poi di realizzare la nave nel periodo in cui era in forza alla Marina Imperiale Nipponica durante la Guerra Boshin, in cui era stata equipaggiata anche di due mitragliatrici Gatling a canne rotanti, ho ricercato anche fonti informative su queste armi. L'aiuto è arrivato anche qui da Internet (benedetto chi l'ha inventata !!!) da cui ho attinto parecchio materiale fotografico e qualche disegno in scala, integrato da una serie di foto prese personalmente in occasione di un viaggio di lavoro a Londra dove, in momenti di "pausa" ho visitato il Museo Imperiale della Guerra ed il Museo della Torre di Londra e sono riuscito a prendere le misure "al reale" da un paio di mitragliere esposte.

Lo stesso è avvenuto per le attrezzature, le ancore, l'argano, etc… L'acquisizione delle informazioni dalle fonti (antiche o moderne che siano) è sicuramente uno degli aspetti forse più estenuanti dell'intera attività modellistica, ma è anche quello che permette al modellista una formazione "culturale" relativa al periodo in cui ha deciso di voler far "vivere" il proprio modello.

Dunque…una volta acquisite tutte le informazioni possibili sull'originale (una ricerca durata più o meno un anno) ho dato inizio alla fase di realizzazione che ha avuto, come pre-requisito, la verifica delle informazioni e dei disegni provenienti dalle varie fonti, per armonizzarle il meglio possibile e confrontare i vari piani per capire gli eventuali errori ed uniformare il progetto.

C'è stato quindi il ridisegno dello scafo, delle linee d'acqua e delle ordinate di riferimento, su cui sono state poi costruite le false chiglie (3 in tutto) e le ordinate piene. Il materiale è stato principalmente compensato multistrato da 5 mm.

Sullo scheletro formato da questa ossatura è stato poi messo in posa il fasciame in tiglio (generalmente da 6x1,5 mm) incollato ed inchiodato sulle ordinate. L'area del castello di prua è stata invece ricoperta da strisce del medesimo materiale, ma posizionate in verticale, in modo da far seguire la curvatura del castello ed il suo andamento verso lo sperone.

A differenza di altri modelli in precedenza, in cui la parte sagomata della prua era ricavata in blocchetti di legno, questa volta ho voluto usare un altro sistema : un foglio di compensatino sottile e flessibile (spessore 0,5 mm) poggiato ed incollato su alcune forme (ordinate incollate sulla parte della chiglia che rappresenta lo sperone). Il tutto, poi, ricoperto con attenzione dal fasciame in tiglio. Devo dire che l'effetto è risultato corretto e le foto poi riportate lo testimoniano efficacemente.

Durante la costruzione della Kotetsu sono stati usati diversi materiali : legno, plastica, plasticard, ottone, resina e sono state applicate molte e differenti tecniche per la realizzazione dei particolari.
Ad esempio :

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le maniche a vento e le canne dei cannoni Armstrong sono state realizzate in colata di resina e successivamente svuotate a bulino;

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il fumaiolo della nave è stato realizzato utilizzando la sottilissima copertura di un tubo di ferro (ricoperto in plastica) per tendaggi;

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le ribattiture del fumaiolo sono state realizzate usando piccole gocce di colla cianoacrilica (Attak Gel);

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le piastre della corazza laterale e frontale dello scafo e della torre corazzata sono state fatte in lamine di plasticard;

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le ruote del timone sono state realizzate con lamine sottilissime di plasticard incollate a strati su una forma rotonda;

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le amache dell'equipaggi sono salviette di carta (quelle date sugli aerei per rinfrescarsi) fatte asciugare, tagliate, piegate e poi "fissate" con vernice trasparente opaca;

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le bandiere sono state realizzate con i fogli di carta sottile che sono usati per confezionare le camice nuove da uomo; dipinte in bianco acrilico e poi tagliate a misura, decorate con lo stemma del Sol Levante e quindi "bagnate" con vernice trasparente opaca e piegate durante la fase di asciugatura;

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le lance baleniere sono state realizzate con il fasciame fatto di cartoncino sottile, mentre le barche sono ricoperte in legno da 0,5 mm e la piccola jole è realizzata in lamine di plasticard;

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le ringhiere sono state realizzate in tondino da 1 mm, forato con punta da 0,4 mm e facendo passare poi un filo di ottone da 0,4 mm tra il foro di un montante ed il foro del successivo;

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Il tavolato del ponte è stato realizzato in listelli di tiglio, anneriti con una mina morbida nera ad una lato (per simulare la calafatura) e poi "invecchiati" con un dosaggio di vernice acrilica marrone/nera, diluita con fiele di bue (occhio alla puzza !!!) e sporcata con ulteriori passate di punta di matita (mina) nera ridotta in polvere e passata con le dita.

Per dirla in breve, sono state utilizzate molte tecniche su questo modello, molte di più di ogni altro mio modello precedentemente costruito

La Kotetsu si è voluta rappresentare in modo "vissuto" (sporca ed "usata") come se fosse appena uscita da una delle molte battaglie navali della Guerra Boshin, ed in un momento in cui anche il più pignolo comandante giapponese non poteva ancora aver dato ordini di ripulire la nave, dopo la battaglia.

Nelle foto seguenti vengono mostrate una serie di fasi della costruzione del modello, con alcuni particolari e viste generali dello stesso.

Lo scopo è quello di dare al lettore un'indicazione generale delle fasi di costruzione ed allestimento della Kotetsu, cercando di fornire anche una sensazione del livello dei particolari che si sono voluti realizzare.

Ovviamente, il modello è ben lontano dall'essere perfetto (ed anche non si può nemmeno considerare meno che perfetto), ma spero che le immagini seguenti possano anche far "sentire" al lettore la passione, la cura ed il lavoro che sta dietro alla realizzazione di qualsiasi modello navale, sia esso antico o moderno.


La struttura a falsa chiglia ed ordinate del modello in compensato da 5 mm.


Ricopertura dello sperone di prua mediante compensato da 0,5 mm


Struttura interna del castello di prua e messa in posa del fasciame sullo scafo


Ricopertura del castello di prua con pezzi sagomati di listello di tiglio


Ricopertura della parte poppiera con fasciame in tiglio


Lo scafo completamente ricoperto dal primo fasciame


Lo scafo, completamente ricoperto, con la prima mano di vernice di fondo.
Si noti la messa in posa delle prime tavole del ponte


Lo scafo con la verniciatura quasi definitiva ed il ponte completamente ricoperto, "sporcato" ed invecchiato.
E' da notare il posizionamento della torre corazzata fissa (circolare) verso poppa,
la ricopertura con piastre corazzate in ferro della fascia mediana dello scafo e la corazzatura del castello di prua


Lo scafo con molte delle sovrastrutture già posizionate:
si possono notare a prua gli occhi di cubia con la copertura corazzata aperta,
il tubo della cucina, le maniche a vento,
l'alto fumaiolo, vari tamburi ed osteriggi, la torre corazzata (ancora vuota),
la ruota del timone inferiore di poppa


La parte poppiera con in evidenza i lucernari rotondi in ottone e la ruota del timone


Le eliche quadripala, con la doppia carena ed il doppio timone del castello di poppa



Le forme dei cannoni (nere) e le loro copie in resina colata (chiare)


Il cannone Armstrong da 300 pdr, completo dell'affusto e della slitta

L'artiglieria della Kotetsu:
sullo sfondo il cannone Armstrong da 300 pdr, mentre gli altri due sono pezzi Armstrong da 70 pdr.
Tutti i pezzi sono allestiti con affusti e slitte e pronti ad essere posizionati sul modello:
il 300 pdr nel castello di prua ed i due 70 pdr nella torre corazzata


Il cannone Armstrong da 300 pdr posizionato nel castello corazzato di prua.
Le "cabine" a destra ed a sinistra, chiuse da una porta, sono le latrine dell'equipaggio


I cannoni Armstrong da 70 pdr nella torre corazzata.
Dato che questa non poteva ruotare, i cannoni potevano essere puntati, verso prua,
trasversalmente e verso poppa attraverso le 4 aperture della torre stessa.
Nel modello sono rivolti entrambi verso prua.


La Kotetsu allestita con il castello di prua e quello di poppa
entrambi chiusi superiormente e con i due alberi bloccati dalle griselle.
Si possono notare anche gli allestimenti del bompresso,
delle grue di capone, della copertura della torre corazzata
e della ruota del timone superiore sul castello di poppa


Particolari del castello di prua : grue di capone, lucernario, bompresso, occhi di cubia


Particolari del castello di poppa :
scale verso la zona del timone superiore, chiesuola della bussola, tamburi ed osteriggi,
copertura (verde) delle amache, bitte di ormeggio, lucernari rotondi, bracci delle grue per le lance e le baleniere


Vista da poppa della torre corazzata.
Possono essere notati la scala per salire sul tavolato della torre,
uno dei portelli di accesso aperti, il lucernario superiore anche esso aperto
e la coppia di mitragliere Gatling, di fabbricazione statunitense,
di cui venne dotata la Kotetsu durante il periodo della guerra civile


Vista, da tribordo, della torre corazzata con uno dei due cannoni Armstrong da 70 pdr puntato.
Sono da notare i pannelli laterali abbassati che permettono il fuoco dalla murata


Vista della zona poppiera, da dritta, che mostra chiaramente la peculiare caratteristica della doppia chiglia e del doppio timone della Kotetsu, il castello di poppa con la ruota del timone, la cintura corazzata in ferro alla linea del galleggiamento lungo tutto lo scafo ed i pannelli di murata abbassati per consentire il fuoco delle artiglierie in torre


Pennone dell'albero di trinchetto. Notare l'incappellaggio in catena del pennone, i bozzelli e la struttura della coffa


Vista del castello di prua. Si può notare il pezzo da 300 pdr che punta in caccia attraverso il portello,
l'ancora di tipo Trotman sulla gru di capone e la bandiera della Marina Imperiale Giapponese all'asta


Alcune delle imbarcazioni a corredo della Kotetsu : si notano al centro due lance quasi completate, di differente lunghezza, in alto una baleniera ed in basso lo scafo di una jole. Tutte le imbarcazioni non sono ancora completate


(Inserimento 10 ottobre 2006)



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