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Sculture
Il mare canta una canzon d'amor nel plenilunio bianco alla pineta D'annunzio
Alassio Alle spalle della città, a 586 m. sul monte Tirasso, una vela tra cielo e mare per ricordare i Bambini di Beslan


Alassio Ai suoi Marinai la Città, con l' Associazione Nazionale Marinai d'Italia, dedicò questo monumento nel dicembre 1999, opera del maestro Antonio Pezzolo. (Foto V. Rossi, 15 giugno 2004)

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Alassio Alla radice del molo, un monumento in pietra ai caduti della Resistenza. Sulla targa anteriore la dedica: A Mario Bestoso e a quanti, sul difficile cammino della dignità dell’uomo Morirono Testimoniando A noi che restiamo Che la libertà è un bene da difendere Ogni giorno Amm.ne Comunale Alassio ANPI 14 aprile 1996
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Sulla targa laterale: Alassio ricorda alle generazioni che verranno / I suoi figli vittima del fascismo / (segue elenco di Caduti) / Condannati dal / Tribunale speciale fascista / Al carcere ed al confino / Per aver difeso la libertà, la democrazia / E la dignità degli uomini / Non dimentichiamolo mai ANPI 25 aprile 2004 (Foto V. Rossi, 30 luglio 2004)
Oh i vecchi marinai! A' dì tardi fumando entro pipe di creta un torbido pensier tra il dubbio e il sogno, convengon su le soglie di lor umili case: contemplano le nuvole e le vele, con voci rotte e rade, favellando di perigliose prove, e di vento e di piove, e de' morti compagni.
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Poi, come nubi e prore oltre l'uman riguardo veleggiando scendono all'orizzonte, quelli, varcato il ponte de la vita, una sera, s'accolgon entro un solco che le sponde rinchiude: e là dormon sul rude sasso, composti in grembo a la terra de' padri.
(C. Roccatagliata Ceccardi)
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Alassio Un altro monumento del maestro Pezzolo immortala il Pescatore. (Foto V. Rossi, 30 giugno 2004)

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Sul retro, la dedica incisa nella pietra: "Ai suoi pescatori / Alassio marinara / 29 giugno 2000"
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Una " targa " in porcellana esprime un ultimo omaggio con " Parole di pietra "
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de’n scia razza du mò l’uxe de unde cun in suspir duse u po c’a ciamme mi, che sun fùsu insemme a ‘stu fasciamme, e séntu, ma e nu possu ciù respunde: però se quell’Arasce a l’è sparìa au passu cui soi témpi, u so ricordu sèrau drent’a mé anima de prìa...
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da questa specie di molo il riverbero delle onde con un sospiro dolce sembra che chiami me, che son fuso insieme a questo fasciame, e sento, male e non posso più rispondere però se quell’ Alassio è sparita al passo coi suoi tempi, il suo ricordo, chiuso dentro la mia anima di pietra...
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Alla base del monumento ci sono tre "targhe". Sono stralci significativi delle poesie vincitrici del concorso annuale di poesia dialettale, ispirate al mare, indetto dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Alassio il 29 giugno, in occasione della solennità di San Pietro, patrono dei pescatori. Il primo premio nel 2001 fu vinto da Antonio Canepa. La sua poesia è sulla targa di sinistra. La storia è semplice: una moglie aveva detto al proprio marito che da pensionato non voleva vederlo bighellonare in giro per casa, e il pover'uomo ogni giorno andava sugli scogli e fingeva di pescare, non osando tornare a casa.
"Pescou pe forsa..."
coscì, da pensciònou... Berto o partiva Con a borsìnn-a, a canna, e lesche e tanto Magon verso a so cìazza; o se o sentìva che a moggê a l'aveva un àtro "incanto". ...o sguardo o l'éa ancon a o sô diretto... ma lê o l'éa morto. Desteiso accoegòuo l'aveìva in ta man streito un biggetto: "Savéivo tutto, ma t'ho perdonau".
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"Pescatore per forza"
Così da pensionato, Berto partiva con la sacca, la canna , e le esche e tanta angoscia verso la sua spiaggia; se lo sentìva, che la moglie aveva un' altra passione. lo sguardo era ancora al sol diretto, ma lui era morto. Sdraiato accovacciato, aveva nella mano stretto un biglietto: "sapevo tutto, ma t'ho perdonata".
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Sulla targa al centro la dolce poesia di Giorgio Pistone (2002, in dialetto sanremasco)
" U ma e l'arenela"
Ma couse ti berberi, ratelusa (u diixe u ma, parlando a l'arenela) ti vurere sci dì che ti sei bela, ma mì a sun belu e tii ti sei cirrusa ! "Ti sei de longu despeitosu- E gente i fan versci d'amù surve a me pele... ti arivi tii e ste parole bele ti e crò'vi d'aigua e nu gà aresta niente..." Da mentre a l'è sciurtia a prima stela, u curù du tramuntu u l'è finìu, fina u ventu ch'u gh'eira u s'è dourmiu e u ma u fa ina caressa a l'arenela |
"Il mare e la sabbia"
Ma cosa borbotti, litigiosa, ( dice il mare parlando alla sabbia) vorresti così dire che sei bella, Ma io son bello e tu, tu sei gelosa! " Sei sempre dispettoso. Le persone scrivono versi d'amore sulla mia pelle... arrivi tu e queste parole belle le copri d'acqua e non vi resta niente..." Ma mentre è uscita la prima stella, il colore del tramonto è finito, persino il vento che c'era s'è addormentato e il mar fa una carezza alla sabbia.
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Sulla targa a destra la poesia di Ermanno Bonavia (2003)
" A dumènega da creassi'un "
A dunènega da creassi'un u Segnù giranduse, cun'na gumerò u l'aveva inversàu in buiò' d'aigua sarò ch'a sèra infiltrò da Vintimiia a Portu Venere in te tù'tte e zine ch'n te l'abbrùru una barba u aveva disegnàu " Ma mira " u pensava, " Sènsa aurè e ho fàitu e tère ciù belle du mundu ". Alantù u ha ciammau u su pe urdinàghe de passò tutti i giurni a a lansò in 'uggiò in sci ste tère benedixìe. A stu puntu, cuntèntu, segrullàu bèn bèn u scussò U l'ha repiàu a repusase. |
" La domenica della creazione "
Alla domenica della creazione Il Signore girandosi, con una gomitata aveva rovesciato un bugliolo di acqua salata che s'era infiltrata da Ventimiglia a Porto Venere in tutte le venature che al tramonto una barba vi aveva disegnato. " Ma guarda" pensava Lui, " Senza volere ho fatto le terre più belle del mondo ". Allora ha chiamato il sole per ordinargli di passare tutti i giorni a lanciare un'occhiata su queste terre benedette. A questo punto, contento, scrollatosi ben bene il grembiule Egli ha ripreso a riposarsi.
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Il 29 giugno 2005, festa di San Pietro patrono dei pescatori, il primo premio del concorso Il Pescatore e il Mare è stato conferito a Mario Traversi per la lirica Gente de rivëa.
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Uno dei monumenti realizzati da F. Bassani: in metallo, fu messo in opera nel 1992 nei giardini davanti alla stazione, ed è dedicato a Eolo, dio dei venti. |
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Negli stessi giardini, vicino al sottopasso davanti alla stazione, bronzo di M. Gutescher, dedicato a Charlot.
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