I monumenti non devono necessariamente essere di marmo freddo e duro, celebranti ciò che non è più: vorremmo presentarne uno insolito, arioso, dedicato alla tradizione, alla grazia, alla devozione, a una forma di arte particolare. Certo è effimero, ma la sua bellezza val bene l'impegno. Una volta erano comuni nei piccoli centri ma anche nelle aree periferiche delle grandi città: sono le "infiorate", tappeti di petali multicolori, concomitanti con cerimonie religiose importanti.
Diano Marina coltiva splendidamente questa antica tradizione, che localmente affonda le sue radici all'inizio del Novecento: in occasione delle celebrazioni del Corpus Domini era invalso l'uso devoto di spargere petali di fiori sul percorso della processione, raccolti il giorno precedente dai bambini. Era certo una gran festa, che coinvolgeva l'intera comunità con il potere di aggregazione che avevano una volta le festività religiose.
Dagli scorsi anni Sessanta l'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo ha deciso di dare il suo sostegno all'organizzazione dell'Infiorata, che - pur conservando il suo originario significato di devozione - è anche un'occasione di richiamo turistico e di "promozione" della floricoltura locale.
L'artefice principale è l'artista Paolo Scati, che crea soggetti diversi, sempre più alaborati, ogni anno; la notte precedente alla festa, i suoi disegni vengono trasferiti con il gesso sul percorso prescelto, e un folto numero di volontari provvede al riempimento con i petali dei fiori precedentemente selezionati presso i coltivatori della zona.
Il risultato finale è di spettacolare effetto cromatico, come dimostrano le fotografie di Vilma, che negli anni ha raccolto una documentazione di gran bellezza.
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