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Il Muretto di Alassio



Non è dedicato alla gente di mare, ma è in una bellissima cittadina sul mare ed è un monumento alla fantasia, all'iniziativa, alla mondanità.


Era uno spoglio muretto di contenimento dell'adiacente giardino pubblico, ed è diventato una variopinta cosmopolita celebrazione di glorie passate e presenti, famoso nel mondo.

La storia del muretto iniziò nel 1951 quando Mario Berrino, oggi affermato pittore, si consultò con Ernest Hemingway - visitatore abituale - sull'opportunità di abbellire quella rustica parete di pietre sconnesse.

L'idea era di incollarci sopra piastrelle di ceramica con la riproduzione degli autografi che, negli anni, i frequentatori del suo famoso Caffè Roma, ritrovo del bel mondo che frequentava la Riviera Ligure di Ponente, avevano lasciato nel "libro degli ospiti", con la propria dedica.

Così la prima piastrella cementata alle prime ore dell’alba fu proprio quella dello Scrittore, reduce dal premio Nobel, seguita da quelle del Quartetto Cetra e di Cosimo di Ceglie.


"Ernest Hemingway al Caffé Roma con Pedrito, 2 luglio 1951", e ... l'autografo del pappagallo


Quella geniale intuizione, l’entusiasmo di Hemingway in vacanza e l’occhio lungimirante del Sindaco, chiuso su quel piccolo abuso edilizio, diedero il via a questo fantasioso e policromo monumento di arte, cultura, moda e sport che si arricchì, via via, delle firme di tutti i personaggi di passaggio e diventò leggenda. Oggi le piastrelle sono circa 550!


Nel 1953 il Muretto diventò la passerella per la sfilata delle fanciulle in gara per il concorso di "Miss Muretto" - che da allora si svolge ogni anno a cavallo tra agosto e settembre - vestendosi anche di effimera bellezza.


Olimpionici di vela

(Diego Negri, Andrea Trani, Pietro e Gianfranco Sibelli, Garbio Zambanà, Sergio Gaibisso, Alessandra Sensini)

... in allenamento ad Alassio



Al Muretto è stata persino dedicata una canzone.

Parole di G. Giacobetti, musica di C. Di Ceglie

Strofa:
Ecco un paese di sol
Vicino ai colli, baciato dal mar
Ha splendide rose, garofani e viole ...
Ma di un muretto vi voglio parlar:


Ritornello

Sul muretto di Alassio
Tu trovi gli snob:
C'è la Cicci, la Mary ed il Bob!
Son modernisti
E parlan di Picasso e di "Be-Bop".
Sul muretto di Alassio
C'è pure Hemingway:
Dei suoi libri ne ho letto già sei.
Vicino a lui ci sono Giovannini e Garinei.
Poi c'è una bimba
Meravigliosa,
Ma quanto posa,
Perché assomiglia a Marilyn Monroe!
Sul muretto di Alassio
C'è un lupo di mar
Che a va a pesca di chi può baciar;
Ma il mare è mosso
E la sua rete vuota resterà,
Fin quando la gente siederà
(coro) Dove?
Sul muretto di Alassio


Fu poi aggiunta la scultura in bronzo di Eros Bellini, che rappresenta due giovani seduti abbracciati sul Muretto, ispirata a Les amoureux di Raymond Peynet: furono così immortalati tutti gli innamorati, le cui lettere più belle, deposte nell’apposita cassetta della posta, sono lette il giorno di San Valentino.


La cassetta per imbucare le lettere d'amore.


I piedi della giovane sono lucidi ... di carezze


" Cicogne " di acciaio, di G. Mastroianni.
Sulla targa: Chi accarezza la gamba della cicogna avrà presto un bebé
... e una zampa è splendente


Tra i Grandi che hanno lasciato la propria impronta ad Alassio, l'artista russo Roman Bilinski (1897-1981), di cui una piastrella riproduce la mano


Le piastrelle dedicate all' Isola Gallinara ...
 
 
 
 ... e alla cittadina di Laigueglia


All'inizio del Muretto il "Dog bar",
un pensiero gentile per gli amici dei visitatori

Les amoureux di
Raymond Peynet


Scultura di G. Gemma: Adelasia,
che dette il nome ad Alassio e alla sua torre

In occasione del gemellaggio
Alassio - Acquario di Genova


La piastrella esplicativa, sotto la scultura di G. Gemma


La storia di Aleramo e Adelasia raccontata per immagini in questa maxipiastrella.
Adelasia, figlia dell'imperatore Ottone I, aveva sposato Aleramo, figlio del Duca di Sassonia e coppiere di corte; secondo la leggenda le nozze non avevano incontrato il favore dell'Imperatore e la coppia, per sottrarsi alle auguste ritorsioni, era fuggita dalla Germania e alla fine aveva trovato rifugio nel territorio di Albenga, alle falde del monte Tirasso. Aleramo lavorava come carbonaio presso il Vescovo di Albenga che, un giorno, si trovò ad ospitare proprio l'Imperatore. Il giovane ottenne di cucinare il piatto da questi preferito: Ottone gradì l'omaggio, perdonò la coppia, e promise in dono ad Aleramo un feudo grande quanto la terra che fosse riuscito a percorrere in un sol giorno: con il suo veloce cavallo Aleramo raggiunse il Po e così conquistò il possesso del territorio che andò a costituire la Marca Aleramica. Adelasia e il marito decisero di vivere nel luogo che fu chiamato Alaxia in suo onore, e poi divenne Alassio.


Le corone di Adelasia e Aleramo

Scultura in acciaio di G. Mastroianni: i pesci simbolo di Alassio


Alassio Cento Libri: premio letterario nazionale
"Un autore per l'Europa", nelle sue diverse edizioni


Le icone di Gilberto Govi ...

... e di Giovanni Guareschi


Le piastrelle di Alassio ...

... e di Carlo Dapporto


Le piastrelle ricordano gli Amministratori del passato


A ricordo del gemellaggio con il Principato di Seborga

"Acqua di Sant'Anna:
chi ne beve ritorna"


E. Calindri, B. Lauzi, M. Venturi, G. Faletti, A. Angelini ...


Thor Heyerdahl è scomparso il 18 aprile 2002, nella casa di famiglia a Colla Micheri (Andora). Tra i Norvegesi contemporanei più famosi, nato nel 1914 a Larvik, si specializzò in biologia, geografia e antropologia, e tra il 1937 e il 1938 visse in Polinesia, nell'isola di Fatuhiva, impegnato in ricerche naturalistiche e ambientali.

Fu l'indomito animatore della spedizione del Kon-Tiki, nel 1947, dal Perù alla Polinesia; di una seconda traversata nel 1969-70 da Safi in Marocco alle Barbados sulla RA, un'imbarcazione in papiro di 15 metri, che dovette interrompere la navigazione a poca distanza dalla meta ; e di una seconda spedizione l'anno dopo con la RA II , immortalata nella piastrella sul "Muretto", che invece raggiunse l'obiettivo.



Inaugurata nel febbraio 2005 è una scultura di Antonio Pezzolo, dedicata a un personaggio - Pignurin - legato a Hemingway: come racconta la targa sul fianco dell'opera, era questi un vecchio pescatore che si rifiutava di indossare le scarpe; lo Scrittore gli regalò un giorno un rotolo di dollari e d'allora in poi Pignurin ne attese con speranza il ritorno.


 

Pignurin in una fotografia degli anni Cinquanta



(V. Rossi, agosto 2004 - luglio 2006)

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