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Sculture



Io pagano al tuo nume sacrerei
Liguria, se campassi della rete,
rosse triglie nell'alga boccheggianti;
o la spalliera di limoni al sole,
avessi l'orto; il testo di garofani,


non altro avessi:
i beni che tu doni ti offrirei.
L'ultimo remo, vecchio marinaio
t'appenderei

(Camillo Sbarbaro)


San Bartolomeo al Mare


Sul Lungomare un inconsueto monumento "a chi non solca più l'onda": non è dedicato ai Caduti del mare, ma ai Marinai che hanno smesso di navigare.

Proprio come la catena, le ancore e l'elica che il promotore del monumento - non senza difficoltà, con pazienza e con una lunga ricerca - individuò presso i demolitori di navi.

Era, questi, il geom. Conti, all'epoca sindaco di San Bartolomeo, allora un borgo di poche case e orti difesi da muri di pietra, per tutto il tratto dell’ Aurelia che attraversa la cittadina.

Il travaglio per la ricerca dei pezzi e per il superamento delle pratiche burocratiche, da parte delle successive amministrazioni, durò almeno 20 anni.

Molti ed entusiasti furono i collaboratori, che contribuirono alle spese necessarie, e numerosi furono i viaggi nei cantieri di demolizione a La Spezia, Genova e Vado, con l'appoggio di un Alto Ufficiale della Marina, di origine cervese.

L'ancora Hall e l’elica di ghisa provenivano da una nave americana. L’ancora "ammiragliato" era probabilmente appartenuta a una nave pisana a 5 alberi, vista la sua grandezza; fu recuperata dall’Associazione Diano Sub, davanti a Capo Mele, e fu posizionata così come era uscita dall’acqua, con le sue corrosioni e incrostazioni, mancante del ceppo, in origine di legno.

Ogni pezzo pesa all'incirca 3000 kg. Difficile fu trovare anche una catena di dimensioni proporzionate (sui 180 kg), che finalmente uscì dai cantieri di Vado.

Lo scavo della galleria Chiappa - l’Autostrada dei Fiori era in costruzione - permise di scegliere quel grande scoglio abrègo squadrato, che costituisce la base del monumento: la roccia, autoctona, è arenaria silicea, pietra durissima usata anche per le macine dei frantoi.

I pezzi raccolti, che nel frattempo erano stati depositati nella torre S.Maria, con il posizionamento della base di abrègo furono finalmente e saldamente assemblati; sulla roccia la preghiera del marinaio fu scritta con lettere di ottone, che i bambini - che usano il monumento come parco giochi - hanno negli anni staccato.

Adesso c’è una targa di bronzo a prova di bimbi e i pezzi splendono al sole per i loro continui assalti di scalate, scivolate, cavalcate, sull'onda della fantasia.

Il Monumento fu inaugurato il 22 maggio 1983, con una cerimonia alla quale parteciparono i Cap-Horniers arrivati per il loro annuale Raduno, nel 1983 ospitato ad Imperia dal 23 al 26 maggio (v. alla voce "Imperia").

Lontano, all'orizzonte, una nave: ora, come tutte, dopo la scomparsa dell'ultimo capitano, transita al largo, ma in passato, per antica tradizione, i comandanti cervesi accostavano quanto bastava per salutare, con tre lunghi colpi di sirena, le famiglie e il paese; e le donne del borgo rispondevano al saluto esponendo bianche lenzuola alle finestre.

(Notizie e foto di V. Rossi, 15 luglio 2004)


San Benedetto del Tronto
Monumento allo spirito del gabbiano, eretto nel 1986 dal Circolo dei Sanbenedettesi.
(Allotta 1999)


Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.
(V. Cardarelli)


San Benedetto del Tronto
Monumento alla tenacia e al sacrificio dei pescatori di ogni epoca, eretto nel 1976 dalla Banca Popolare di San Benedetto.

(Allotta 1999)


San Lorenzo al mare
Sul Lungomare una sirena in cemento, su un masso di abrego; di fianco la targa con un messaggio agli "Uomini di buona volontà": Nella speranza di un futuro migliore per l'Umanità e la natura

(Foto V. Rossi, gennaio 2005)


San Lorenzo al mare
Sul Lungomare un gruppo di fusioni in bronzo di K. Grudda: dall'alto in basso, "Figura di donna", "Cane" e "Albero con cappello", collocato alla radice del pennello.
Foto Vilma Rossi, febbraio 2005




Con rammarico registriamo il furto dell' "albero con cappello",
che ora chissà in quale giardino fa bella mostra di sé! (Gennaio 2006)


Sanremo

Il Lungomare verso Ponente, assume il nome di corso Imperatrice, intitolato nel 1875 all'imperatrice di Russia Maria Alexandrovna (1824–1880), che trascorse qualche mese a Sanremo nell'inverno 1874. Negli anni Venti vi fu collocata la "Primavera", simbolo del clima mite della Città, opera di V. Pasquali.



Nei giardini adiacenti a via Matteotti una seconda "Primavera", tra decorazioni natalizie; nel mese di ottobre 2004 fu illuminata in occasione della campagna di prevenzione "Nastro Rosa", organizzata dalla Lega Tumori.




Sanremo
Sul Lungomare un monumento di grande intensità.
La "targa" in pietra grezza ne dice brevemente la storia.
(V. Rossi, 30 giugno 2004)




Sanremo

In viale Imperatrice un pensoso Garibaldi scruta l'orizzonte, come a raggiungere con gli occhi la sua isola lontana.

Nel 1882, alla notizia della sua morte, le Amministrazioni civiche si attivarono per erigere monumenti alla memoria, mentre vari scultori si proponevano per l'esecuzione delle opere. Sanremo in un primo tempo si orientò verso Odoardo Tabacchi, autore della Tuffolina eseguita per la Villa Nobel Parodi, e della Cica-Cica, oggi nel Casinò.

Dopo diverse vicende e controversie, nel 1905 l'opera fu commissionata a Leonardo Bistolfi e fu inaugurata il 26 aprile 1908.

Per il discorso inaugurale furono invitati Gabriele d'Annunzio e poi Giovanni Pascoli, entrambi impossibilitati ad accettare l'incarico; tuttavia le cerimonie raccolsero attorno all'evento numerosi letterati e artisti che colllaboravano al periodico culturale La Riviera Ligure della famiglia Novaro, tra i quali lo stesso Angiolo Silvio.

Ai piedi del bronzo, il basamento in granito è ornato da sei grandi bassorilievi, ciascuno definito da un titolo, che sintetizzano l'epopea garibaldina: L'elegia del mare simboleggia Caprera, in forma di fanciulla fra le onde; le Voci di gioia sono espresse da un gruppo di donne; L'Eroe è rappresentato da una figura di defunto in trionfo; il Grido di libertà è espresso da un uomo e da una donna; Canto d'amore è un'onda che si trasforma in due figure che si abbracciano; e L'inno dei Mille raffigura un gruppo di uomini in corsa.

Nella "Gipsoteca Bistolfi" di Casale Monferrato sono conservati i bozzetti dell'opera.


Foto W. Rossi, novembre 2005



Santa Margherita
Sul Lungomare Colombo indica la direzione della sua rotta. Sulla targa "A Colombo i Sanmargheritesi / 1892". In basso il nome degli autori del complesso monumento "F.lli Repetto fu G.pe e Figli / Lavagna".
Foto V. Rossi, settembre 2005




Santa Margherita
Davanti al monumento a Cristoforo Colombo è stato collocato un cannone, presumibilmente d'inizio Ottocento, fortemente danneggiato dal salino; nessuna targa ne ricorda la provenienza e le circostanze del recupero, né è visibile alcun elemento identificativo sul cannone stesso.




San Vito Lo Capo:
La statua del Santo domina la baia.
La foglia di palma che San Vito tiene in mano è il simbolo del suo martirio, subìto nel 299 all'età di circa vent'anni, mentre gli animali ai suoi piedi - San Vito fu infatti sbranato dai cani - rappresentano una delle torture alle quali fu sottoposto.
Sul cippo la targa: "A perenne ricordo dei lavoratori del mare / Che tu possa vegliare su di loro"
(Foto V. Rossi, settembre 2005)




Savona
In Piazza Martiri della Libertà un monumento ad essi dedicato, opera dello scultore Agenore Fabbri (informazione dell'amico Carlo Di Ruzza, che grati ringraziamo).
Foto V. Rossi, 10 gennaio 2007)





Savona
Piazza Salinieri: monumento al Marinaio a misura d'uomo, di Renata Cuneo; il piedistallo è centrato su una rosa dei venti nel tipico mosaico ligure di ciottoli bianchi e neri "rissèu".


Il monumento fu commissionato dall'Associazione Combattenti e Reduci - con una mobilitazione pubblica alla quale concorsero, oltre all'Associazione, anche la Cassa di Risparmio di savona, la Camera di Commercio, il Comune e alcuni operatori marittimi - in memoria dell'equipaggio, prevalentemente savonese, del mercantile Tito Campanella, affondato nel golfo di Biscaglia nei primi anni Ottanta.


(Foto V. Rossi, 15 novembre 2004)


Apprendiamo da La Stampa, edizione della Liguria del 20 gennaio 2007, che la statua è stata recentemente spostata in porto, sulla banchina vicino al ponte mobile.


L'amico Carlo di Ruzza ci ha inviato due immagini della statua nella sua nuova collocazione, a poca distanza dalla torre della Quarda, l'unica rimasta di quelle che difendevano le porte della Città nella cinta muraria trecentesca.


   

Savona: altra scultura di Renata Cuneo, in piazza Marconi



Savona
"Sirena dormiente" sul bordo della banchina della darsena vecchia, lato sud-est. La fanciulla è adagiata su di un giaciglio di reti.
Il bronzo misura circa 120 cm, opera dello scultore Giampaolo Parini
(foto V. Rossi, 15 novembre 2004)






Sestri Levante

Chi non ricorda Mariele Ventre, indimenticabile educatrice e animatrice, insieme con Cino Tortorella, del Piccolo Coro dell'Antoniano e dello Zecchino d'Oro? La Città ha voluto dedicarle un bronzo, che la raffigura nello slancio della direzione canora di generazioni di bambini che da Lei sono stati avviati alla musica, allietando milioni di spettatori con le loro interpretazioni. I suoi allievi sono qui simbolicamente rappresentati come disciplinati pesciolini.



(Foto V. Rossi, 20 ottobre 2004)


Sestri Levante


L'amica Vilma, originaria di Sestri levante, oggi residente in una bella cittadina del Ponente ligure, ha voluto inviarci un'immagine molto espressiva, per la bellezza del monumento in sé, per la sua carica di umanità, per il significato lontano e profondo che essa riveste per la nostra Lettrice. Lasciamo alle sue parole la descrizione della statua.


Signoraaa Rossiii! Acciughe belle, acciughe vive...
 

"Quando torno a Sestri Levante vado a salutare Caterina (Catàina), la pescivendola. La sua immagine immortalata nel bronzo, opera dello scultore F. Messina, è un piccolo monumento d’amore del paese verso questa donna, simbolo di "tutte le donne operose, figlie della Marina, madri di marinai", come recita la dedica incisa sulla colonna che ne sostiene il busto. Cotta dal sole e impregnata di salsedine, dai riccioli ai piedi scalzi, rispettata da tutti, Caterina è stata la sveglia della mia infanzia: quasi ogni mattina, con la sua voce squillante, che mi risuona ancora dentro, chiamava Sciàaa Rùsciii! Anciùe belle, anciùe vive! e la mamma comprava sempre il suo pesce affinché il frutto della notte di pesca non restasse invenduto. Dopo di lei Vittorina e Rosetta, con l'eco dello stesso richiamo. Nella tristezza del suo sguardo vedo la flotta dei leudi ormai scomparsi e delle sciabiche che non si salpano più".
(Foto V. Rossi, 15 giugno 2004)



Caterina Bixio
1871 - 1949

vento sole lavoro
sostanziarono la vita
di Cataina, venditrice di pesce
su questo lido
benvoluta da tutti
di bontà e fierezza popolana
schietto esempio

e in lei Sestri onora
le sue donne operose
figlie della marina
madri di marinai


 

Sestri Levante
In viale delle Rimembranze, su un basamento di marmo e bardiglio, un inconsueto monumento a Cristoforo Colombo di Giò Pomodoro, che rappresenta una vela in fusione patinata di bronzo, con albero e boma.
Sull'elemento centrale della base, scolpita, la frase "quale viaggio ti hanno dato i venti" di Mario Luzi.


(Foto V. Rossi, 15 novembre 2005)


Sestri Levante
All'interno della stazione, adiacente al binario "1", una fontana dedicata al dio Nettuno. Altre statue che raffigurano Nettuno a Bologna, Canicattì, Firenze, Genova, Malta, Messina, Monterosso, Napoli, Roma e Siviglia
( W. Rossi, 10/1/2006)



Sestri Levante

Al poeta Giovanni Descalzo, nato a Sestri nel 1902 e morto nel 1951, la città natale ha dedicato un monumento opera di Guido Galletti (1952).
Sulla targa i versi:


Amo la povertà della mia terra
umile innanzi al mare che l'avvolge
e l'aspra vita dei figli partenti
ogni giorno coi remi e colla vela


da Paese mio XII



(W. Rossi, 10/1/2006)



Sestri Levante

Convento dei Frati Cappuccini e Chiesa dell'Immacolata: sulla fiancata destra della Chiesa, una meridiana che riproponiamo nell'apposita ampia sezione.






Courtesy www.maranatha.it, 15 luglio 2005



Sestri Levante

Davanti al palazzo della scuola, dove si trova anche il sacrario del monumento ai Caduti, un monumento a coloro che hanno perso la vita sul lavoro. Fu messo in opera nel 2001, in memoria dei dipendenti della Fabbrica Italiana Tubi, che ora non esiste più, ma ha dato lavoro e portato benessere al paese. Il monumento è in marmo e rappresenta l'alto forno per la produzione dell'acciaio, sullo sfondo del cantiere di Riva Trigoso.





(Foto V. Rossi, 15 novembre 2005)


Sestri Levante
La fontana si trova al centro dei giardini pubblici, poco distante dal monumento dedicato a Mariele Ventre. Le conchiglie sono in bronzo e la piccola sirena in ceramica, sul bordo della fontana, è appena stata privata della conchiglia da cui si abbevera. Dal dépliant della Pro Loco: Naturale, per un luogo che può vantare una "Baia delle Favole", pensare a un premio di letteratura per l'infanzia. E naturale è dedicarlo ad Hans Christian Andersen, lo scrittore che così ha battezzato uno degli angoli più belli di Sestri Levante. Oggi il "Premio Andersen" è un appuntamento internazionale, attorno al quale fioriscono iniziative che fanno di Sestri Levante la "Città dei ragazzi". Simbolo di questa vocazione è la fontana, dove il fiabesco e il fantastico convivono con l'eco di culture lontane, dalla Sirenetta - figura nordica per eccellenza - al fusto centrale, che richiama l'arte del remoto Oriente.
(Foto V. Rossi, 15 novembre 2005)



Siracusa
In piazza Archimede, nel cuore di Ortigia, una monumentale fontana dedicata alla dea Diana, in un tripudio di sirene, tritoni, delfini e ippocampi. L'opera, di G. Moschetti, fu messa in opera nel 1906.



Foto di Paola Presciuttini, ottobre 2005)


Siviglia
Nei giardini dell'Alcazar una scultura in bronzo, alta circa un metro, sormonta la fontana dedicata al dio Nettuno.
Altre statue che raffigurano Nettuno a Bologna, Canicattì, Firenze, Genova, Malta, Messina, Monterosso, a Napoli, Roma e Sestri Levante.

(Courtesy www.cristobal-colon.net).



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