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ITALIA


Museo Navale

Piazza G. Mazzini, 1

10022 Carmagnola (TO)

Tel. 011. 9721492 – 011.9724238

Fax 011. 9724237

e-mail:

musei@comune.carmagnola.to.it

anmicarmagnola@marinai.it

cultura@comune.carmagnola.to.it


Perché un museo navale a Carmagnola? Il Museo Civico Navale di Carmagnola è stato fondato nel 1996 per iniziativa del locale Gruppo dell'ANMI (Associazione Nazionale Marinai d'Italia) con lo scopo di avvicinare la gente al mare che tanta importanza ha per la vita del Paese e al tempo stesso per far conoscere la tradizione marittima del Piemonte.

La regione, pur non essendo bagnata dal mare, ha dato e continua a dare un notevole contributo alla Marina italiana in termini di uomini e di materiali.

Per quanto riguarda gli uomini, le famiglie nobili piemontesi hanno per secoli fornito valenti ufficiali alla Marina di Casa Savoia, basata inizialmente sul lago di Ginevra e poi dal 1388 nel porto di Villafranca (ora Villefranche sur Mer) presso Nizza. Nel 1571 la flottiglia di Emanuele Filiberto partecipa con onore alla battaglia di Lepanto al comando di Andrea Provana di Leynì. Nel 1713 i Savoia diventano re di Sicilia, isola scambiata con la Sardegna nel 1720. La Marina Sabauda che disponeva fino ad allora solo di galere, acquisisce ora anche vascelli di alto bordo ed è comandata da Emanuele Scarampi del Cairo. Il vero salto di qualità avviene nel 1815 allorché la Liguria è unita al Regno di Sardegna che si dota di una notevole flotta grazie all'opera di un "montanaro", Giorgio Des Geneys nato a Chiomonte in Val di Susa. Gli uomini di mare provenienti dal Piemonte e dagli altri antichi territori sabaudi hanno un ruolo importante anche dopo l'Unità d'Italia. Tra essi ricordiamo Carlo Pellion di Persano, Augusto Riboty, Simone Pacoret di Saint Bon, Luigi di Savoia duca degli Abruzzi, Umberto Cagni, Paolo Thaon di Revel e così via.

Nel frattempo la regione fornisce anche un grande numero di marinai reclutati in prevalenza tra le maestranze delle industrie grazie alle loro capacità tecniche.

Per quanto riguarda i materiali, come racconta Pierangelo Manuele - ingegnere aeronautico, studioso di storia navale e piemontese, e presidente del Museo - nel suo libro Il Piemonte sul mare: la Marina sabauda dal Medioevo all'unità d'Italia, Edizioni l'Arciere, Cuneo 1997 - a Carmagnola si coltivava la canapa, che poi, lavorata nelle piccole aziende artigiane del luogo, veniva trasformata in vele e cordame necessari ad allestire le manovre delle navi. Si stabilì così un naturale collegamento tra la campagna locale e la cantieristica navale della Riviera Ligure, ma anche della Francia e persino dell'Inghilterra. Gli operai delle tante industrie specializzate nel settore nautico erano quindi chiamati a prestare servizio in Marina, così rinsaldandosi quell'antico stretto rapporto di familiarità tra il Piemonte e il mare.

Per illustrare tale notevole patrimonio il Museo - che dispone già di una discreta raccolta di modelli, armi, uniformi, strumenti e cimeli di diversi tipi - sta raccogliendo materiale di varia natura, anche grazie all'opera di un nucleo di ricercatori da poco costituito.

Per quanto riguarda gli uomini, ci si sta concentrando su uniformi, materiale iconografico, modelli, diari e memorie raccolte anche grazie a interviste a marinai viventi.

Quanto ai materiali, si stanno svolgendo ricerche d'archivio e interviste a personale delle Aziende interessate, e nel contempo si stanno raccogliendo pezzi prodotti per la Marina, che si intende esporre evidenziandone la provenienza e la collocazione a bordo delle navi.

A titolo di esempio, è già stata acquisita una vela dell' "Amerigo Vespucci" che verrà esposta nella sala dedicata alla lavorazione della canapa. Per inciso la tela per la "muta" usata dalla nostra nave-scuola per la circumnavigazione del globo del 2002-2003 è stata tessuta da una azienda di Carmagnola.


Siluri tipo "Whitehead" utilizzati nella seconda guerra mondiale

Il guidasiluri guidava il siluro contro il bersaglio alla velocità voluta


Siluro a lenta corsa ("maiale") usato dalla X MAS durante la 2a guerra mondiale


A sinistra un periscopio. A destra un manometro di prima profondità: indicava che il battello era immerso a filo delle sovrastrutture esterne. Apparteneva al sommergibile "Pikerel" della Marina statunitense, ceduto alla Marina italiana negli anni Settanta e ribattezzato "Gazzana Priaroggia".


A sinistra, antenna di radar SPQ2B di ricerca navale, all'esterno del Museo.
A destra, cannone a semi-retrocarica in uso alle Compagnie da sbarco della Regia Marina nel 1880. Era montato sull'affusto a freni idraulici ideato dal contrammiraglio Albini.


Pompa e scafandro da palombaro completo di scarponi piombati, pesi addominali e dorsali, testa di rame, coltello da lavoro


A sinistra, telegrafo di macchina: congegno meccanico di trasmissione di comandi dalla plancia alla sala macchine.
A destra chiesuola con bussola usata sulle navi a vela del XIX secolo.


Modello del Bounty

Modello del Vespucci


Modello di sommergibile Uboot tipo VII della Marina tedesca nella 2a guerra mondiale

Modello in peltro del cacciamine cl. Lerici donato alle Autorità presenti al varo


Prototipi di Unità della Marina costruiti negli anni Cinquanta/Sessanta: a sinistra la fregata "Castore", a destra l'incrociatore lanciamissili "Andrea Doria"



Per sorvegliare il materiale esposto, guidare le visite, vendere i biglietti, in futuro gestire il "bookshop" e in generale svolgere tutte le attività collaterali è stato costituito un gruppo di "Amici del Museo" denominato "I Delfini" in onore ai due cetacei che compaiono nello stemma di Carmagnola.

Il Museo svolge anche una discreta attività editoriale che finora ha prodotto:
Il Museo Civico Navale di Carmagnola, 1a edizione 2000, a cura del cav. Vittorio Dealessandri, direttore, 24 pag., guida illustrata a colori ai cimeli del Museo
Il Museo Civico Navale di Carmagnola, 2a edizione 2003, a cura del cav. Vittorio Dealessandri, direttore, 15 pagg., guida illustrata a colori ai cimeli del Museo
Uomini gamma contro navi, 2000, a cura del dottor Giovanni Rusconi all'epoca presidente, 16 pag. con fumetti di Hugo Pratt e testimonianze degli incursori della seconda Guerra Mondiale Luigi Ferraro e Athos Salvatori
Canapa, Vele e Marinai - Carmagnola e Piemonte tra terra e mare, 2005, 221 pag. a cura dell'ing. Pierangelo Manuele, presidente.
Bandiere navali, s.d., 36 p.

In conclusione, il Museo Civico Navale di Carmagnola è una realtà in espansione, che intende gettare luce su un aspetto ancora poco conosciuto della storia della regione, e per questo chiede l'aiuto di tutti.

Il Museo appartiene al Comune di Carmagnola ed è gestito da un Consiglio di Amministrazione così composto:
PRESIDENTE:
Pierangelo Manuele, ingegnere aeronautico, ricercatore di storia navale ed aeronautica, autore di varie pubblicazioni sull'argomento.

CONSIGLIERI:
Carlo Alberto Vandini, ammiraglio di squadra, già comandante delle Forze Navali Alleate del Sud Europa.
Nicola Ghietti, dirigente dell'Azienda Energetica Municipale di Torino, già Assessore alla Cultura di Carmagnola, storico.
Michelangeo Grosso, marinaio in congedo, capo-officina Fiat a riposo (sostituisce Santi Maimone, operaio, marinaio in congedo, dimissionario).
Gianni Oliva, insegnante, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, storico, autore di numerosi saggi storici.

L'attività operativa del Museo è svolta dal Collegio dei Conservatori, così composto:

DIRETTORE:
Vittorio Dealessandri , già comandante delle Guardie Municipali di Carmagnola, marinaio in congedo, fondatore e attuale presidente del Gruppo ANMI di Carmagnola, propugnatore della costituzione del Museo.
RICERCATORI:
Claudio Perzolla, modellista navale
Ernesto Quaranta, restauratore di barche d'epoca
Guido Alfano, giornalista RAI a riposo, ricercatore di storia navale, fotografo navale
Massimo Alfano, informatore medico scientifico, pittore navale
Luigi Griva, imprenditore, ricercatore di storia navale, archeologo subacqueo
tbd mastro d'ascia


Aggiornamento 20 ottobre 2007

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