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Angolo arrotondato Angolo arrotondato

ITALIA


 

Museo della Marineria

Via Armellini 18

47042 Cesenatico

E-mail infomusei@comune.cesenatico.fc.it

TEL 0547-79205

FAX 0547-79254

Orario di apertura invernale: sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00

Visita il sito



Unico in Italia, è un vero e proprio museo galleggiante, sorto nel 1983 nel porto canale che attraversa l'antico borgo marinaro dove fu ospitato Leonardo da Vinci, chiamato da Cesare Borgia per risolvere il problema dell'insabbiamento del canale stesso.

Frequentato dall'intera marineria adriatica, il porto conobbe imbarcazioni di ogni tipo, dai bragozzi chiozzotti ai trabaccoli della Romagna alle paranze marchigiane. In altre parole, la marineria tradizionale dell’alto e medio Adriatico.

Il Museo si compone di due sezioni: un grande padiglione museale - la Sezione a Terra - espone un trabaccolo e un bragozzo, protagonisti dell'epopea della vela nell'alto Adriatico, completamente attrezzati con le vele al terzo. Ad essi si affianca una vera bottega ottocentesca di carpenteria navale, acquistata e riallestita dentro al museo. Sono anche esposte ancore antiche e moderne, tra cui due del XVII secolo, nonché manovre e attrezzi con cui il visitatore si può cimentare. Un settore è dedicato all'evoluzione dell'attrezzatura velica, mentre una raccolta di motori documenta il passaggio dalla vela al motore. Altri reperti illustrano la vita di bordo, la pesca e le relative attività commerciali.



Da Cesenatico nella storia / dalle origini al XX secolo, di Davide Gnola, direttore del Museo e della Biblioteca Comunale




Ancor più spettacolare è la Sezione Galleggiante, davanti alla Sezione a Terra, nel tratto più interno e più antico del Porto Canale - dalle vivaci sponde affollate di negozi, ritrovi e turisti - dove è ormeggiata una piccola flotta cabotiera di imbarcazioni tradizionali dell'Alto Adriatico, con le loro vele sgargianti spesso decorate con gli emblemi delle famiglie dei pescatori/armatori.


 
 
 
 

Sul parapetto del canale targhe numerate illustrano le diverse barche



Possiamo quindi ammirare il bragozzo a due alberi; è una barca da pesca a fondo piatto di origine chioggiotta, che raggiungeva le coste dell'Istria e della Dalmazia.





Il trabaccolo di Gabicce misura m 13.06 x 3.70; era una barca da pesca usata anche per il trasporto; l'ampia prua è decorata con i vistosi occhi apotropaici in rilievo mentre la superficie velica è controbilanciata dal grande e profondo timone.




La battana di Bellaria misura m 9.46 x 2.80; ha fondo piatto e un albero abbattibile.




La lancia di Cattolica, 1949, di m 7.65 x 2.23, rappresenta la numerosa flotta di piccole imbarcazioni che affollava l'Alto Adriatico; non navigava oltre la Romagna e, tra le imbarcazioni tradizionali, è la più recente e quindi la più sobria e, dal punto di vista nautico, la più agile.




Il topo - Chioggia, 1950 - misura m 9.36 x 2.57; barca da pesca originaria di Venezia, si è rapidamente diffusa in tutto l'Alto Adriatico; generalmente senza ponte e con un solo albero, insieme con il bragozzo rappresenta uno degli esemplari più evoluti di barche a fondo piatto, specializzata nella pesca con i parangali.




La paranza - San Vito d'Abruzzo, 1951 - misura m 8.45 x 2.92; le paranze erano armate con un albero e una grande vela e generalmente praticavano la pesca a strascico a coppie (in paro), da cui il nome; poiché dovevano essere tirate in secca su coste prive di porti ebbero didmensioni contenute.




Trabaccolo da trasporto Giovanni Pascoli, costruito a Cattolica nel 1936. Misura m 20.50 x 6.50 ed è quindi la più grande barca tradizionale romagnola, con caratteristiche di grande affidabilità, stabilità e portata, e per questo adibita al cabotaggio in tutto il Mediterraneo, trasportando ogni tipo di merce.





D'inverno il Museo si anima di nuova vita, con il "Presepe galleggiante", unico nel suo genere in Italia: dall'inizio di dicembre all'Epifania - fin dal 1986 - sulle antiche barche vengono collocate una trentina di statue di legno, a grandezza naturale, che rappresentano scene della Natività.



Il porto canale in una pittoresca cartolina di Marcaccini Service srl
Rimini - tel 0541 385714



All'imboccatura del porto si trova un monumento alle "Donne dei marinai" in attesa del rientro dei propri mariti dalla pesca, dell'artista cesenaticense Quinto Pagliarani.



Foto Paola Presciuttini e Irina Rocchetta.




PROSSIMAMENTE:



Naufragi

conferenze: 6, 13, 21 marzo 2012

mostra: 6 marzo - 1 aprile 2012


A cento anni dall’affondamento del Titanic, il Museo della Marineria di Cesenatico in collaborazione con Gesturist Cesenatico S.p.A. propone una serie di tre incontri e una mostra dedicata ai naufragi: un tema non solo di storia marittima, ma anche metafora della fine, del mutamento, e della speranza di una nuova salvezza.

Cento anni fa, il 15 aprile 1912, il transatlantico Titanic affondava trascinando con sé nelle gelide acque dell’Atlantico Settentrionale 1523 persone. Un naufragio che divenne il simbolo della fine delle illusioni di un secolo - l’Ottocento - che aveva riposto troppa fiducia nelle "magnifiche sorti" della tecnologia, e che segnò in modo sinistro l’avvio di un nuovo secolo che avrebbe visto ben altre catastrofi.

Il Museo della Marineria di Cesenatico aveva già programmato alcuni mesi fa, nell'occasione di questa ricorrenza, una serie di incontri sui naufragi, intesi sia nei loro aspetti di storia marittima, sia per le molteplici valenze simboliche di questo tema, ampiamente rappresentato nell’arte e nella letteratura; poi, il 13 gennaio scorso, l’impatto della Costa Concordia sugli scogli dell’Isola del Giglio, con le sue vittime e gli altri danni che ne sono seguiti, ha riportato questo tema ad una tragica attualità, dimostrando - cento anni dopo il Titanic - i limiti e i rischi che sono propri dell’andar per mare.

La serie di incontri si apre il 6 marzo alle 17.30 con la conferenza dal titolo 1912-2012. Il Titanic e un secolo di naufragi, insieme a Giancarlo Costa, autore di numerosi libri di divulgazione e storia marittima, tra i quali l’ultimo Dal Titanic all’Andrea Doria (Gribaudo 2010), dedicato proprio ai naufragi del XX secolo; Costa possiede anche un importantissimo archivio fotografico specializzato sul mare, dal quale sono tratte le immagini della mostra Dal Titanic all’Andrea Doria che sarà allestita al Museo della Marineria dal 6 marzo (inaugurazione alle ore 18.30) sino al 1 aprile, dedicata al Titanic ed altre navi che nell’ultimo secolo hanno avuto un destino avverso.

Il 13 marzo sempre alle 17.30 Stefano Medas, archeologo subacqueo autore di importanti ritrovamenti e svariati libri e articoli scientifici, con la conferenza Navi e tesori sommersi, ci guiderà alla scoperta dei veri relitti e tesori che si nascondono anche nel nostro mare Mediterraneo, e di come si svolge il lavoro difficile e affascinante dell’archeologo subacqueo.

Infine, mercoledì 21 marzo, ma alle ore 21.00, gli attori Laura Aguzzoni e Giampiero Pizzol, con la serata dal titolo Naufraghi su questa terra ci porteranno dentro alle infinite risonanze che l’esperienza vera o immaginata del naufragio ha avuto nella letteratura e nel teatro.

Gli incontri si concluderanno con un assaggio di vini offerti dall’Azienda Agricola "La Pandolfa" di Predappio.

Anche questa iniziativa si avvale del determinante supporto di Gesturist Cesenatico S.p.A., main sponsor del Museo della Marineria di Cesenatico.

Info - museomarineria@cesenatico.it




II° Convegno Nazionale di Archeologia, Storia e Etnologia Navale
Il patrimonio marittimo e fluviale italiano
Cesenatico, Museo della Marineria, 13-14 aprile 2012



Torna a Cesenatico il prossimo 13-14 aprile il Convegno Nazionale di Archeologia, Storia ed Etnologia Navale, promosso e organizzato dall’Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale (ISTIAEN) insieme al Museo della Marineria di Cesenatico - dove si terrà il convegno - con la collaborazione di Gesturist Cesenatico S.p.A.

È la seconda edizione di questo appuntamento di notevole rilievo, che si tenne la prima volta sempre a Cesenatico nel 2008.

Archeologia, storia, etnologia navale: argomenti nei quali l'Italia negli ultimi anni ha prodotto importanti ritrovamenti, studi ed esperienze, che ora hanno bisogno di una occasione autorevole di comunicazione e di scambio ad alto livello scientifico, e insieme di divulgazione anche al grande pubblico e alla stampa di questi risultati.
La prima giornata del convegno, quella di venerdì 13 aprile, sarà dedicata al mattino all'archeologia e al pomeriggio alla storia navale: entrambe le sessioni avranno la finalità di aggiornare il campo dei ritrovamenti archeologici e degli studi storici in campo marittimo. Una sessione speciale sarà dedicata alle monossili, cioè alle piroghe, imbarcazioni tra le più antiche e interessanti per gli archeologi. Tra i relatori - i cui nomi e titolo della relazione sono presenti nell'allegato programma di lavoro - sono presenti i principali e più accreditati studiosi che operano all'interno di Università, Soprintendenze, Musei, Enti.
Il convegno intende evidenziare con particolare accento la grande quantità e qualità del patrimonio marittimo e fluviale che possiede l'Italia: un patrimonio non solo materiale e "tangibile", come nel caso delle barche storiche e tradizionali, i musei, i siti e i reperti archeologici, ma anche "intangibile", fatto di storie, memorie, tradizioni che - come è apparso evidente anche nelle recenti celebrazioni per i 150 anni di Unità - costituisce una parte non trascurabile della storia nazionale.
È questo, tuttavia, un patrimonio culturale spesso dimenticato e poco valorizzato, e per questo, proprio alle esperienze più varie e interessanti di salvaguardia e valorizzazione della cultura marittima italiana è dedicata la giornata di sabato 14 aprile, con il titolo "Per la salvezza del patrimonio marittimo italiano", che vedrà la partecipazione di musei, studiosi, associazioni, enti che hanno realizzato azioni interessanti in questo campo.
Il programma è particolarmente fitto, tanto che è già stata prevista la divisione dei lavori in due sale all'interno del Museo della Marineria di Cesenatico, una sede prestigiosa e autorevole che è stata confermata anche per la seconda edizione del convegno. Oltre alle relazioni, è prevista anche una poster session nella quale saranno ospitati contributi brevi in forma di poster, con i quali altri studiosi potranno rendere noti ulteriori temi e proposte di ricerca.
Nell'ambito del convegno sono previsti altri appuntamenti collaterali, come le assemblee sociali di associazioni che operano nel campo dell'archeologia e della storia navale, presentazioni di libri, e una mostra dedicata a "Piroghe e zattere nella preistoria" a cura del modellista e ricercatore Roberto Lattini.

In definitiva, il convegno di archeologia, storia ed etnologia navale ha l'ambizione di essere una occasione per tutti coloro che studiano o che semplicemente sono interessati alla cultura del mare in tutti i suoi aspetti, per ritrovarsi e scambiare notizie e opportunità. Per questo motivo la partecipazione del pubblico come uditore è libera e gratuita, e sono state previste convenzioni particolarmente vantaggiose per il pernottamento a Cesenatico: informazioni sull'offerta relativa al convegno possono essere trovate su www.cesenaticoturismo.com

L’iniziativa ha la cura scientifica del Comitato Direttivo di ISTIAEN, ed è organizzata dal Comune di Cesenatico, il cui Sindaco, Roberto Buda, tiene a sottolineare "il ruolo importante di riferimento che Cesenatico possiede nel campo della salvaguardia e della valorizzazione della cultura e delle tradizioni marinare".
Anche questa iniziativa si avvale del determinante supporto da parte di Gesturist Cesenatico S.p.A., main sponsor del Museo della Marineria di Cesenatico.


Informazioni - ufficio stampa: 329-2107711 - museomarineria@cesenatico.it

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ALCUNE INIZIATIVE PRECEDENTI:




Vele e prore
Il richiamo del mare nell’arte xilografica italiana e romagnola del primo Novecento


4 dicembre 2011 - 8 gennaio 2012


Il Museo della Marineria di Cesenatico, in collaborazione con Gesturist Cesenatico S.p.A., propone per le festività natalizie una mostra che illustra il "richiamo del mare" nell’arte della xilografia - l’incisione su legno - che ebbe in Romagna alcuni dei suoi migliori interpreti. L’inaugurazione domenica 4 dicembre alle 16.00, prima dell’accensione delle luci del Presepe della Marineria.


Il legno, servito per millenni per costruire navi e barche, è anche la materia dell'arte incisoria per eccellenza: la xilografia. L’incisione su legno, riscoperta in Italia all’alba del Novecento da grandi artisti come Adolfo De Carolis, ebbe proprio in Romagna alcuni tra i suoi più validi interpreti: tra questi Antonello Moroni, Gino Barbieri, Francesco Nonni, Giannetto Malmerendi, Gino Ravaioli, Luigi Pasquini, Mimì Quilici Buzzacchi, che ebbero il merito di sapere fondere insieme i temi classici con il ricco repertorio figurativo della nostra terra.
Nelle opere di questi artisti aveva un posto di rilievo il mare, con il suo immenso patrimonio di narrazioni, simboli, suggestioni; un mare che - per chi viveva a più diretto contatto con la costa e la sua gente - veniva rappresentato con la vivacità e la concretezza degli strumenti e dei luoghi della vita quotidiana e del lavoro sul mare.
L’attenzione all’elemento popolare diventa parte del programma della celebre rivista "La Piè" fondata e diretta da Aldo Spallici, che intende "reinventare" le rappresentazioni e i simboli della tradizione romagnola attraverso le xilografie delle copertine e delle tavole fuori testo. Qui, grazie agli artisti che collaborano a "La Piè", insieme alla caveja, ai galletti, alle ghirlande, compaiono anche le prue occhiute dei trabaccoli, le zojè, le vele al terzo colorate e decorate, i mestieri del mare. Una presenza riconosciuta - e poi purtroppo quasi dimenticata - della costa e della marineria nella identità e nelle tradizioni della Romagna.
La mostra dedicherà spazio, inoltre, a quella forma speciale di xilografia che è la stampa romagnola su tela, che si svolge anch'essa con matrici di legno. Riccardo Pascucci ha infatti ritrovato nell'archivio della bottega d’arte della sua famiglia gli antichi stampi che mostrano come anche trabaccoli, bragozzi, vele al vento fossero nel repertorio dei motivi usati per ornare coperte, tovaglie, e tende per la spiaggia.

La mostra si avvale della collaborazione di Gianignazio Cerasoli, collezionista e studioso della xilografia romagnola, allievo di Umberto Giovannini che ha riscoperto e valorizzato questo patrimonio figurativo della nostra terra; e dello scrittore e saggista Antonio Castronuovo, Direttore della storica rivista "La Piè". La cura generale e il coordinamento della mostra è di Davide Gnola, Direttore del Museo della Marineria di Cesenatico.

Il catalogo è in vendita al Museo della Marineria in occasione della mostra.

Informazioni e prenotazioni: 0547-79205 - infomusei@cesenatico.it

Ufficio stampa e immagini: 329-2107711 museomarineria@cesenatico.it





ADRIATICA Compagnia di Navigazione

1932 - 2004


Mostra storico-documentaria

1 - 30 ottobre 2011


Al Museo della Marineria di Cesenatico una mostra dedicata ad illustrare con immagini e documenti la storia della Compagnia di Navigazione Adriatica, che dal 1932 al 2004 assicurò i collegamenti tra i porti del nostro mare.





torna la mostra su

"Garibaldi uomo di mare"

11 giugno - 4 settembre 2011


Il Museo della Marineria di Cesenatico, in collaborazione con Gesturist Cesenatico S.p.A., ripropone questa estate la mostra dedicata a "Garibaldi uomo di mare", in versione aggiornata per il 150 anniversario dell’Unità d’Italia. Una mostra che intende contribuire a far conoscere meglio l’uomo Garibaldi attraverso la sua professione originaria di marinaio, che resta un elemento determinante della sua biografia e della sua azione militare e civile.

La mostra di Cesenatico accompagna il visitatore - sulla scorta di immagini, oggetti, ricostruzioni, documenti - tra i vari aspetti e aneddoti del "Garibaldi marinaio": la prima formazione sui brigantini liguri nelle rotte per il mar Nero ancora infestate dai pirati; la scoperta degli ideali di indipendenza nelle taverne dei porti del Mediterraneo; l’arruolamento nella marina da guerra sarda sino alla fallita insurrezione di Genova e all’avventuroso e romantico periodo di esilio in Sud America, con i suoi naufragi, abbordaggi, e l’incontro con Anita. Poi il ritorno in Italia, e l’audace e sfortunato imbarco di Cesenatico sui bragozzi nel 1849 dopo la fine della Repubblica Romana, e in seguito il ritorno al mestiere del mare, con le navigazioni nel Pacifico e nei porti del sud-est asiatico al comando del veliero Carmen e il ritorno in Europa via Capo Horn. Infine, l’impresa dei Mille vista nei suoi aspetti marittimi, e le navigazioni "minori" di Garibaldi a bordo del primo piroscafo italiano ad elica, del suo cutter Emma, o del "beccaccino" con cui riuscì a beffare la sorveglianza navale attorno a Caprera.

La mostra presenta anche due documenti poco noti e di grande interesse: il "diario di bordo" autografo nel quale vengono annotate scrupolosamente le navigazioni tra 1850 e 1855, e l’episodio del giovane Garibaldi alle prese con la nascita della misteriosa isola Ferdinandèa.





Tornano a Cesenatico i Piccoli Lupi di Mare, due fine settimana per scoprire il mare, le sue grandi storie, avventure, giochi, personaggi.

Al Museo della Marineria di Cesenatico insieme ad Elisa Mazzoli, Cartabianca, pescatori, comandanti, artisti, musicisti, e veri lupi di mare.

Il via alle iniziative sarà dato dal varo del bragozzo appena restaurato nelle acque davanti al Museo, venerdì 27 maggio 2011, alle ore 10.

28 e 29 Maggio e 25 e 26 Giugno 2011: due finesettimana da non perdere a Cesenatico per i Piccoli Lupi di Mare.

Tornano per il terzo anno consecutivo a Cesenatico le iniziative organizzate per i bambini di tutte le età e per le loro famiglie dal Museo della Marineria di Cesenatico in collaborazione con Elisa Mazzoli.

Si comincerà dal mattino con laboratori di manualità e di arte legati alla marineria (con il comandante Federico Papetti, Gino Vasini e la squadra del Museo della Marineria) e alla fantasia (Anna Berton, Associazione Culturale Cartabianca, Compagnia Le Pu-pazze), si proseguirà il pomeriggio con narrazioni e laboratori (Elisa Mazzoli, Roberto Papetti, Associazione Cartabianca sulla spiaggia e nell'allestimento "I regali del Mare", nella sala mostre del Museo), per finire con serate speciali di incontri, giochi, spettacoli e performaces nella stiva del Trabaccolo Giovanni Pascoli nella sezione galleggiante e nel cortile del Museo della Marineria (Elisa Mazzoli racconta Garibaldi con musiche di Stefano Fariselli, Giorgio Scaramuzzino La (S)fortuna di Ganda, , Gek Tessaro mette in scena l'imperdibile performance Acquaria, e poi Lucrezia Tomas e Cartabianca in giochi di sabbia e colore).




Scuola di Marineria
Scuola di vela e navigazione storica
9 - 11 giugno 2011


Il Museo della Marineria di Cesenatico insieme all’Istituto Italiano di Archeologia ed Etnologia Navale (ISTIAEN) e in collaborazione con UISP Lega vela invitano alla scoperta di un modo autentico e totale di vivere il mare, riproponendo la terza edizione della scuola di vela con barche tradizionali.

Lo spirito che anima l'iniziativa è recuperare e valorizzare la nautica tradizionale, sia come prezioso patrimonio storico ed etnografico che abbraccia un intero orizzonte culturale (quello dei naviganti, dei pescatori e delle loro comunità, dunque della gente di mare nel suo complesso), sia come modo coinvolgente di vivere lo sport della vela, recuperando un rapporto diretto e originario con il mare, il vento, le tecniche per navigarlo.

Gli argomenti: dalla storia ed evoluzione di scafi e vele alla manovra e al governo delle imbarcazioni, dalle tecniche di navigazione all’uso degli strumenti nautici che hanno consentito lo sviluppo della navigazione stimata. Tre giornate di corso con lezioni intensive a bordo e a terra a seconda delle condizioni meteomarine.

Durata di tre giorni, da giovedì 9 a sabato 11 giugno 2011, con un massimo di 25 partecipanti ammessi. Mentre le lezioni e i briefing si sono tenute al Museo della Marineria di Cesenatico, per le lezioni in mare si sono impiegati un trabaccolo, un bragozzo e un lancione, barche a due alberi armate con vele al terzo, messe a disposizione dal Museo della Marineria di Cesenatico e dall'Associazione "Mariegola". I docenti - tutti riconosciuti esperti della materia - hanno preso parte attiva alle fasi pratiche di navigazione, consentendo così un riscontro immediato e una verifica concreta degli argomenti affrontati. La direzione scientifica del corso e il ruolo di tutor è stata affidata a Stefano Medas, archeologo e storico navale, Presidente dell'ISTIAEN.

L'iscrizione alla scuola ha avuto un costo a persona di euro 99 e ha compreso la partecipazione a tutte le attività didattiche comprese le uscite in mare.




Il Museo della Marineria di Cesenatico ha offerto a CNA-ECIPAR il proprio supporto tecnico e logistico per un corso teorico e pratico di "Tecnico per la riparazione e manutenzione di imbarcazioni storiche", della durata di 300 ore, presso la sede e i laboratori del museo da gennaio ad aprile 2011.


Negli ultimi anni il settore delle barche classiche e tradizionali con costruzione in legno ha avuto un grande impulso, e ha visto il recupero e il restauro, e in alcuni casi la ricostruzione, di molte imbarcazioni che sono state rimesse in condizioni di navigare. I proprietari di queste imbarcazioni hanno difficoltà a trovare cantieri in grado di intervenire su scafi in legno, o interessati a farlo; a volte i cantieri che possiedono le competenze tecniche non sono in grado di applicarle in modo corretto a barche di tipologia differente da quelle consuete del diporto. Lo stesso accade per alcune pratiche ormai quasi scomparse, come la realizzazione delle vele con armi e materiali tradizionali (es. le “vele al terzo” dell’Adriatico) e la loro tintura e decorazione; oppure la lavorazione dei particolari in legno o della ferramenta (bozzelli, bigotte, lande).

Il corso di Tecnico per la riparazione e manutenzione delle imbarcazioni storiche intende tentare di coprire questa lacuna, attraverso la formazione di un profilo di artigiano che possiede conoscenze tecniche e culturali che gli consentono di compiere interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su imbarcazioni con costruzione tradizionale in legno, appartenenti a tipologie storiche (es. lance. battane, yacht classici, ecc.) Le sue competenze comprendono la capacità di identificare e valutare l'imbarcazione nei suoi aspetti storico/culturali, oltrechè funzionali, e si estendono a tutte le parti che compongono la barca come insieme funzionale, compreso l'armo velico, nonché a conoscenze di base sulla navigazione con tecniche tradizionali.




Museo della Marineria Cesenatico - The Historical Diving Society Italia - Fumo di China

Fumetti subacquei
Disegni, nuvolette, avventure, della collezione Rambelli

5 dicembre 2010 - 9 gennaio 2011


Questo affascinante universo figurativo e di fantasie emerge - è il caso di dirlo - nella collezione dei "fumetti subacquei" di Faustolo Rambelli, dal 5 dicembre 2010 al 9 gennaio 2011 in mostra al Museo della Marineria di Cesenatico, in occasione dell’uscita del libro-catalogo omonimo pubblicato dall’Editrice La Mandragora, e curato, oltre che dal medesimo Rambelli, da Loris Cantarelli e Paolo Guiducci.
Faustolo Rambelli non ha bisogno di presentazioni nell’ambito della subacquea, dove ha un ruolo da protagonista grazie alle sue realizzazioni tecniche e imprenditoriali, ma ciò che lo distingue e lo rende un personaggio interessante anche al di fuori del settore è proprio la sua attenzione a 360 gradi verso tutti gli aspetti culturali legati al mondo sottomarino, dalla storia all’arte, dal cinema all’illustrazione, sino al fumetto, appunto.
In diversi anni di ricerca Rambelli ha potuto così mettere insieme una collezione di oltre 900 fumetti dei più svariati generi, ma tutti legati in qualche modo alla subacquea. Gli esperti di questa forma d’arte figurativa, ormai ampiamente accreditata dal punto di vista del valore artistico e culturale, hanno già rilevato l’importanza della raccolta; gli appassionati di mare - che sia sopra o sotto la superficie - insieme ai semplici curiosi, troveranno invece in questa mostra un’altra visibile conferma di come questo elemento resti sempre lo scenario più inesauribile dell’immaginazione e della fantasia.
Il libro Fumetti subacquei, a cura di Loris Cantarelli, Paolo Guiducci, Faustolo Rambelli, è pubblicato dall’Editrice La Mandragora.
La mostra si svolge in collaborazione con The Historical Diving Society, Italia (HDSI); "Fumo di China"; e con il supporto di Gesturist Cesenatico S.p.A.






Il Museo della Marineria di Cesenatico e l’Istituto Italiano di Archeologia ed Etnologia Navale (ISTIAEN) invitano alla scoperta di un modo autentico e totale di vivere il mare, riproponendo una nuova edizione della scuola di vela con barche tradizionali che l'anno scorso ha avuto grande successo e gradimento.
Lo spirito che anima l'iniziativa è recuperare e valorizzare la nautica tradizionale, sia come prezioso patrimonio storico ed etnografico che abbraccia un intero orizzonte culturale (quello dei naviganti, dei pescatori e delle loro comunità, dunque della gente di mare nel suo complesso), sia come modo coinvolgente di vivere lo sport della vela, recuperando un rapporto diretto e originario con il mare, il vento, le tecniche per navigarlo.
Gli argomenti spazieranno dalla storia ed evoluzione di scafi e vele alla manovra e al governo delle imbarcazioni, dalle tecniche di navigazione all’uso degli strumenti nautici che hanno consentito lo sviluppo della navigazione stimata. Alcuni laboratori consentiranno poi di sperimentare pratiche tradizionali legate al mare, come il taglio e la tintura delle vele, la costruzione e manutenzione delle imbarcazioni.

Il corso avrà la durata di quattro giorni

da giovedì 3 a domenica 6 giugno 2010

con un massimo di 25 partecipanti.

Le lezioni teoriche e i briefing si terranno al Museo della Marineria di Cesenatico, e saranno centrate sull’armamento delle barche e sulle tecniche di navigazione, sul salvataggio e la conservazione delle imbarcazioni e delle tradizioni nautiche, offrendo anche una rassegna della bibliografia specifica sui diversi argomenti. Le prove pratiche in mare saranno il prosieguo naturale delle lezioni teoriche, mettendo i partecipanti a diretto contatto con il governo e la manovra delle barche. Per le lezioni in mare saranno impiegate un trabaccolo, un bragozzo e un lancione, barche a due alberi armate con vele al terzo, messe a disposizione dal Museo della Marineria di Cesenatico e dall'Associazione "Mariegola". I docenti - tutti riconosciuti esperti della materia - prenderanno parte attiva anche alle fasi pratiche di navigazione, consentendo così un riscontro immediato e una verifica concreta degli argomenti affrontati. La direzione scientifica del corso e il ruolo di tutor è affidata a Stefano Medas, archeologo e storico navale, Presidente dell'ISTIAEN.

L'iscrizione alla scuola ha un costo a persona di euro 190 e comprende l'alloggio a Cesenatico per 4 notti a mezza pensione in albergo a tre stelle, oltre che la partecipazione a tutte le attività didattiche comprese le uscite in mare. Per chi intende pernottare autonomamente il costo per le sole attività della scuola è di euro 100.

Non è prevista alcuna precedente esperienza di vela, ma solo la voglia di vivere il mare in modo intenso e autentico. All'atto della conferma di iscrizione verranno fornite tutte le necessarie indicazioni pratiche (abbigliamento, dotazioni, precauzioni, ecc.).

Il Corso di vela al terzo e navigazione tradizionale fa parte delle attività della Scuola di marineria, un insieme di iniziative che il Museo della Marineria di Cesenatico intende proporre come occasione di svago e tempo libero, ma anche di conoscenza della cultura di un luogo e occasione di crescita umana. Il mare è da sempre una grande scuola di vita; è una risorsa per lo sport e il turismo; ma è anche una straordinaria miniera di opportunità per nuove proposte culturali e turistiche, in gran parte ancora da esplorare.

Il corso si svolge in concomitanza con la Festa della Marineria, che propone a Cesenatico un week end di incontri, occasioni e spettacoli tutti centrati sulla tradizione e cultura marinara.

In collaborazione con il Servizio Turismo e Qualità aree turistiche della Regione Emilia-Romagna.

Le barche e gli equipaggi sono messe a disposizione dalla associazione "Mariegola delle vele al terzo e delle barche da lavoro delle Romagne", che riunisce proprietari e armatori di scafi tradizionali della Riviera Romagnola.




Le antiche carte nautiche dell'Adriatico

Lo specchio del mare
Carte dell'Adriatico dal XVI al XIX secolo

Cesenatico, Museo della Marineria

Prorogata sino al 21 marzo 2010




La mostra sulle antiche carte nautiche del mare Adriatico che il Museo della Marineria di Cesenatico ha proposto per le festività natalizie ha riscosso un grande successo e gradimento da parte del pubblico. In considerazione di ciò, la mostra è rimasta aperta fino al 21 marzo.


Le circa cinquanta carte in mostre appartengono alla collezione di Marco Asta, e vanno dai primi esemplari del XVI secolo sino a giungere a metà Ottocento, quando la cartografia vede mutare le sue tecniche e procedimenti.

Le carte nautiche, oltre che affascinanti opere di arte e di scienza, sono appunto anche lo "specchio" nel quale è possibile leggere la storia e l'identità di uno spazio così speciale come il mare: luogo selvaggio, dove non è possibile tracciare confini, ma da sempre teatro dei decisivi eventi commerciali, militari, sociali, che determinano la vita delle nazioni. Questo è ancora più vero per l'Adriatico, che fu sin dall'antichità un vero crocevia di popoli, e che in epoca moderna vide avvicendarsi le più importanti marinerie europee, ognuna delle quali ebbe dunque la necessità di mettere in campo i suoi migliori cartografi. Attraverso le carte possiamo vedere i cambiamenti storici come l'ascesa e il declino di Venezia, l'arrivo delle flotte europee, la nascita della marina austro-ungarica contrapposta al neonato Regno d'Italia; e dal punto di vista tecnico, apprezziamo l'evoluzione della tecnica cartografica attraverso le opere di Forlani, Barenszt, Blaeu, Levanto, l'abate Coronelli, sino al Furlanetto, De Lucio, Grubas, e agli esploratori-scienziati dell'Ottocento.

La collezione del medico bolognese Marco Asta è tra le più importanti in Italia e in Europa. Non sono molte infatti - nemmeno tra le biblioteche e gli archivi pubblici - le raccolte che possono documentare un mare in modo così accurato ed estensivo. Un risultato che si deve al grande impegno profuso in un passatempo nato dalla passione per il mare e la vela, diventato in realtà lavoro di ricerca e conoscenza.

Le carte sono state oggetto di una completa campagna fotografica da parte dell'Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, che ha compreso l'importanza storica e documentaria della raccolta, anche in relazione all'identità adriatica della nostra Regione.

Il catalogo contiene interventi di Marco Asta, Paola Presciuttini, Vladimiro Valerio (catalogo in vendita al bookshop del Museo, disponibile anche per librerie).





Festival della Marineria
15 - 20 giugno 2009.


Nuona rassegna dal titolo Marineria. Festa di tradizioni, barche, sapori, dedicata alle tradizioni e alla cultura marinara. L’iniziativa ha origine nel forte impulso di valorizzazione della propria identità marinara che la cittadina romagnola porta avanti da molto tempo, e che ha dato vita a importanti realizzazioni.
Basti ricordare il dinamico e originalissimo Museo della Marineria, la fitta presenza di barche tradizionali naviganti, il recupero del centro storico attorno al Porto Canale Leonardesco, ecc. Marineria si svolge grazie al fondamentale contributo e alla collaborazione della Regione Emilia-Romagna, che con la manifestazione Incontri di Mare promuove la riscoperta e la valorizzazione della identità marinara come occasione di promozione turistica.
Di una rassegna dedicata al mare e alle sue tradizioni si sentiva da tempo l’esigenza, e Cesenatico ha inteso raccogliere la sfida - lanciata da diversi operatori e dalla stampa specializzata - di realizzare anche in Italia un evento che possa raccogliere temi e suggestioni senz’altro cari agli appassionati, ma anche appettibili per un pubblico molto più vasto. Negli ultimi anni si riscontra infatti un rinnovato interesse verso il mare e le barche d’epoca, e i tempi sembrano maturi per mettere a frutto un patrimonio di esperienze, relazioni, opportunità che si costituito anche sul mare Adriatico ad opera di Enti Pubblici, Associazioni, Circoli Nautici, singoli armatori. Senza dimenticarte che la Riviera Romagnola è senz’altro uno dei luoghi più dinamici sul versante del rapporto tra turismo e cultura, intesa anche come capacità di cogliere e valorizzare la storia e le suggestioni dei luoghi.







Al Museo della Marineria di Cesenatico (30 novembre 2008 - 6 gennaio 2009) una mostra di Emanuela Tenti, la più nota e apprezzata pittrice italiana di ship portraits

Le opere in mostra a Cesenatico sono state dedicate alle barche della tradizione mediterranea, a navi e soggetti marini, con un omaggio ad alcune tipologie di imbarcazioni dell’Adriatico.
La mostra è stata accompagnata da filmati di barche d’epoca.

Cartella / catalogo della mostra: Emanuela Tenti.
Acquerelli di marina (Museo della Marineria, 2008) in vendita al bookshop del Museo.

Sito web: Emanuela Tenti





Al Museo Marineria di Cesenatico
una mostra sui mestieri e i paesaggi dell'Adriatico


8 luglio - 31 agosto 2008

Il mare nelle mani
Immagini e parole sui mestieri dell'Adriatico
Un viaggio di Tonino Mosconi e Fabio Fiori



Il Mare nelle mani è il titolo della mostra che il Museo della Marineria di Cesenatico propone nell'estate 2008, a partire dall'8 luglio e sino al 31 agosto. È un viaggio per immagini e parole, in compagnia del fotografo Tonino Mosconi e dello scrittore Fabio Fiori, lungo le coste occidentali dell'Adriatico, dall'Istria al Salento, alla scoperta di "mestieri minori" e di inediti paesaggi costieri. Dalla piccola pesca alle colture vallive, dalle saline ai trabocchi, dai costruttori di forcole a quelli dei "mosconi". Un itinerario geografico ed umano, attraverso il lavoro di un popolo del mare che, lontano dai grandi porti e dai sistemi di produzione industriale, rimane depositario di una cultura nobile e antichissima che si è evoluta nel rispetto di un ambiente ora ostile ora amico, sempre comunque fonte di sostentamento. Una cultura marinara ricca di tradizioni, profondamente radicata al territorio costiero italiano, capace di tenere vivo il senso di appartenenza e saperlo di tramandare. Un'arte di vivere e lavorare con le mani. Mani forgiate nell'acqua e nel sole, nel quotidiano, intimo, rapporto con il mare. In parallelo, le immagini di Mosconi e i testi di Fiori ci conducono anche alla scoperta delle "rive urbane" dell'Adriatico, mille chilometri che rivelano una poco nota diversità di ambienti e scorci di folgorante bellezza. In definitiva, immagini, parole e oggetti che ripropongono il volto autentico di questo mare, apparentemente periferico, ma in realtà da sempre protagonista dei cambiamenti economici, politici, ambientali del nostro paese e degli altri che vi si affacciano. E soprattutto, l'idea di fondo che il mare, e in particolare l'Adriatico - con i suoi ritrmi lenti, con i suoi limiti e le sue leggi - sia per noi anche un grande esempio e una scuola di sostenibilità, per usare una parola oggi in voga.


   





I° Convegno Nazionale di Archeologia,
Storia e Etnologia Navale


4-5 aprile 2008


Si è tenuto a Cesenatico, nei giorni 4-5 aprile 2008, il Primo Convegno Nazionale di Archeologia, Storia ed Etnologia Navale, promosso e organizzato dall'Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale (ISTIAEN) insieme al Museo della Marineria di Cesenatico, dove il convegno è stato ospitato.

Appuntamento a lungo atteso e di notevole rilievo, perché è stato il primo grande convegno italiano dedicato all'archeologia navale, un settore nel quale negli ultimi decenni vi sono stati nel nostro Paese importanti ritrovamenti ed esperienze, che necessitavano di un momento di comunicazione e scambio, da portare anche all'attenzione del pubblico.

Sono state previste tre sezioni dedicate rispettivamente all'archeologia, alla storia e all'etnologia, con la finalità di offrire il quadro più completo possibile dello stato attuale della ricerca storico-archeologica marittima in Italia. Il programma, molto ricco di interventi, ha previsto relazioni da parte dei principali studiosi che operano nei rispettivi settori di ricerca, quali Università, Soprintendenze, Enti e Società di ricerca, Musei e Istituzioni civili e militari.

Il convegno è stato dedicato alla memoria di Mario Marzari, triestino, autore di fondamentali contributi di storia e di etnologia navale, socio fondatore e poi Presidente dell'Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale.

L'iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Cesenatico insieme a Gesturist Cesenatico S.p.a. e dagli sponsor ufficiali Archeotecnica P.s.c.a.r.l. e La Dragaggi S.r.l. È stato chiesto il patrocinio dei principali Enti e Istituzioni impegnati nel settore della ricerca e tutela del patrimonio storico marittimo, e in particolare: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto - NAUSICAA; Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna; Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana; Regione Emilia-Romagna; Regione Veneto; Marina Militare; Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali - Regione Emilia-Romagna.





A Cesenatico la mostra


"Garibaldi uomo di mare"



7 luglio - 9 settembre 2007



Il Museo della Marineria di Cesenatico ha dedicato una mostra a "Garibaldi uomo di mare" che, attraverso immagini, stampe, carte nautiche, documenti e filmati, ha accompagnato il visitatore alla scoperta del mestiere originario dell'Eroe dei Due Mondi. Un aspetto poco conosciuto eppure significativo: molte abilità e attitudini tipicamente marinaresche si ritrovano infatti nell'agire di Garibaldi, come la cura del dettaglio che può compromettere o assicurare il successo; la capacità di interpretare uno scenario complesso e prendere rapidamente una decisione; il considerare il mare o un fiume non un semplice ostacolo, ma al contrario una risorsa utilizzabile in battaglia.


La vita del marinaio Garibaldi è stata illustrata a partire dalla formazione come mozzo sui brigantini liguri nelle rotte del mar Nero ancora infestate dai pirati, alla scoperta degli ideali di libertà nelle taverne del Mediterraneo, sino all'arruolamento nella marina da guerra sarda in vista della insurrezione di Genova; il periodo sudamericano, avventuroso e romantico come un romanzo di Salgari, con battaglie, abbordaggi, naufragi, e il fatale incontro con Anita; il ritorno in Italia, la difesa della Repubblica Romana e il tragico imbarco di Cesenatico; il ritorno al mestiere di capitano marittimo con le navigazioni nel Pacifico e in Atlantico con il passaggio di Capo Horn; infine, l'impresa dei Mille nei suoi aspetti marittimi e le navigazioni "minori" a bordo del primo piroscafo italiano ad elica, del cutter Emma, o del "beccaccino" con cui riuscì a beffare il blocco navale intorno a Caprera.


La mostra ha presentato anche due documenti inediti: il diario di bordo in cui l'Eroe dei Due Mondi annotò le sue navigazioni tra 1850 e 1856, e la vicenda del giovane Garibaldi alle prese con la nascita della misteriosa isola Ferdinandea. Ampio spazio è stato dedicato all'imbarco di Cesenatico e allo scontro con la flotta austriaca al largo del Delta del Po, sulla scorta dei documenti presenti nell'archivio storico comunale della città romagnola.


La mostra, curata dal Museo della Marineria insieme a studiosi ed esperti di storia marittima, si è avvalsa della collaborazione di importanti musei, collezionisti, archivi. Anche le collezioni permanenti del Museo della Marineria sono state coinvolte: il museo conserva infatti alcuni bragozzi del medesimo tipo di quelli utilizzati da Garibaldi nel 1849.


In occasione della mostra è stato pubblicato il volume "Garibaldi uomo di mare", con interventi di Davide Gnola, Giovanni Panella, Bruno Ballerin, Marco Bonino, e con una antologia di pagine marinare dello stesso Garibaldi.


 
 
 
 
 
 
 

Frontespizio del libretto di navigazione di Garibaldi, rilasciato nel 1855 (dall'opera in questione, p. 67; l'originale è conservato presso le Civiche Raccolte Storiche - Fondo Curatulo, Milano).




Vele al terzo. I colori della storia


Il Museo della Marineria, dal 3 dicembre 2006 al 7 gennaio 2007, ha proposto una nuova mostra dedicata ad uno dei temi più suggestivi della marineria tradizionale: le vele colorate e decorate che diedero vita in Adriatico ad una vera e propria "araldica del mare".


L'usanza di dipingere le vele è antichissima, come attesta la letteratura e la mitologia classica; tuttavia, è nel periodo dell'ultima marineria a vela adriatica che la decorazione delle "vele al terzo" di bragozzi, trabaccoli e altre barche minori divenne un fenomeno di grande valore storico e antropologico, e in seguito anche una forma di espressione artistica popolare. Per lungo tempo, infatti, queste vele a forma di trapezio e col pennone sporgente un terzo avanti all'albero (da qui il nome), furono sempre colorate con le caratteristiche tinte ocra delle terre naturali, e decorate con iniziali, simboli e disegni.

La tintura delle vele, oltre alla funzione di proteggere le fibre della tela, ebbe soprattutto lo scopo di contraddistinguere le barche attraverso le campiture dei colori e l'aggiunta di lettere alfabetiche e simboli: una forma primaria di comunicazione, straordinariamente efficace per identificare ad esempio le barche al largo o al loro arrivo in porto. Col tempo le decorazioni divennero sempre più elaborate, dando vita ad una vera e propria "araldica del mare", dove ogni famiglia di pescatori andava orgogliosa della sua vela come gli antichi cavalieri del loro scudo.

La mostra è stata l'esito di una ricerca sulle vele al terzo in Adriatico che ha prodotto - dopo un lungo percorso di studio, analisi, raccolta dati - la realizzazione di venticinque poster con la raffigurazione delle vele appartenute alla marineria da pesca e da lavoro delle più note città della costa adriatica negli ultimi duecento anni. Attraverso la raccolta si rappresentano anche i simboli e le cromie che hanno contraddistinto e caratterizzato l'armo delle vele dagli inizi dell'800 fino agli anni '50 del '900. Sono stati esposti anche materiali e strumenti come le terre, i pestelli, le spugne usate per la tintura, mentre nell'adiacente padiglione della Sezione a Terra del Museo si sono potuti "toccare con mano" diversi esemplari di vele e conoscere meglio origine, struttura e funzionamento di questo tipo di attrezzatura. Una sezione della mostra è stata dedicata ad alcune opere pittoriche e grafiche ispirate direttamente alle suggestive vele che fino all'avvento della motorizzazione coloravano i porti canale e le spiagge dell'Adriatico. Hanno completato l'allestimento rari filmati e immagini d'epoca.




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