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ITALIA


Museo della Marineria Tommasino-Andreatta

Piazza Gagliardo

Chiavari


 

Chiavari in una tavola da Matteo Vinzoni, Il Dominio della Serenissima Repubblica di Genova in terraferma, 1773, edizione anastatica in 2010 copie dell'Istituto Geografico De Agostini, pubblicata nel 1959 in occasione del cinquantenario (1905-1955) della Compagnia Imprese Elettriche Liguri (C.I.E.L.I.), (coll.priv.). L'originale, in due volumi, si trova presso la Biblioteca Civica Berio di Genova


A Chiavari
in piazza Gagliardo vulgo Piazzetta dei Pescatori, l'edificio d'angolo ospita il Museo Marinaro "Tommasino - Andreatta". Sulla facciata che prospetta su corso Valparaiso nel 2001 è stata affrescata una bella meridiana sovrastata dallo stemma dei cantieri Gotuzzo, in fondo alla quale compare l'immagine della goletta Fidente (1922), "l'ultimo dei grandi velieri varati nel Rione Scogli dai Gotuzzo".



Scrive Aldo Caterino - in Memorie dal mare: l'immenso libro di Papà Lucerna, a cura di Ernani Andreatta - "I più importanti musei marittimi vennero creati all'inizio del Novecento per iniziativa di privati cittadini appassionati di mare e di storia locale, che misero a disposizione i materiali da essi raccolti nel tempo. Ciò non avvenne solo nella grandi città marittime, centri di traffici e industrie, ma anche nei piccoli porti della costa, che nel periodo velico avevano magari armato ingenti flotte di bianchi velieri.

Il valore di tali musei non risiede tanto nella rarità o nella preziosità dei cimeli esposti, ma nella loro importanza come memorie storiche vive e palpitanti di un passato che non tornerà più.

Questo è anche il caso del Museo Marinaro "Tommasino - Andreatta", fondato il 6 luglio 1997. Frutto dell'impegno del comandante Eranani Andreatta, è oggi ospitato presso l'Antica Casa Gotuzzo, nel cuore stesso della storia marinara chiavarese.


Il nucleo centrale del museo è costituito dai modelli naviganti radiocomandati donati da Franco Tommasino, mentre il resto proviene da lasciti e donazioni private, soprattutto di famiglie chiavaresi, che hanno così voluto sottolineare l'attaccamento alla loro città. Una piccola parte, infine, è stata acquistata sul mercato antiquario per completare i settori ancora scoperti e fornire una documentazione esauriente delle varie tipologie di oggetti.

Di particolare importanza è la collezione degli attrezzi da lavoro, provenienti dalle più note famiglie di maestri d'ascia, calafati, segantini e carpentieri chiavaresi, una vera miniera per chiunque desideri conoscere le tecniche costruttive del secolo scorso.

La storia marinara di Chiavari data dal Medioevo, quando la città fu fondata dai Genovesi per tenere sotto controllo il Tigullio e i riottosi feudatari Fieschi, diventanto subito una postazione strategica di eccezionali importanza.



Come centro armatoriale e di costruzioni navali raggiunse l'apice nell'Ottocento, epoca alla quale risale la maggior parte degli oggetti esposti. Costruttori navali come Matteo Tappani, Francesco e Luigi Gotuzzo e armatori quali i Dall'Orso, i Sanguineti, i Raffo e i Beraldo, portarono il nome di Chiavari in giro per il mondo. Innumerevoli bastimenti genovesi e camoglini presero forma sugli scali chiavaresi, a sottolineare la tenacia e la capacità dei costruttori locali, che sapevano tener testa alla più agguerrita concorrenza nazionale.

Né possono essere dimenticate le famiglie dei maestri d'ascia e dei calafati, come i Maccianti, i Risso, Solari, i Bertuletti, i Della Pietà, i Moladuri e altri ancora, vere e proprie dinastie nelle quali il mestiere si trasmetteva di padre in figlio con tutto il corredo di segreti e astuzie che facevano di questi artigiani dei veri fuoriclasse nel loro genere.

Per conservare la memoria di quelle vicende e di quegli uomini si è voluto dar vita a un'esposizione permanente sulla marineria chiavarese, allestita in uno degli edifici più antichi del Rione: casa Gotuzzo".



Il manifesto realizzato in occasione dell'inaugurazione del Museo.


Foto W. Rossi, 10 maggio 2007




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