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ITALIA


GALATA, MUSEO DEL MARE

Calata De Mari, 1 (Darsena - Via Gramsci), 16126 Genova
Tel. + 39 010 2345655 - Fax. + 39 010 2345565
e-mail: info@galatamuseodelmare.it

ORARIO
Da Novembre a Febbraio
martedì - venerdì 10.00 - 18.00 (ultimo ingresso 17,00)
sabato, domenica e festivi 10.00 - 19.30 (ultimo ingresso 18.00)
Da Marzo a Ottobre
martedì - domenica 10.00 - 19.30 (ultimo ingresso 18.00)

SERVIZI:
Bookshop
Caffetteria
Audioguide in lingua italiana
Audioguide per non vedenti ed ipovedenti
Scooter elettrico per persone con disabilità motoria

UFFICIO INFORMAZIONI GALATA MUSEO DEL MARE
Tel. 010 2345655.
e-mail: accoglienza@galatamuseodelmare.it

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA PER SCUOLE E GRUPPI:
Incoming Liguria tel. 010 2345666 fax 010 2465422. E-mail: mailto:info@incomingliguria.it
Prenotazioni on-line: www.incomingliguria.it

VISITE GUIDATE PER GRUPPI DI ADULTI E PER GRUPPI SCOLASTICI:
Prenotazioni e informazioni Incoming Liguria (vedi sopra)




Parallelamente al Museo Civico Navale nella sua sede storica di Genova-Pegli, nel 1995-96 fu fondato - nell’antico Mandraccio rinnovato in occasione delle celebrazioni colombiane del 1992 - il Padiglione del Mare e della Navigazione, collocato nei Magazzini del Cotone. Nel 2002 fu pubblicato l'imponente catalogo PADIGLIONE DEL MARE E DELLA NAVIGAZIONE: CATALOGO SCIENTIFICO, tuttora validissimo strumento di lettura delle collezioni del Galata - Museo del Mare, oggi insediato nella nuova sede della Darsena.


Inaugurato il 31 luglio 2004, il Galata è un museo sui generis per due ragioni: il "contenitore" stesso è un museo di per sé, nell'essere un monumento della marineria della Superba; e il "contenuto"- articolato in 23 grandi sale per una superficie complessiva di 12.000 mq - è organizzato secondo aree tematiche e cronologiche allestite con una spettacolare multimediale scenografia d'autore, che ripercorrono l'evoluzione del porto e della città marittima, a partire dall'Alto Medioevo.



L'edificio, chiamato come i circostanti - Caffa, Metelino, Tabarca, Cembalo - con il nome di una delle colonie genovesi d'oltremare, è oggi il più antico della Darsena, risalente all'Arsenale della Superba: alla fine del Cinquecento, infatti, si voleva intensificare la costruzione di galee ma non si disponeva, lungo la riva, dello spazio necessario per scali aggiuntivi.

Si realizzò allora una piattaforma in muratura, parallela al fronte mare, sulla quale furono creati i nuovi scali che, negli anni protetti con coperture a volte, diventarono vere e proprie gallerie per il ricovero delle galee, e assolsero tale loro funzione per tutto il Seicento.

Durante il secolo successivo gli scali furono convertiti in depositi di artiglieria e, dopo l'annessione al Regno sabaudo - ampliati con l'aggiunta di due piani a volte - divennero il deposito più imponente dell'Arsenale marittimo.

Dopo il trasferimento di quest'ultimo a La Spezia, l'edificio fu ceduto al Comune di Genova, che lo sviluppò ulteriormente per realizzarvi una serie di magazzini commerciali sul modello dei docks londinesi, emblematici della vocazione mercantile della Città.

Il recente intervento, ad opera dell'architetto Guillermo Vazquez Consuegra, ha compreso il restauro del variegato complesso antico e la realizzazione di strutture in acciaio e cristallo, che si affacciano sulla Città e creano ampi spazi per l'accoglienza e le aree di servizio.


La facciata ottocentesca con l'orologio.


Il Galata, quindi, protagonista e spettatore della storia navale e marittima di Genova nell'arco di quattro secoli, è sembrato la sede ideale per un museo che intende ricostruire e documentare le diverse tappe di tale intenso cammino.


La collezione, esposta su circa 8.000 mq dei 12.000 complessivi, è un percorso cronologico che, a partire dal porto del XV secolo arriva fino all'età contemporanea, passando per le tre "età" della marineria: l'età del remo, che racconta la vita sulle galee e nell'antico arsenale, l'età della vela, che parte dai vascelli e giunge fino agli ultimi clipper e, infine, l'età del vapore, con la nascita e affermazione dei piroscafi.


Il Galata non è un edificio a "misura d'uomo", ma piuttosto, a "misura di nave". I suoi spazi sono appositamente studiati per ospitare le galee e quanto contengono. Questo ha offerto una straordinaria opportunità: la mostra delle opere originali è interrotta da tre grandi ricostruzioni, in scala 1:1, che animano e caratterizzano il percorso di visita: una galea genovese del Seicento , un brigantino - goletta dell' Ottocento e gli ambienti diversi di un piroscafo per emigranti, al principio del Novecento. In questo caso è stato allestito un tratto di fiancata, attraverso il quale è possibile entrare a bordo, accedere ai dormitori, maschili e femminili, e salire al ponte superiore, dove sono ricostruite infermeria, cabina di seconda classe, refettorio e cabina del Commissario di bordo. Più oltre è ricostruito il ponte di coperta del piroscafo, dove hanno trovato posto sia una wheelhouse originale, sia la sala delle feste dello yacht imperiale asburgico "Yaza".


In particolare quest'ultimo piano è dedicato alla grande emigrazione italiana: con il successo della mostra La Merica!, attraverso la quale il visitatore munito di biglietto di viaggio e passaporto ha potuto rivivere i momenti salienti della vita di un emigrante, il Galata Museo del Mare ha compiuto un ulteriore passo verso la realizzazione del Museo dell'Emigrazione. Il 2011 vedrà infatti il completamento dell' allestimento del 3° piano con le sezioni dedicate all'emigrazione in Brasile e in Argentina.


Recentemente è stata effettuata l'apertura al pubblico del sommergibile Nazario Sauro: il più grande sommergibile italiano diventato nave - museo è visitabile in acqua a partire dalla primavera 2010. Il visitatore inizia l'immersione scendendo nella pancia del sommergibile munito di casco per la sicurezza e di audio guida interattiva, che si attiva automaticamente in alcuni punti strategici lungo il percorso per raccontare la vita di bordo. Ad integrare e preparare la visita al sommergibile, la sezione preshow allestita al terzo piano del Museo che consente di interagire con maggiore tempo a disposizione con alcune delle strumentazioni che a bordo non sono accessibili per motivi di spazio e di sicurezza.


Un testo dell'ing. Luciano Balzarini sul Sauro, preceduto da una breve storia della sommergibilistica italiana, alla pagina nazario_sauro.htm




Per ulteriori informazioni www.sommergibilenazariosauro.it


Il Galata Museo del Mare è di proprietà dei Comune di Genova che lo amministra e ne cura la direzione artistica, scientifica e culturale attraverso il MuMa - Istituzione Musei del Mare e della Navigazione. La gestione è di Costa Edutainment spa, azienda costituita nel 1997 per iniziativa imprenditoriale della famiglia Costa, ed oggi leader in Italia con circa 5 milioni di visitatori all'anno. Ad essa si affianca un Consorzio di Cooperative Sociali che assicura la sorveglianza e altri servizi aggiuntivi.


Il piano terra è dedicato al "Remo" e alla navigazione delle galee
Il primo e il secondo piano illustrano invece la "Vela", dai galeoni ai vascelli.
E il terzo piano - che ha ospitato la mostra " TRANSATLANTICI : scenari e sogni di mare " - è rivolto al "Vapore", dai primi piroscafi alle ultime navi da crociera.
Ma già nell'atrio luminoso, ad introdurre il viaggio all'interno del Galata, si può ammirare un modello di grandi dimensioni della M/N Raffaello, come pure una barca (lancia di appoggio) per i palombari, impiegata dopo l'ultimo conflitto mondiale per recuperare i relitti delle numerose navi affondate nel porto genovese.


Il percorso di visita inizia attraverso la galleria d'ingresso, che guida e focalizza l'occhio del visitatore su una serie di immagini del porto tardo-medievale.
Tra queste campeggia l'imponente quadro di Cristoforo Grassi, datato 1597 ma in effetti copia di un quadro collocabile intorno al 1481, quindi testimonianza vivida e realistica della Città com'era.


La Sala 1 è dedicata a Cristoforo Colombo: modelli ottocenteschi delle sue navi (sotto, il modello della Santa Maria), strumenti nautici in uso all'epoca, una celebre raccolta di documenti autografi e il famoso Codice dei Privilegi, copia miniata coeva dell'originale conservato a Siviglia, con cui i Sovrani di Castiglia insignivano l'Ammiraglio del Mare Oceano di proprietà e incarichi a corte.

Al centro della sala, il celebre quadro attribuito al Ghirlandaio, il più antico tra gli svariati che ci presentano le presunte fattezze dello Scopritore, in realtà mai ritratto in vita (una galleria di immagini di Colombo alle pagine apposite del sito francofono www.cristobal-colon.net, dedicato interamente al Genovese).



Anonimo artigiano genovese, fine XIX secolo: ampolla che si dice contenga residui pulvirulenti di Cristoforo Colombo, ritrovati a Santo Domingo nel 1877.


La questione della vera sorte dei resti di Colombo e dell'ubicazione della sua sepoltura, rivendicata dalla Spagna e dalla Repubblica Dominicana, è stata oggetto di diatribe per oltre un secolo.

Sono state quindi effettuate analisi sul DNA delle spoglie sepolte a Siviglia, per arrivare a una conclusione. Un ampio resoconto delle vicende storiche e degli studi attuali è pubblicato nella pagina apposita del sito francofono www.cristobal-colon.net.



Completano l'esposizione alcuni strumenti nautici (quadrante nautico, quadrante di Gunter, balestrigia, bussola, clessidra a 30 minuti, astrolabio astronomico e astrolabio nautico) in uso sul finire del XVI secolo.


La Sala 2, intitolata "Antico arsenale: schiavi, forzati e buonavoglia", con un allestimento suggestivo mette il visitatore "a tu per tu" con uno schiavo, un forzato e un buonavoglia: fedelmente riprodotti e vestiti secondo l'iconografia dell'epoca, rappresentano le tre categorie che sedevano sui banchi di voga, in una parola la "forza motore" delle galee. Nel XVI secolo, segnato dalla guerra tra Spagnoli e Turchi, la galea è la "regina" del Mediterraneo. In quel periodo l'Arsenale genovese funziona "a pieno regime": un grande dipinto coevo di Gio. Batta Costanzo e un plastico illustrano l'antica Darsena e l'area cittadina circostante.

La Sala 3 ricostruisce un'Armeria secentesca: dietro una cancellata sorvegliata da due "soldati delle galee" con le loro caratteristiche divise, vediamo elmi, corazze e armi bianche che costituivano la dotazione dei soldati a bordo.

Sui corpetti e sugli elmi sono ancora ben riconoscibili sia i colpi assestati per verificarne la resistenza prima dell'uso sia i segni riportati in combattimento.

Una sezione illustra l'evoluzione della polvere da sparo e dei primi pezzi d'artiglieria.


Le Sale 4-6 sono dedicate alla galea: l'antico scalo - dove è stata in parte restaurata la muratura originale in pietra a faccia vista per una più realistica rilettura del manufatto - ospita la ricostruzione fedele di una galea secentesca, lunga 40 metri e alta a poppa 9 metri, ricostruita sulla base di una ricerca storica durata 3 anni, collocata sullo scivolo di varo, come pronta a scendere in acqua.


Dai terrazzi laterali se ne può vedere il fasciame e l'interno, dal quale affiorano le tante voci del mare, con un uso suggestivo del sonoro che si ritrova in altre ambientazioni del Museo; dal piano superiore si vede l'intera coperta, con la "corsia dell'aguzzino" tra i banchi di voga e la carrozza di poppa destinata a passeggeri di riguardo, sorretta da due cariatidi in legno scolpito.

"Galea" deriva dal greco bizantino galaia, pescespada, e infatti nello sperone richiama la forma di questo pesce.





Al primo piano la Sala 7 è dedicata ad Andrea Doria,figura centrale della storia di Genova e ammiraglio al servizio della potentissima Spagna di Carlo V. Gli anni della guerra contro i Turchi coincidono con una fase di straordinario arricchimento per i genovesi. Una gran parte dell'argento proveniente dall'America approda a Genova: questo momento rivive nella ricostruzione dell'arrivo dei forzieri, originali dell'epoca.


La Sala 8 ospita invece l'imponente collezione geografica dei Musei del Mare, con due grandi globi, celeste e terrestre, del 1688 e una sontuosa raccolta di atlanti policromi, rappresentativi della migliore produzione europea cinque-secentesca, da Blaeu a Braun & Hogenberg a Coronelli a De wit a Ortelio ...


Efficace è il sistema di esposizione e allo stesso tempo di consultazione virtuale delle opere: gli originali sono custoditi in teche di cristallo mentre un monitor, con il quale il visitatore può interagire, ne ''sfoglia'' le pagine sullo sfondo di un mare in movimento, consentendone l'agevole lettura e la decifrazione di antiche annotazioni, in italiano, greco e arabo.




Ortelio
Theatrum Orbis Terrarum, 1570

Braun & Hogenberg
Civitates Orbis Terrarum, 1612


Il primo piano si conclude con la Sala 9, dedicata ai pittori di marina sei-settecenteschi, che rappresenta la parte artisticamente più rilevante del museo. Come straordinarie fotografie, i dipinti riportano davanti ai nostri occhi combattimenti navali, tempeste e naufragi. Ad essi si uniscono disegni e incisioni che illustrano la costruzione navale dell'epoca, e il più antico modello esistente in Liguria di vascello secentesco, in origine un ex voto.

Al secondo piano la Sala 10 ricostruisce il lungo e travagliato processo di trasformazione di Genova, dalla fine della Repubblica alla dominazione napoleonica e poi sabauda, fino all'Unità d'Italia: tra i pezzi più evidenti, il celebre quadro che rappresenta il bombardamento della Città ad opera della Marina francese nel 1684, e un grande plastico con modelli di vascelli genovesi.


La Sala 11 è intitolata Naufragare a Capo Horn. Attraverso strumenti multimediali viene riproposta la drammatica esperienza di un naufragio nelle acque di Capo Horn. Un sistema di simulazione in real time mette il visitatore "a tu per tu" con il mare in tempesta, permettendo così di immaginare e rivivere "virtualmente" le difficoltà, le emozioni, e le paure di chi per secoli ha solcato i mari sfidando gli elementi della natura. Al centro della sala la lancia di salvataggio di una baleniera, una imbarcazione di circa quattro metri, è un esempio di come realmente si affrontava il mare in situazioni estreme.

La Sala 12 è idealmente collegata alla precedente, nel presentare una moltitudine di suggestivi strumenti e carte nautiche del Sette-Ottocento, in parte di proprietà del Museo e in parte provenienti dalla collezione dell'Istituto Idrografico della Marina.





Se le Sale precedenti hanno mostrato con quali difficoltà e con quali mezzi si navigasse nell'Ottocento, la Sala 13 consente la visita di una nave attraverso la ricostruzione di un ponte di coperta di un brigantino-goletta, con la tuga originale di un veliero inglese, uno splendido timone a caviglie e un salpa-ancore perfettamente funzionante.
Il brigantino - goletta era un'imbarcazione mercantile, che viaggiava sia nel Mediterraneo sia nell'Atlantico, portando i carichi più diversi.
Ascoltando in sottofondo il realistico mormorio delle voci e dei rumori di bordo, è possibile salire sul ponte di coperta, e camminare tra gli strumenti originali ancora funzionanti, affacciarsi nella sala nautica, curiosare attraverso gli oblò della tuga dei marinai, e azionare il timone. Verso poppa il visitatore può sporgersi ad ammirare la cabina del comandante, perfettamente ricostruita con oggetti d'arredo e strumenti e carte nautiche originali.




Per concludere il tema della nave nell'Ottocento, la Sala 14 ne illustra le tecniche di costruzione, con gli uffici dei disegnatori, una sala a tracciare riprodotta sul pavimento, laboratori attrezzati con macchine originali, e infine il leudo in costruzione sulla spiaggia, sotto la direzione del maestro d'ascia Matteo Tappani (Gems Display Figures, Londra 1998).


A chiudere il piano il nuovo allestimento della sezione "Yachts Portraits - La collezione di Beppe Croce" che riproduce l'interno di uno Yacht Club inglese di fine 800. Ispirato al mitico Royal Yacht Squadron, il più prestigioso club nautico del Regno Unito che ha sede sull'isola di Wight, la nuova sezione permanente consente al visitatore di compiere un salto indietro di 150 anni negli esclusivi ambienti frequentati dalla nobiltà inglese. Tra un centinaio di preziosi dipinti della Collezione Beppe Croce, tra tappezzerie e tendaggi di pregio, poltroncine tipiche anglosassoni in pelle Chesterfield, si possono ammirare "ritratti" speciali: non di persone, ma di barche a vela. Quadri a olio, acquarelli e litografie d'epoca raffigurano l'evoluzione delle barche da diporto: gli yacht. Golette, yawl, cutter, imbarcazioni americane e francesi varate e che hanno navigato tra il 1832 e il 1907: l'epoca in cui si disputavano le prime regate che sarebbero divenute leggendarie, come la Coppa delle 100 Ghinee del 1851 dalla quale è poi nata la Coppa America.



Il terzo piano del museo porta il visitatore nelle Americhe. Il viaggio incomincia con "La Merica! Da Genova ad Ellis Island. Il viaggio per mare negli anni della grande emigrazione italiana" la grande mostra - prorogata fino a marzo 2011 - allestita in 8 sale e in 3 gallerie per un totale di circa 1200 metri quadri. L'esposizione attraverso l'imbarco e il viaggio a bordo del piroscafo "Città di Torino" ( fedelmente ricostruito) e lo sbarco ad Ellis island, intende mostrare le condizioni di viaggio degli emigranti diretti negli Stati Uniti nel periodo tra il 1892 (anno in cui entra in funzione Ellis Island) e il 1914 (scoppio del primo conflitto mondiale).

Nella sala "Il Piroscafo" tra la ricostruzione di un ponte di prima classe e un simulatore navale - stretto parente di quelli utilizzati per il training degli ufficiali della marina mercantile - si vive l'emozione di una traversata atlantica da Gibilterra a New York dal ponte di comando: dal passaggio dello stretto di Gibilterra alla notte in Atlantico e all'arrivo a New York, passando sotto la Statua della Libertà e ormeggiando a Ellis Island.


Infine, attraverso il monumentale Scalone degli Schiavi e successivi piani inclinati, si raggiunge la Sala Ricevimenti che si estende su 800 metri quadrati complessivi, divisi in tre spazi: la sala Vespucci, al coperto; la Loggia, con affaccio sulla hall del museo, e la Terrazza Da Verrazzano - all'aperto, coperta e con vista panoramica sulla città. La sala ricevimenti ha una capienza massima di 600 persone ed è utilizzabile per banchetti e ricevimenti, da parte di aziende, associazioni e gruppi di privati.



 


Il Galata Museo del Mare fa parte di AcquarioVillage il mondo di Costa Edutainment che rappresenta anche un brand, che coniuga in una proposta ad alto valore aggiunto esperienze legate ai temi del mare, della natura, della scienza, della tecnologia, della storia della navigazione e della cultura. Queste esperienze prendono vita di volta in volta nelle diverse strutture dall'Acquario di Genova alla Biosfera, da La città dei bambini e dei ragazzi al Galata Museo del Mare e all'ascensore panoramico Bigo, collegate da un simpatico trenino che conduce le famiglie e i bambini all'interno dell'area nelle diverse strutture.

Il biglietto che dà accesso al mondo AcquarioVillage è valido un anno dal momento dell'acquisto e consente al pubblico di vivere in uno o più giorni le iniziative proposte. Il prezzo del biglietto è 39 Euro per gli adulti, 27 Euro per ragazzi (4-12 anni), 34 Euro ridotti (over 65, militari, disabili), gratis per bambini (0-3 anni).


Fotografie: Galata - Museo del Mare, Mauro Pizzimenti, Paola Presciuttini, luglio 2005, aggiornamento dicembre 2010



Questa pagina è stata realizzata con la provvida collaborazione della dottoressa
Franca Acerenza, storica della scienza, e del Servizio Stampa del Museo, che grati ringraziamo






Dal 21 settembre 2005 viene esposta al Galata Museo del Mare, in via permanente, la collezione di Beppe Croce, noto soprattutto per il suo contributo allo sviluppo della cultura velica in Italia, sia come presidente dello Yacht Club italiano di Genova, sia come dirigente e poi presidente della Federazione Italiana Vela (dal 1957 al 1981).

Beppe Croce è stato anche un importante collezionista e la raccolta, in seguito alla disponibilità della sua famiglia, lo dimostra. Si tratta di oltre ottanta dipinti, di cui quaranta saranno quelli esposti, di un genere particolarmente prezioso: “ritratti”, non di persone, ma di barche a vela. E barche estremamente particolari - golette, yawl, cutter inglesi - americane e francesi comprese tra il 1832 e il 1907, in un’epoca in cui muovevano i primi passi competizioni sportive divenute leggendarie, come la Coppa America, o il Fastnet.


Una nuova sezione permanente per il Museo del Mare:
la Sala Beppe Croce e la collezione di Yacht Portraits

A poco più di un anno dalla sua apertura – il Galata inaugurava al pubblico il 31 luglio dello scorso anno – il Museo del Mare di Genova apre una nuova sezione permanente che aumenta il valore delle sue straordinarie collezioni.

La Sala Beppe Croce, sala tematica destinata ai “ritratti di yacht”, rappresenta un’apertura al mondo del mare e dello sport, mostrando una raccolta artistica di grande valore storico e tecnico: l’evoluzione delle barche dette “yachts”, un termine olandese per definire una veloce barca di cabotaggio, in vere e proprie barche da regata.

Gli allestimenti, progettati dall’architetto Roberto Boero, permetteranno di esporre, nelle migliori condizioni di sicurezza e di conservazione, a turno, tutta la collezione formata da un centinaio di preziosi dipinti a olio, acquerelli e litografie d’epoca. Opere inglesi, per lo più, realizzate dai grandi maestri britannici del dipinto di marina, i dipinti appartengono a una tipologia pressoché introvabile in Italia e mettono oggi il Galata Museo del Mare al pari delle più grandi collezioni marittime europee.

Yacht Portraits: “ritratti di barche”

Nel corso dell’Ottocento, tra gli armatori e i capitani dei velieri mercantili, in Europa e in America, si afferma una moda, quella che li spinge a commissionare a pittori professionisti le proprie navi. Non quindi, come nel passato, dei generici dipinti di “marina”, con scene di costa, di porto o di tempesta, ma quadri che ritraggono navi molto precise, identificabili dalle forme, dalle velature, dai colori. Questi non sono più “marine”, ma captain’s paints: i “quadri del capitano”.

Per accontentare capitani ed armatori si formerà presso i porti più importanti dell’epoca una generazione di pittori “specialisti”. In Inghilterra, questa moda non riguarda solo le “navi”, ma anche le barche, quelle che con un termine di origine olandese (“jacht”) sono ormai note internazionalmente come “yacht”. Similmente a capitani e armatori dei mercantili, i proprietari da diporto richiedono dipinti sulle loro barche: anzi, ritratti. E proprio “yacht portraits” è il nome di un genere che nasce e si afferma in Inghilterra, tra il secondo quarto dell’Ottocento e gli inizi del secolo successivo, e che vede protagonisti autori come John Lynn, Nicholas Candy, Arthur W.Fowles, Houghton Forrest, Thomas W.Dutton: una vera aristocrazia del dipinto di marina.







Promossa dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Liguria e dal Comune di Genova – MuMa Istituzione Musei del Mare e della Navigazione, in collaborazione con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni di Cristoforo Colombo, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria e l’Assessorato alla Cultura della Regione Liguria, la mostra ha costituito, a Genova, il più importante evento espositivo delle Celebrazioni per il V centenario della morte di Colombo.

Il Galata Museo del Mare è, assieme all’Archivio di Stato di Genova, il maggior contenitore culturale italiano che dedica a Cristoforo Colombo parte delle sue collezioni e una sala permanente dove sono ospitate testimonianze e scritti autografi del personaggio storico.

Nell’anno del V Centenario dalla sua morte, ha quindi assunto un notevole significato storico il dedicare una mostra al grande navigatore.

I due curatori, Gian Piero Martino (Direttore Archeologo Coordinatore della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Liguria) e Pierangelo Campodonico (Direttore del MuMA e Curatore del Galata Museo del Mare), hanno voluto approfondire il tema del rapporto tra Colombo e la cultura marittima del Mediterraneo nel suo tempo, per suggerire un’idea dell’humus in cui il famoso esploratore si formò e nel quale maturarono le intuizioni che lo portarono alla Scoperta.

La navigazione ha costituito il tema portante della mostra, strettamente collegato all’attività di commercio e di scambio che, a partire dalle coste della Liguria, vide i genovesi protagonisti della rivoluzione commerciale del XV secolo, con l’adozione di nuove tipologie di imbarcazioni, nuove forme di commercio, nuove rotte che portarono alla penetrazione di nuovi mercati.

Attraverso opere iconografiche di importante valore storico, carte nautiche, oggetti materiali, documenti, reperti archeologici - particolarmente apprezzabili sono i rari documenti antichi come la Carta portolanica del Maggiolo del 1561, le ceramiche savonesi, le monete - il pubblico ha potuto navigare virtualmente nel Mare Nostrum del Quattrocento, muovendosi in un allestimento evocativo che, con la collocazione di cannoni, mortai, modelli di caravelle, la singolare presenza di vere spezie del tempo, ha ricreato l’atmosfera dell’epoca.

Presso il Galata Museo del Mare è ancora disponibile il catalogo della mostra, con svariati saggi interdisciplinari dedicati al ritrovamento, a -47 metri, di un leudo con il suo carico di 350 oggetti, scoperto nelle acque di Varazze (SV) all'inizio degli scorsi anni Novanta.






CHIUSO CON SUCCESSO IL CONVEGNO INTERNAZIONALE SUI MUSEI MARITTIMI
"LE VIE DEI MERCANTI, LE CITTA' DEI MERCATI"

vedere file pdf allegato, a cura del MuMa






Dal 26 maggio 2007 al Galata Museo del Mare è stato aperto al pubblico il Padiglione della Pesca, una nuova sezione specificamente dedicata alla pesca tradizionale.
Il percorso si sviluppa intorno al gozzo, tipica imbarcazione ligure, posto al centro del Padiglione; da lì vengono presentati i vari aspetti di questa attività fondamentale per la vita economica della nostra regione.
Attrezzi storici usati per la piccola pesca professionale come reti, lampare, fiocine e nasse, strumenti per la navigazione, fotografie e immagini, corredati di appositi pannelli didattici, narrano un patrimonio, quello della vita del pescatore, che va assolutamente preservato.

Info:
010 2345655, Galata Museo del Mare
010 2462195, AgCi Agr.it.al




Dal 20 giugno 2008, mostra sull'emigrazione italiana verso gli Stati Uniti tra il 1892 e il 1914





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