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ITALIA


Museo Civico Navale

Piazza C. Bonavino, 7

16156 Genova - Pegli

Sito Internet


Il primo nucleo del Museo Storico Navale ebbe come sede il Palazzo Bianco dove, nei due ordinamenti del 1908 e del 1911, fu riunito il materiale marinaro della Repubblica di Genova. Nel 1922 l'ingegnere navale Fabio Garelli (1860 I 1942), progettista e costruttore oltreché appassionato collezionista e studioso di storia navale, donò al Comune di Genova la propria preziosa raccolta, costituita da modelli, quadri, acquerelli, stampe, disegni e volumi, che venne collocata a villa Cambiaso, con il nome di Collezione Navale Garelliana, presso la scuola di Ingegneria Navale. Nel 1929 la raccolta, accresciuta da altre donazioni, unitamente ai documenti e cimeli custoditi a Palazzo Bianco, fu trasferita presso la Villa Doria di Pegli, destinata a ospitare il Civico Museo Navale. Il materiale esposto nelle numerose sale offre un'ampia documentazione della marineria Ligure attraverso i secoli, ma non trascura le Marine d'Italia e di altre Nazioni europee. Il museo conserva oltre cinquemila cimeli - tra cui atlanti e carte nautiche in pergamena, dipinti, incisioni e xilografie - di epoca compresa tra il XII secolo e l'età contemporanea ed è quindi tra i pochi in Europa che tratti di navigazione medievale. Nel "Salone de Argonauti", ricchissimo di splendide decorazioni e affreschi d'epoca, sono collocati i modelli delle caravelle colombiane, realizzati nel 1892 sui disegni del Capitano Enrico D'Albertis; la carta nautica di Jacopo Maggiolo, 1561; un ritratto ad olio di Cristoforo Colombo, attribuito al Ghirlandaio, ed una "veduta" di Genova alla fine del Quattrocento; un astrolabio del 1568; il modello di una galea genovese, proveniente dall'Arsenale della Repubblica di Genova e databile tra la fine del secolo XVII e quello successivo; un vascello veneto della seconda metà del secolo XVII; diverse bocche da fuoco e relativi proiettili. Nelle sale adiacenti una moltitudine di modelli: una fregata di metà Settecento a 24 cannoni, affiancata da due globi di fine Seicento di Vincenzo Coronelli; una fregata americana da 32 cannoni, un brigantino ed una corvetta austriaca, oltre ad una polena del secolo XVIII; il pinco genovese e incisioni di un brigantino inglese e di uno danese; modelli velici tra cui il brigantino a palo, la nave Giuseppe D'Ali, i mezzi modelli (piani di scafo). E poi modelli di navi da guerra di tutti i tempi, esemplari della marina da pesca e di quella da diporto del secolo XIX, nonché delle navi delle Compagnie Florio e Rubattino, corredate da dipinti e documenti che illustrano la cantieristica ligure. Altrettanto ricca è la collezione di quadri e disegni d'autore - splendidi quelli della decorazione poppiera della galea di Gregorio De Ferrari - e poi quadri votivi, acquerelli e stampe raffiguranti navi liguri e scontri navali della fine del Settecento. Sono presenti autori famosi quali C. Dubreuil, Nicolas Cammilleri, la dinastia dei Roux, Domenico Gavarrone, i Renault. Ed ancora, celebri pittori di bastimenti quali Luzzo, Arpe, Papaluca.


Il pirovascello "Re Galantuomo" (1858-1875) che scorta la nuova corazzata "Re d'Italia", in un olio di G. Cardona, conservato presso il Museo Civico Navale di Genova. Proveniente dalla Marina napoletana con il nome di "Monarca", fu impiegato nella Regia Marina come nave scuola cannonieri o per servizi di vigilanza. Fu ornato con una polena, raffigurante il re Vittorio Emanuele II, oggi conservata presso il Museo Tecnico Navale di La Spezia, che sostituiva la precedente dedicata al re Ferdinando.


Nelle sale dell'ala di ponente del museo è curata l'esposizione di alcuni secoli di storia marittima e lo sviluppo della marina a vapore sia mercantile che militare. Della pregevolissima collezione di documenti cartacei, oltre alle carte nautiche già accennate, non si possono non ricordare le memorie nelsoniane e le opere del Coronelli sulle fortezze e sui porti principali d'Europa. Né si possono ignorare i preziosi strumenti nautici, dalla meridiana poliedrica al quadrante solare di von Mander, dal notturlabio al quadrante equinoziale di Muller.



 

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