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PORTOGALLO


Museu de Marinha

Praca do Imperio

1400 Lisbona

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Il Museo della Marina si trova nell'ala nord-orientale del monastero dos Jeronimos (che ospita anche il Museo archeologico) al quale è adiacente l'ampio porticato - il Padiglione delle Galeotte - che ospita numerose galeotte e il Brigantino Reale, nonché il planetario Calouste Gulbenkian. Nato nel sec. XVIII, essenzialmente come raccolta di modelli della Marina portoghese, il Museo oggi ospita oltre 17.000 pezzi, un archivio di circa 30.000 fotografie e una cospicua collezione di disegni e piani di costruzione.

La sala d'ingresso è dominata dall'imponente statua di Enrico il Navigatore, affiancato da statue di insigni navigatori del Paese; un grande planisfero policromo sulla parete di fondo rappresenta le rotte seguite dai Portoghesi nei sec. XV-XVI, e il meridiano che - in base al Trattato di Tordesillas stipulato tra Portogallo e Castiglia - divideva il mondo conosciuto tra le due Corone.

La "Sala do Oriente" è dedicata ai viaggi che - dopo Vasco da Gama, primo Europeo a raggiungere l'India via mare nel 1498 - portarono i Portoghesi ad instaurare solidi rapporti commerciali e culturali con l'Estremo Oriente. Vi è ospitata una mostra permanente che comprende imbarcazioni orientali, porcellane, sculture, due armature giapponesi del Cinquecento, arredi e dipinti cinesi del XIX secolo, due esemplari dell'abaco, strumento di impiego secolare per fare calcoli prima dell'avvento del sistema numerico arabo, e magnifici esemplari di arte sacra indo-portoghese, che rappresentano, tra gli altri, il missionario spagnolo Francesco Xavier, Ignazio da Loyola e Filippo Neri.


Sala do Oriente


Una sala è dedicata alla navigazione da diporto, con modelli di imbarcazioni da regata che attestano l'attività dell'Associazione Navale fondata nel 1856, tra cui il caicco reale Sirius, di cui l'originale è nel Padiglione delle Galeotte. Attigue sono la sala della costruzione navale e la sala della marina mercantile, che comincia a differenziarsi da quella da guerra verso la fine del Seicento, ed è qui rappresentata nella sua evoluzione attraverso svariati modelli di secoli diversi. Tra questi, il vapore Infante D. Henrique, della Compagnia Coloniale di Navigazione.


Il vapore Infante D. Henrique in un quadro d'epoca


Nella sala dedicata alle scoperte spiccano alcuni reperti importanti: carte nautiche cinque-secentesche che ci riportano all'epoca del Padrão real, e trattati di nautica come, ad esempio il Tratado da Sphera di Pedro Nunes; e poi modelli di caravelle, numerosi pezzi di artiglieria, due copie dei padrões, ossia la colonne di pietra scolpita, sormontate da una croce, che i Portoghesi erigevano nei territori conquistati a significare la presa di possesso. L'originale, risalente al 1488, è conservato presso la Società Geografica di Lisbona. E la piccola scultura lignea che rappresenta l'Arcangelo Raffaele - patrono dell'omonima nave di Paulo da Gama al seguito del fratello Vasco nel 1497 alla scoperta dell'India - unico prezioso oggetto residuo di quel celebre viaggio.


La "S. Gabriel", ammiraglia della flotta di Vasco da Gama


 
 
 

L 'Arcangelo Raffaele


Orgoglio ulteriore del Museo è una collezione di nove astrolabi nautici, la più vasta esistente in un unico museo, dei circa ottanta sparsi nel mondo, frutto di recenti recuperi di relitti da parte di subacquei e archeologi in cerca di tesori perduti.


La raccolta di astrolabi nautici


Altre sale illustrano lo sviluppo della nautica e dalla navigazione dal Seicento a oggi, attraverso raccolte di strumenti, documenti nautici, reperti che illustrano personaggi importanti, tra i quali l'ammiraglio de Nisa che combatté Napoleone a fianco di Nelson, e un cospicuo numero di ulteriori splendidi modelli.

Uno rappresenta la fregata "D. Fernando II e Gloria", costruita in India, ultimo veliero della Marina portoghese, attivo sino al 1878, quando divenne nave scuola. Oggi, perfettamente restaurata, è aperta al pubblico vicino alla Stazione di Alcantara.


La fregata "D. Fernando II e Gloria", in un quadro d'epoca


Sezioni apposite documentano la navigazione fluviale, la pesca d'altura e costiera, mentre un ambiente ospita la ricostruzione degli appartamenti reali salvati dallo smantellamento delle navi Amelia e Sirius.

Una sala è dedicata a Henrique Maufroy de Seixa (1896-1948), benemerito del Museo e promotore dell'attuale sistemazione, che ad esso donò archivi, biblioteca, disegni e una collezione unica di modelli delle diverse imbarcazioni appartenute alla Casa Reale.

Il Padiglione delle Galeotte ospita dodici imbarcazioni originali di epoche diverse, di cui la più imponente è il brigantino reale, costruito nel 1780 per la regina Marina I, poi utilizzato come barca di rappresentanza per ancora 177 anni.


Il Bergantim Real nel Padiglione delle Galeotte, e una veduta della splendida decorazione poppiera

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