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FRANCIA


Musée National de la Marine

Paris


A Parigi, presso il Palais de Chaillot - capolavoro dell'architettura del XX secolo, opera degli architetti Carlu, Boileau et Azéma - si trova un museo di Marina realizzato per l'esposizione internazionale del 1937, di cui l'apertura fu rimandata per l'entrata in guerra del Paese.

Situato di fronte alla Torre Eiffel e agli Champs de Mars, offre un panorama dei più belli sulla Città. Ospita importanti collezioni marinare risalenti al XVIII secolo. E' il più importante, con funzioni di coordinamento, dei musei specialistici variamente ubicati sul territorio nazionale, che illustrano la storia sul mare della Francia.

E' visitabile al sito www.musee-marine.fr


Tra le collezioni più significative si ammira la raccolta di modelli di navi famose, che è alla base della remota origine stessa del Museo. Al 1679 risale, infatti, un'ordinanza di Colbert, con la quale si prescriveva agli Intendenti degli Arsenali che in ciascuno di essi si costruissero vascelli in miniatura per ciascuno dei cinque ranghi, nonché di ogni altro bastimento, in scala 1:12 o 1:20 e perfetti in ogni particolare, affinché servissero come modello per le costruzioni future.

Si dette così avvio a una specie di moda presto diffusa negli ambienti vicini alla Corte, che favorì la costituzione di collezioni private a sfondo nautico, poi donate alla Corona e alloggiate al Louvre. Solo nel 1919 al Ministero della Marina fu affidato l'ingente patrimonio insieme con il compito di amministrare un museo navale, che fu inaugurato nel 1943 nella prestigiosa sede del Palais de Chaillot.

Tra i modelli più appariscenti si ammirano la splendida galeazza La Royale, del primo Seicento; il vascello di primo rango da 108 cannoni Louis XV, progettato nel 1692 per l'addestramento del futuro Luigi XV, ancora bambino; e il magnifico vascello di 1a classe, Le Soleil Royal da 104 cannoni, varato nel 1690 secondo alcuni storici, mentre altri sostengono che operasse in Mediterraneo già intorno al 1670: il modello, realizzato dallo scultore Tanneron nel 1839, è in scala 1:40.


  

Le Soleil Royal in due tavole che ne evidenziano le ricche decorazioni e la polena (Parigi, Bibliothèque Nationale).


Nel maggio 1692 Anne-Hilarion de Cotentin, Conte di Tourville, Maresciallo di Francia e comandante della nave ammiraglia Soleil Royal, lasciò Brest con una flotta di 45 navi e, a circa 21 miglia nord-est di Barfleur, si scontrò con le forze navali congiunte dell'Inghilterra e dell'Olanda, pari a 97 navi.

Dopo una battaglia cruenta, che in un primo tempo indusse gli Alleati alla ritirata, le navi francesi furono attaccate e incendiate, con la perdita di 18 unità, tra cui il Soleil Royal.

Nonostante la pesante sconfitta di La Hogue, di lì a qualche anno il Conte di Tourville ebbe la meglio su 59 navi inglesi a Cape St. Vincent, e la Francia rimase per oltre un secolo la rivale sui mari più temuta dall'Inghilterra.

Splendido è il modello della Réale de France, potente galea ammiraglia della flotta di Re Sole, lunga circa 55 metri, di cui sono state preservate molte delle decorazioni lignee originali, attribuite al celebre scultore e pittore Pierre Puget (1620-1694).

Il Museo ospita anche - cimelio di particolare interesse - il "canot de l'Empereur", ossia l'imbarcazione che Napoleone commissionò all'architetto navale Guillamare, nel 1811, per visitare le opere difensive del porto di Anversa, dove era schierata la flotta francese. E' una barca di oltre 17 x 3,35 metri, con dodici banchi per ventiquattro rematori, che disponevano di remi decorati con pesci cesellati, e fu realizzata in ventuno giorni di lavoro ininterrotto. Un celebre scultore realizzò la polena con le decorazioni lignee che la ornano a prua - un Nettuno con tridente che cavalca un delfino - e ai lati, dove sono collocati due tritoni, la dea Atena e il Genio della vittoria; a poppa, le armi imperiali e la croce della Legione d'Onore; a prora, la cabina sormontata dalla corona imperiale sorretta da quattro putti, tra una cascata di fiori. Dopo il viaggio dell'Imperatore, il "canotto" fu trasferito a Brest e fu riutilizzato solo in occasione di una visita al porto di Napoleone III nel 1858, e del Presidente della Repubblica nel 1903.

Ancora un modello di grande interesse, in scala 1:40, è quello di La Belle Poule. Il nome insolito è stato assegnato a quattro navi della Marina francese, e sembra provenire dal nome di una nave corsara della Gironda, così chiamata in onore di una "Belle Paule de Tolouse".

Le prime due erano fregate, rispettivamente del 1765 e del 1801, armate la prima con 30 e l'altra con 40 cannoni; la quarta è una recente nave scuola della Marina francese; la terza, rappresentata dal modello in questione, fu costruita a Cherbourg nel 1828 e fu varata nel 1834. Era l'orgoglio della Marina dell'epoca, che le assegnava missioni di rappresentanza, ma poteva diventare una potente macchina da guerra, con le sue sessanta bocche da fuoco, velocità elevata e caratteristiche tecniche d'avanguardia. Ma qui vogliamo ricordare una sua missione particolare quando, il 27 luglio 1840, al comando del duca di Joinville, figlio di Luigi Filippo, fu inviata a Sant'Elena per riportare in patria le spoglie di Napoleone. In quell'occasione venne parata a lutto mentre nella sala del Consiglio di bordo fu allestita una camera ardente; le sue batterie rimasero per sempre verniciate di nero, in ricordo di quell'evento.

Altro modello emblematico è quello della Sphinx, una delle prime navi francesi a propulsione meccanica, che nel 1833 rimorchiò dall'Egitto a Tolone la chiatta con l'obelisco oggi collocato in Place de la Concorde.

La sezione dedicata all'era del vapore ospita tra l'altro il bel modello de La Gloire (1859), prima corazzata al mondo, mentre una sala è dedicata alla moderna Marina da guerra, ai cui modelli fanno da vivace contorno armi, uniformi, bandiere, dipinti e fotografie.

Altre sale sono assegnate alla marina mercantile e peschereccia, dove è esposto il modello del Quevilly, raro esempio di veliero a quattro alberi, considerato una delle più antiche petroliere al mondo.

A tale imponente monumento alla marineria fa da contorno una cospicua raccolta di significativi strumenti nautici, tra i quali una balestriglia, un ottante del 1752 e una ricca scelta di cronometri. Alla collezione di carte nautiche si affianca un pregevolissimo fondo rappresentato dalla ricca raccolta di oltre 3.500 matrici in rame - donate negli scorsi anni Settanta dal Service Hydrographique et Océanographique de la Marine - di carte nautiche e vedute di idrografi e scopritori celeberrimi: tra questi Charles-François Beautemps-Beaupré, definito "padre dell'idrografia moderna"; Jean François de Galaup de la Pérouse che, ricevuto da Luigi XVI l'incarico di completare l'esplorazione del Pacifico, partì da Brest nel 1785 con "La Boussole" e "L'Astrolabe", e alcuni scienziati: l'esploratore non fece ritorno ma dalle esaurienti relazioni di viaggio da lui inviate in Francia fu possibile disegnare le carte delle terre da lui visitate; e poi Antoine d'Entrecasteaux, scopritore delle isole orientali della Nuova Guinea che portano il suo nome; e Jules - Sébastien Dumont D'Urville, che guidò due celebri spedizioni scientifiche, nel continente australe e in Antartide, nel 1826-1829, e nel 1837-1841.

La collezione di quadri di mare comprende tredici vedute di porti francesi di Claude Joseph Vernet, e numerosi acquerelli di François Roux - della celebre dinastia di cartografi prima e pittori poi - che ritraggono navi francesi.

Al Musée de la Marine è anche conservata la copia (Federico Boukerwerke, 1844) del quadro di Vincenzo Volpe, che rappresenta l'imbarco, sulla nave "Henry Grâce-à-Dieu", di Enrico VIII a Dover, invitato a Calais da Francesco I di Francia con la speranza di concludere un accordo militare contro l'ascesa di Carlo V, appena eletto Imperatore d'Occidente.

L'originale del quadro è ad Hampton Court, residenza preferita di Enrico VIII, e intende rappresentare lo sfarzo dell' "Henry Grâce-à-Dieu", dalle vele color dell'oro, per dare l'impressione che fossero intessute del prezioso metallo. Era una caracca a quattro alberi, costruita nel 1512-1514 dal mastro d'ascia Erith Bond nei cantieri di Woolwich, e aveva gli alberi snodati in più fusi per aumentarne l'altezza e quindi la velatura: l'albero di mezzana portava ben tre vele latine.

Era lunga quaranta metri per sette di larghezza, con pescaggio di oltre sei metri e dislocamento di mille tonnellate; era armata con 180 cannoni e imbarcava seicento soldati oltre all'equipaggio di quattrocento uomini. Fu distrutta da un incendio nel 1533.


L' Henry Grâce-à-Dieu nella copia di Federico Boukerwerke

(per una visita virtuale di Hampton Court visita www.hamptoncourt.org.uk)


Non mancano le polene, da quella che ornava l'imbarcazione di Maria Antonietta, a quelle che ricordano navi francesi celebri, a quelle che raffigurano personaggi storici.

Il ricco patrimonio è completato da una vasta biblioteca specialistica e da un'imponente raccolta di disegni, documenti e fotografie, a disposizione degli studiosi.

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