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della Marina Militare Italiana


Azio  Calabria  Capitano Verri  Cariddi  Cherso  Chioggia  Città di Milano  Dante De Lutti  Dardanelli  Dragamine 5303  DV-408  DV-409  Eridano  Fieramosca  G. Berta  Gabbiano  Lepanto  Magnaghi (1914-1945)  Magnaghi (1974)  Mario Bianco  Mirto  Monzambano  Ostia  Palmaiola  Pioppo  Scilla (1874-1904)  Scilla (1904-1943)  Staffetta (1876-1914)  Staffetta (1953-1971)  Tritone  Washington  Nuove Unità idrografiche "Aretusa" e "Galatea" 



Nave Azio
Posamine varato nei Cantieri Navali di Ancona nel 1927. Saltuariamente impiegato come nave idrografica, prese parte alle operazioni di sbarco in Albania ed effettuò numerose missioni di guerra, come scorta-convogli e posamine durante il secondo conflitto mondiale. Internato in Turchia dall’Armistizio al 1946, venne successivamente adibito a nave idrografica fino al 1952 partecipando, nel 1930 e nel 1933, alle campagne nel Golfo della Sirte e in Mar Rosso. Fu radiato nel gennaio 1957.
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Nave Calabria
Ariete torpediniere varato presso l’Arsenale della Marina Militare di La Spezia il 20 settembre 1894 ed entrato in servizio il 12 luglio 1897. L’Unità, poi convertita in cannoniera nel 1921, fu impiegata per determinazioni di geofisica marina, e in particolare per osservazioni gravimetriche, nelle campagne appositamente allestite dall’Istituto Idrografico negli anni 1903-04 e 1905-07. Venne radiata il 13 novembre 1924, e fu successivamente venduta al demolitore.
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Nave Capitano Verri
Ex mercantile inglese "Thetis" varato presso i cantieri Murray Brothers di Dumbarton, l’Unità fu trasformata in yacht ("Tarabulus") dalla Marina Imperiale Ottomana, e poi in cannoniera. Venne catturata a Prevesa il 30 luglio 1911 dai cacciatorpediniere "Artigliere" e "Corazziere" e, il 19 novembre 1911, venne iscritta nel Naviglio Militare con il nome di "Capitano Verri"; venne successivamente adibita a lavori idrografici nel 1913-14, e fu radiata il 19 dicembre 1926.
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Nave Cariddi
Ex peschereccio giapponese "Fukuhaku 8 Maru", costruito nei cantieri Kawasaki Co. Ltd. di Kobe nel 1911, venne acquistato ed iscritto nel Naviglio Militare come posamine nel 1917. Nel 1923 l’Unità fu convertita in nave idrografica e negli anni 1925-26 partecipò a campagne in Libia, per effettuare poi rilievi parziali lungo le coste italiane. Affondò nel porto di Trapani nel marzo 1943 in seguito a bombardamento.
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Nave Cherso
Ex nave-trasporto proveniente dalla Marina austro-ungarica, costruita presso i cantieri A.K.T. Ges Neptun di Rostok, fu iscritta nel Naviglio Militare nel 1923 e, nel 1927, fu trasformata in nave coloniale; nel 1938-39 partecipò a un’importante campagna idrografica in Somalia insieme con nave "Magnaghi" al comando del C.V. Mario Bonetti, che esercitava la funzione di capo spedizione. Venne radiata il 30 giugno 1951.
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Nave Chioggia
Costruita nel 1878 dall’Arsenale di Venezia come nave cisterna, nel 1880 fu trasformata in goletta a vapore. Utilizzata nel 1885 dal servizio idrografico nelle acque liguri, venne disarmata e radiata nel febbraio del 1908.
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Nave Citta' di Milano
Ex "Grossherzog von Oldenburg" costruita presso i Cantieri R. Thompson & Co. di Sunderland in Gran Bretagna, l’Unità fu acquistata nel 1921 presso la Marina germanica per rimpiazzare l’omonima posacavi naufragata nelle acque delle Eolie il 16 giugno 1919. Nel 1928 effettuò la spedizione artica di appoggio all’impresa del dirigibile "Italia", partecipando alle operazioni di salvataggio dei naufraghi della "tenda rossa", ed eseguì fondamentali rilievi oceanografici, mareometrici e idrografici nella Baia del Re, al comando del C.F. Giuseppe Romagna Manoia. Venne autoaffondata nel porto di Savona il 9 settembre 1943.
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Nave Dante De Lutti
Ex peschereccio giapponese "Tomiye Maru" costruito presso i cantieri Mitsubishi Dockyards Co. Ltd. di Nagasaki, l’unità fu acquistata nel 1916 e, nel luglio del 1921, venne trasformata in cannoniera da scorta, ribattezzata in memoria del S.T.V. De Lutti. Nel 1925 e nel 1927 partecipò a campagne idrografiche che interessarono svariati porti italiani e venne successivamente declassificata a "G. 34", venendo impiegata per diversi anni per il servizio fari e fanali. Fu affondata dagli Inglesi a Bengasi il 6 luglio 1941.
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Nave Dardanelli
Posamine varato nel Cantiere Navale Triestino di Monfalcone il 18 novembre 1925 e consegnato alla Regia Marina il 4 settembre 1926; partecipò nel 1930 alla campagna idrografica nel Golfo della Sirte. Radiato il 12 marzo 1938, fu ceduto alla Marina venezuelana.
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Nave Dragamine 5303
Ex Trolley britannico della classe "300" costruito nei cantieri britannici Fergusson Brothers Shipbuilding di Glasgow e varato nel 1942, fu iscritto nel Naviglio Ausiliario Italiano nel gennaio 1946 con caratteristica "303"; passato nei quadri del Naviglio Militare nel 1957 come dragamine, fu intensamente impiegato per il dragaggio delle acque territoriali e per la ricerca di scafi affondati fino alla radiazione, avvenuta nel novembre 1957.
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Nave DV-408
Dragamine di vigilanza progettato e costruito dai Cantieri Baglietto di Varazze nel 1944, entrò in servizio il 12 settembre 1945. Trasformato per l’impiego idrografico nel 1954, fu adibito a rilievi in prossimità dei porti e fu radiato nel 1965.
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Nave DV-409
Dragamine di vigilanza impostato presso i Cantieri Navali di Chiavari nel 1943, nel 1945 entrò in servizio per essere adibito alla sorveglianza delle coste; nel 1957 venne utilizzato dall’Istituto Idrografico per rilievi in prossimità di alcuni porti e fu radiato nel settembre 1965.
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Nave Eridano
Originariamente "Edinburgh", fu acquistata presso la Marina Mercantile inglese a Suakin il 24 settembre 1885 e fu in un primo tempo chiamata "Tevere". Fu trasformata in nave idrografica nel 1895 e fu radiata nel 1907, venendo successivamente impiegata fino al 1916 come nave-caserma alla Maddalena, poi come deposito di balistite a La Spezia e infine come nave asilo-marinaretti a Bari.
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Nave Fieramosca
L’Unità, proveniente dalla Marina borbonica, fu impostata presso i Cantieri Navali di Castellammare di Stabia e venne varata il 13 novembre 1850; iscritta nel Naviglio Militare nel 1861, fu utilizzata saltuariamente per il servizio idrografico, in particolare effettuando rilievi in Mar Rosso nel 1881, e venne radiata nel 1883.
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Nave G. Berta
Ex peschereccio tedesco costruito presso i cantieri Deutsche Werke di Amburgo, fu acquistato nel 1933 per essere trasformato in dragamine e venne iscritto nel Naviglio Militare nel novembre dello stesso anno con il nominativo di "Triglia". Successivamente fu ribattezzato "Giovanni Berta" e nel 1938 fu classificato cannoniera. L’Unità fu destinata al Servizio Coloniale in Mar Rosso dal 1933 al 1937 e, durante il 1938-39, svolse attività idrografica nell’Alto e Basso Adriatico. Affondò nel porto di Tobruk alle ore 05.00 del 12 giugno 1940 in seguito a bombardamento navale britannico.
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Nave Gabbiano
Torpediniera d’alto mare costruita presso i cantieri dell’Arsenale Militare di La Spezia; fu varata il 9 aprile 1907 ed entrò in servizio il 7 settembre dello stesso anno; venne impiegata dal Servizio Idrografico nel 1915 e fu radiata il 15 maggio 1921.
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Nave Lepanto
Posamine costruito nei Cantieri Navali Riuniti di Ancona nel 1927. Partecipò a crociere addestrative con allievi dell’Accademia Navale e, nel 1931 venne impiegato come nave idrografica per il completamento dei rilievi sistematici in Libia; trasferito in Estremo Oriente nel 1932, fu autoaffondato il 9 settembre 1943; venne recuperato dalla Marina giapponese e successivamente fu ceduto alla Cina Nazionalista.
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Nave Magnaghi (1914 - 1945)
Costruita nei Cantieri Navali Odero di Sestri Ponente, l’Unità fu varata il 10 agosto 1914 e venne consegnata alla Marina il 16 novembre dello stesso anno. Nata come nave idrografica, era attrezzata di apparecchiature Magnaghi per rilievi a grande profondità e fu impiegata, in aggiunta ai rilievi sistematici nelle acque metropolitane, durante significative campagne idrografiche nel Mare Egeo e nel Corno d’Africa; in particolare nel 1923-24, in collaborazione con il Comitato Talassografico Italiano, provvide al rifacimento dei lavori idrografici in Eritrea, allo stesso tempo effettuando ricerche di biologia marina nel Mar Rosso e nel Canale di Suez; nel 1928-29 tornò in quelle regioni per importanti ricerche e misurazioni - dall’oceanografia alla biologia marina alla meteorologia, dalla gravità al magnetismo terrestre - e, nel 1930, effettuò una campagna idrografica nel Golfo della Sirte. Dopo aver partecipato, insieme con il posamine "Milazzo", a una campagna idrografica nel Mar Egeo, finalizzata alla costruzione di carte locali a grande scala, nel 1933 fu inviata in Eritrea, insieme con nave "Ostia", per rilevarne la costa fino al confine con la Somalia Francese; in quell’occasione, si fece per la prima volta uso della fotogrammetria con il concorso dell’Aeronautica Militare. Nel 1938-39, al comando del C.F. Mario Grassi, fu inviata nell’Oceano Indiano insieme con il trasporto "Cherso", per provvedere al rilevamento costiero della Somalia Italiana dove, già dal 1934, operavano spedizioni terrestri; anche in quella circostanza furono impiegati i rilievi fotogrammetrici dell’Aeronautica Militare. L’Unità fu catturata dai Tedeschi a La Spezia il 9 settembre 1943 e venne autoaffondata nel medesimo porto nell’aprile 1945.
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Nave Magnaghi (1974)
Nave idrografica impostata il 16 giugno 1973 presso i Cantieri Navali del Tirreno a Riva Trigoso, e varata l’11 ottobre 1974. Entrata in servizio il 2 maggio 1975 con il distintivo ottico A 5303, rappresentò all’epoca una delle più avanzate realizzazioni nel campo delle costruzioni idrografiche, essendo dotata di apparecchiature sofisticate che includevano sistemi di radionavigazione a breve, medio e lungo raggio, un apparato di navigazione satellitare, e scandagli per medie e alte profondità di altissime prestazioni. Dislocamento: 1700 ton; lunghezza: 82.7 m; larghezza: 13.7 m; immersione: 3.1 m. Dispone di motorizzazione di 3000 Hp che le pemette di sviluppare una velocità di 15 nodi, e ha un’autonomia di 5500 miglia a 12 nodi. L’equipaggio comprende 15 ufficiali e 93 tra sottufficiali e marinai. Dopo i lavori di "mezza vita" del 1991 - con l’installazione di una "centrale operativa" in grado di elaborare in tempo reale i dati di campagna - e gli ammodernamenti effettuati nel 1998, l’Unità è oggi dotata di tre imbarcazioni idrografiche per rilievi sottocosta, quattro eco-scandagli, un ecoscandaglio multifascio, due sonar a scansione laterale, un sistema di radionavigazione GPS satellitare, due ricevitori LORAN-C, un sistema a medio raggio e quattro a corto raggio, un ondametro, un mareometro, un batitermografo, una batisonda, un impianto televisivo subacqueo, un sistema TV a circuito chiuso, un carotatore e diversi correntometri autoregistranti. Dispone inoltre di due sistemi automatici di acquisizione dati, interfacciati con i sensori idro-oceanografici, e può imbarcare un elicottero.
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Nave Mario Bianco
Già peschereccio giapponese varato nei cantieri Kawasaki Dockyard Co. Ltd. di Kobe nel 1911, l’Unità fu acquistata nel 1916 e fu trasformata in cannoniera da scorta nel 1921, venendo impiegata per rilievi idrografici - tra cui una campagna nel Mare Egeo nel 1926 - e successivamente come nave servizio-fari. Affondò nel porto di Bengasi l’11 giugno 1941 in seguito a bombardamento aereo.
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Nave Mirto
Dragamine costiero costruito nei Cantieri Navali di Porto Marghera e varato il 19 dicembre 1954. Entrò in servizio il 5 agosto 1956 e, trasformato in Unità idrografica dall’Arsenale Militare di La Spezia nel 1973, fu iscritto nel Naviglio Militare con il distintivo ottico A 5306. E' andata in disarmo nel 2000. La nave era dotata di un’imbarcazione idrografica attrezzata per i rilievi portuali e sottocosta, e disponeva di un ecoscandaglio per alti fondali, uno scandaglio per medi e bassi fondali, due scandagli portatili per imbarcazione, un ecoscandaglio a scansione laterale, un sistema di radioposizionamento GPS differenziale in VHF, due sistemi a corto e medio raggio, una batisonda, un batitermografo, un sistema XBT, una centralina meteo, un ricevitore facsimile meteo e vari tipi di correntometri.
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Nave Monzambano
Fu la prima nave idrografica del Regno. Varata a Blackwall in Gran Bretagna nel 1841, venne in un primo tempo acquistata dal Regno delle Due Sicilie, dove fu denominata "Mongibello". Nel 1848 passò alla Marina sarda e, con il nome di "Monzambano", partecipò all'assedio di Venezia al comando del contrammiraglio Giuseppe Albini. Dopo il 1865 fu assegnata alla Commissione Idrografica - che, prima della costituzione dell'Istituto Idrografico della Marina, aveva il compito di effettuare i rilievi idrografici delle acque italiane, sotto la direzione del C. V. Antonio Imbert - e fu radiata nel 1875.
A prua esibisce una suggestiva polena, oggi conservata presso il Museo Tecnico Navale di La Spezia, raffigurante il busto di un ciclope nell'atto di colpire con un martello. Secondo la leggenda, infatti, i Ciclopi avevano una fucina nell'Etna, anticamente chiamato Mongibello, da cui il primo nome dell'unità.
La "Mongibello" fu, nel 1841, al centro di un'oscura vicenda che coinvolse il postale "Polluce" di Raffaele Rubattino.
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Nave Ostia
Posamine varato presso il Cantiere Navale Triestino di Monfalcone nel dicembre 1925 e iscritto nel Naviglio Militare nel marzo 1927. Armato con apparecchiature idrografiche, nel 1933-34 partecipò con nave "Magnaghi" ai lavori in Eritrea, con il rilevamento della Baia di Assab e della costa della Dancalia. Venne autoaffondato a Massaua nell’aprile 1941.
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Nave Palmaiola
Ex rimorchiatore d’alto mare ("Mary") della Marina spagnola, fu acquistato nel 1916 per essere trasformato in cannoniera nel luglio 1921. L’Unità fu impiegata per lavori idrografici nel 1942 e affondò alle ore 19.00 del 27 febbraio 1943 nel porto di Siracusa, in seguito a bombardamento aereo.
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Nave Pioppo
Dragamine costiero americano "AMS 135", impostato nel 1952 e varato il 15 agosto 1953 nei cantieri Shipyards Company di Bellingham. L’Unità fu consegnata alla Marina Militare il 31 luglio 1954 e, dopo essere stata trasformata per il servizio idrografico nel 1973, fu iscritta nel Naviglio Militare con il distintivo ottico A 5307. E' andata in disarmo nel 1999. Era dotata di imbarcazione idrografica attrezzata per rilievi portuali e sottocosta, disponeva di un ecoscandaglio per alti fondali, uno scandaglio per medi e bassi fondali, due ecoscandagli portatili per imbarcazione, due sistemi di radioposizionamento a corto raggio, un sistema di radioposizionamento a medio raggio, una batisonda, un batitermografo, un sistema XBT, una centralina meteo, un ricevitore facsimile meteo e vari tipi di correntometri.
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Nave Scilla (1874 - 1904)
Varata nel Regio Cantiere di Castellammare di Stabia nel 1874, fu iscritta nel Naviglio Militare come cannoniera a elica nel 1876, e già nel 1886, ritenendosi necessario - con l’occupazione di Massaua - il rilievo di quel porto, fu impiegata dal Servizio Idrografico; trasformata in nave idrografica nel 1891, in quello stesso anno si recò nuovamente in Eritrea per completare i lavori a Massaua, nel Golfo di Zula e nelle Isole Dahalac, partecipando a tre successive campagne fino al 1896; venne radiata il 22 maggio 1904.
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Nave Scilla (1904 - 1943)
Varata nei cantieri A. Hall Co. Ltd. di Aberdeen nel 1904 col nome di "Lord Charles Beresford", passò alla Spagna come mercantile con il nome di "Fantasma" e poi "Panaria". Acquistata e iscritta nel Naviglio Militare nel 1916 con il nome di "Scilla", dal 1923 fu impiegata come nave idrografica, conducendo una campagna lungo le coste della Tripolitania nel 1925-26, e nell’Egeo l’anno successivo. Fu affondata dai Tedeschi a Napoli nel 1943.
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Nave Staffetta (1876 - 1914)
Fu varata nei Cantieri Navali di Sampierdarena nel 1876 e venne iscritta nel Naviglio Militare nel 1877. Nel 1880 venne messa a disposizione della Regina, nel 1882 fu inviata a Londra in missione speciale e, nel 1883, fu utilizzata dai Principi di Portogallo. Nel 1898-99 venne impiegata per lavori idrografici lungo le coste della Somalia, che consentirono la pubblicazione dei piani di Alula, Brava e Merca. Dopo essere stata definitivamente trasformata in nave idrografica, nel 1902 si recò in Tripolitania per effettuare il rilievo della baia di Tobruk mentre, nel 1907, raggiunse Massaua per determinare le coordinate di Shab Shaks e poi proseguì per l’Oceano Indiano, dove eseguì il rilievo speditivo della costa tra Kisimayo e Itala. Tra il 1910 e il 1913 completò sia la triangolazione del Benadir, dalla foce del Giuba a Mogadiscio, sia i lavori idrografici nel canale di Massaua. Fu radiata nel luglio 1914.
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Nave Staffetta (1953 - 1971)
Corvetta proveniente dalla Marina canadese, già "Elbano", "Prudent" e "Privat", fu acquistata nel 1949 ed entrò in servizio il 13 aprile 1953. Messa a disposizione dell’Istituto Idrografico della Marina, fu integralmente trasformata per l’impiego idrografico dai Cantieri Lunensi di La Spezia. Particolarmente significativo fu lo scandagliamento d’altura eseguito a sud di Capo Matapan nel 1959, che consentì di determinare la massima profondità - m. 4925 - sinora riscontrata nel Mediterraneo; le operazioni furono ripetute l’anno successivo per misurare i fondali minimi della fossa. Nel 1961 l’Unità partecipò invece a una crociera per misure idrologiche e dinamiche nelle acque di Gibilterra, e fu poi radiata nel febbraio 1971.
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Nave Tritone
Ex peschereccio giapponese "Shintu Maru" costruito nel 1912, l’Unità era stata acquistata nel 1916 ed era stata poi venduta alla Regia Delegazione della Pesca il 15 aprile 1919, con la nuova denominazione di "Sardegna". Riacquistata dalla Regia Marina, nel 1922 fu trasformata in cannoniera da scorta col nome di "Tritone" e fu impiegata per rilievi idrografici, operando in Istria e in Albania nel 1927-28. Fu successivamente classificata come "G. 9" e venne radiata il 15 giugno 1934.
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Nave Washington
Originariamente "Helvetie", varata nel 1840, l’Unità entrò in servizio nella Regia Marina il 17 marzo 1861, proveniente dalla Marina Sarda che l’aveva acquistata in Francia nel 1860. Nel 1866 venne impiegata come nave ospedale e, dal 1876 alla data del disarmo, fu adibita al servizio idrografico, venendo comandata da G.B. Magnaghi, direttore dell’allora Ufficio Idrografico, per la durata di tale suo mandato, ovvero fino al 1888. Venne radiata il 25 luglio 1904 e fu venduta a privati.
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Nuove Unita' idrografiche "Aretusa" e "Galatea"
Le navi "Pioppo" e "Mirto" sono state sostituite, dal gennaio 2002, dai catamarani idro-oceanografici classe Ninfe "Aretusa" (A 5304) e "Galatea" (A 5308), dalle seguenti caratteristiche: scafo a catamarano in vetroresina con dislocamento di 410 t.; lunghezza 39 m., larghezza 16.60 m., pescaggio 2.50 m.; propulsione diesel su due eliche con sistema di posizionamento dinamico; autonomia di 1700 miglia e velocità di 14 nodi.
L’equipaggio è costituito da 26 membri tra ufficiali, sottufficiali e marinai. È previsto l’alloggiamento per 4 ricercatori. Le Unità sono in grado di provvedere all’esecuzione di rilievi idrografici in mare aperto, rilievi idrografici portuali e rilievi oceanografici per la determinazione dei parametri chimico-fisici della massa d’acqua e del fondo marino. Le Unità sono dotate delle seguenti apparecchiature: scandaglio a singolo lobo su trasduttori a scafo per profondità max 5000 m, con sistema di compensazione del moto ondoso; uno scandaglio a scansione laterale con trasduttore rimorchiato per profondità max 600 m; un sistema GPS differenziale VHF a due frequenze; un sistema di radioposizionamento a medio raggio e uno a corto raggio; un sistema CTD e Rosette multisampler per la determinazione dei parametri chimico-fisici della massa d’acqua fino a 1500 m di profondità; un profilatore acustico a scafo per la misurazione della corrente marina; una centralina meteorologica; un sistema di acquisizione ed elaborazione dati idrografici e uno per dati meteo-oceanografici; un’ idrobarca con trasduttori a scafo e predisposizioni operative. Quattro le aree di lavoro: centrale operativa idro-oceanografica, sul ponte plancia nella zona poppiera; laboratorio oceanografico, sul ponte coperta nella zona poppiera; due cale per attrezzature e strumentazioni, sotto il ponte coperta nella zona poppiera; ponte coperta, zona di poppa per le operazioni marinaresche.

I disegni, ripresi da fotografie d'epoca, sono stati realizzati da Fabrizio Boccardo e sono stati pubblicati in "125 anni al servizio del Paese" di Paola Presciuttini (Genova, Istituto Idrografico della Marina, 1998), in occasione della celebrazione del 125° anniversario della fondazione dell'Ente cartografico di Stato.


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