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Incrociatore Lanciamissili Giuseppe Garibaldi


La prima Unità intitolata a Giuseppe Garibaldi fu la pirofregata napoletana "Borbone" che, passata ai Garibaldini nel settembre 1860, partecipò all'epica impresa dei Mille.
Era una nave con scafo di legno, impostata a Castellammare di Stabia il 1° aprile 1857. Dislocava 3680 t.; il motore aveva potenza nominale di 450 HP ed effettiva di 1041; aveva tre alberi con vele quadre; il suo armamento comprendeva 16 cannoni da 20 cm, 16 da 16 cm e 6 da 8 cm. Imbarcava 25 ufficiali e 470 tra sottufficiali, graduati e comuni.
Dopo aver preso parte all'assedio di Gaeta e alle operazioni della Squadra Navale rimase a lungo in disarmo prima di essere trasformata in corvetta veloce, dotata di potenti artiglierie, atta ad effettuare un viaggio di circumnavigazione.
Partita da Napoli nell'ottobre 1872, toccò Gibilterra, Rio de Janeiro, doppiò il capo di Buona Speranza, raggiunse l'Australia, le Fiji e il Giappone nell'agosto 1873.
Dopo circa due mesi ne ripartì per raggiungere San Francisco e da lì molti porti del Messico e dell'America Centrale.
Fu a Callao, a Valapraiso, doppiò il Capo Horn e fece sosta a Montevideo, da dove ripartì per l'Italia, giungendo a La Spezia il 22 ottobre 1874.
Dal 1879 al 1882 effettuò una seconda circumnavigazione, durante la quale partecipò ad azioni di difesa delle comunità italiane nell'America Latina, dette asilo alla colonia italiana e austriaca di Suez e, nonostante la navigazione nel canale fosse sopsesa, lo attraversò ugualmente seguita da navi di varia nazionalità.
Nel 1883 subì importanti lavori di modifica e fu assegnata alla Forza Navale del Mar Rosso, partecipando alla difesa di Massaua.
Il 16 dicembre 1894 fu radiata.



La pirofregata Garibaldi: 1860-1894 (collezione privata)

La seconda Unità, un incrociatore corazzato, fu varata il 28 giugno 1899 a La Spezia. Aveva scafo in acciaio, dislocamento di 7350 t., due eliche e sviluppava una potenza di 13 000 HP. Il suo armamento pesante comprendeva cannoni potenti, mitragliere e lanciasiluri. Imbarcava 28 ufficiali e 490 uomini.
Ebbe la bandiera di combattimento il 23 febbraio 1902 a Genova insieme con un labaro sul quale era miniata la "Preghiera del Marinaio".
Nel 1911 prese parte alla guerra italo-turca e fu affondata durante la Prima Guerra Mondiale, colpita da un sommergibile nemico, il 17 luglio 1915.



L'incrociatore corazzato Garibaldi: 1898-1915 (collezione privata)



La terza Unità fu un incrociatore, classe "Duca degli Abruzzi", varato presso i Cantieri Riuniti dell'Adriatico a Trieste, il 21caprile 1936.
Dislocava 11 000 t. a pieno carico ed era dotata di 18 cannoni, 16 mitragliere, 6 lanciasiluri, apparati per la posa di mine e due catapulte per il lancio di 4 idrovolanti leggeri da ricognizione.
Il 13 giugno 1938 ricevette la bandiera di combattimento dalla città di Palermo e dalla Federazione Nazionale Volontari Garibaldini.
Durante la II Guerra Mondiale partecipò a 15 missioni, per un totale di14 047 miglia. Dopo l'Armistizio partecipò ad operazioni di pattugliamento in Atlantico e poi nel Mediterraneo. Prese parte alla cosiddetta "Battaglia di mezzo giugno" nelle acque maltesi.
Nel 1957 andò ai lavori per radicali interventi di trasformazione presso l'Arsenale della Marina Militare di La Spezia.
Nel 1961 era diventato un incrociatore lanciamissili, con dislocamento di 11 000 t., velocità massima oltre 30 miglia, autonomia superiore a 4500 miglia, dotato di cannoni automatici a tiro rapido, un sistema di missili Terrier e quattro tubi di lancio per Polaris. L'equipaggio comprendeva 60 ufficiali, 130 sottufficiali e oltre 500 marinai.

(collezione privata)

Il 10 giugno 1964 ricevette a Napoli la bandiera di combattimento, donata dal gruppo ANMI di Roma che, con un'autocolonna di oltre mille aderenti, si recò nella città partenopea per consegnare il vessillo al comandante, capitano di Vascello Aldo Baldini, alla presenza dell'ammiraglio Michelagnoli in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore e del Sottosegretario alla Difesa, onorevole Aldo Santero.
Fu radiata nel 1971.


(collezione privata)



IL TEMPO, Roma 11 giugno 1964




Nel 1985 è entrata in servizio l'omonima portaerei.



Per conoscere la storia delle navi della Marina Militare, dei comandanti in carica, di Unità precedenti con lo stesso nome, e dei personaggi cui alcune sono intitolate, visitare il sito www.marina.difesa.it/unita/index.asp



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