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Avviso a ruote Mongibello - Monzambano


Era stato costruito in legno nel 1841 in Inghilterra; aveva un dislocamento di 900 tonnellate e macchina di 220 cavalli.
Con il nome di Mongibello servý nella marina mercantile napoletana fino al 1848, quando fu acquistato dalla marina sarda.
In quel periodo (comandante Scoffiero) prese parte al blocco di Trieste e , il 17 agosto 1849, si rec˛ ad Oporto per imbarcare la salma del re Carlo Alberto, trasportata a Genova il 4 ottobre.
Nel 1850-51 fu destinato al servizo postale tra Genova e la Sardegna. Nel luglio 1855 partý per la Crimea, rientrando in Patria il 9 giugno 1856.
Nel 1859 si rec˛ a Tolone per collaborare con l'armata francese al trasporto a Genova delle truppe imperiali alleate che dovevano combattere in Lombardia e, l'anno successivo, fu aggregato alla squadra del Persano nelle operazioni contro Ancona.
Nel 1861, al comando di Buglione di Monale, partecip˛ al blocco di Gaeta.
Negli anni 1861-62 prest˛ servizio in vari porti delle coste meridionali, in operazioni di repressione del brigantaggio.
Dal 1867 al 1975 fu destinato ai lavori idrografici in Adriatico.

Dall'album di fotografie pubblicato dall'allora Uffico Idrografico della R. Marina,
in occasione delle celebrazioni colombiane del 1892


Nel 1841 il napoletano Mongibello aveva provocato l'affondamento del piroscafo genovese Polluce: la storia intrigante di quel tragico evento Ŕ stata recentemente raccontata da Enrico Cappelletti e Gianluca Mirto in un libro finalista al PREMIO CASINO' SANREMO "LIBRO DEL MARE" , seconda edizione 2005.

Una seconda nave ebbe il nome Monzambano : fu l'incrociatore-torpediniere da 741 t (apparato motore dell'Ansaldo di 4200 cavalli), varato con il gemello Montebello il 14 marzo 1888 nell' Arsenale di La Spezia che, nel 1890, entr˛ a far parte della 3a divisione della squadra permanente. Fu radiato nel 1901.



Per conoscere la storia delle navi della Marina Militare, dei comandanti in carica, di UnitÓ precedenti con lo stesso nome, e dei personaggi cui alcune sono intitolate, visitare la pagina www.marina.difesa.it/unita/index.asp


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