testata4
Angolo arrotondato Angolo arrotondato


Artisti sec. XVI - XIX


Antoine Roux (Marsiglia 1765-1835)

Apparteneva ad una famiglia di cartografi, di cui la prima traccia nota a chi scrive risale a un C. Roux, autore di vedute di costa inserite nell'atlante-portolano del Mediterraneo pubblicato da J. Van Keulen nel 1695.

Intorno alla metà del Settecento Joseph Roux era un noto conduttore di una bottega cartografica a Marsiglia, autore di svariate carte e raccolte di piani di porti, in collaborazione con il figlio Joseph junior.

Antoine, probabilmente figlio di Joseph junior, lavorava nella bottega di famiglia, ma poi si specializzò nella tecnica all'acquerello per dedicarsi alla raffigurazione di navi, assecondando le richieste dei naviganti di passaggio; è quindi considerato l'iniziatore - in Francia - del filone marinista.

La "mobilità" dei naviganti committenti determinò il successo di Antoine oltre frontiera, e indusse anche i suoi discendenti a perseverare in quell'attività, specializzandosi in soggetti marinari. Ad Antoine seguirono infatti i tre figli Antoine, Francois (1799-1872) e Frédéric (1805-1870), cui si aggiunse nella generazione successiva Louis Roux (cfr. F. Simonetti, 1992, pp. 85-86), opere dei quali si trovano in vari Santuari e musei della Liguria.

Nei loro quadri la nave è dominante, sia che navighi nelle acque calme del porto, sia che si trovi in balia dei marosi: è evidente l'intento votivo del committente scampato a un incidente a bordo, che commissiona un quadro in memoria dell'evento miracoloso, da affiggere come ex voto in un lontano santuario.

E' quindi una pittura popolare, generalmente statica e non fedele nei suoi elementi paesaggistici, che sembrano essere solo il pretesto per uno sfondo su cui far risaltare la nave, oppure accennano al luogo dove occorse il miracolo. L'attenzione dell'artista è invece rivolta alla nave, ritratta con estrema cura del particolare tecnico.


Antoine Roux (1858)
La nave sarda "Marietta" si allontana dal porto di Marsiglia.
Acquarello.
(Genova, Museo Civico Navale)


I dipinti votivi marinari, di cui le più antiche testimonianze risalgono al Cinquecento, erano in origine opere senza pretese artistiche, prevalentemente realizzate dagli stessi naviganti miracolati. A volte il quadro riflette lo stile "emotivo" tipico del Sei-Settecento, quando persino le carte nautiche erano illustrate con scene emblematiche di mari tempestosi, galeoni in balia dei marosi, velieri impegnati in furiose battaglie (v. per esempio Levanto, Robiquet, oppure Visscher).

In quegli esempi precoci si riscontra una netta prevalenza dell'immagine sacra sulle figure umane, determinata dalla religiosità della gente di mare, che affidava alla protezione divina le proprie sorti.


Torna su


Angolo arrotondato Angolo arrotondato
Facebook Twitter Linkedin