Sulla cresta dell'onda

La nave ha per gli Antichi una personalità sua propria, ed è dedicata a una divinità, di cui porta spesso il nome, che è "presente" a bordo a proteggere i marinai.

Occhi apotropaici Occhi apotropaici scolpiti e dipinti su un trabaccolo del Museo della Marineria di Cesenatico.

Spesso tale presenza è simbolicamente rappresentata da un occhio apotropaico (cioè inteso ad annullare e allontanare influssi maligni), dipinto ai lati della prua per accentuare la protezione già assicurata dalla polena.

La prua è infatti il punto cruciale della nave, intesa quasi come elemento vivente, che si fa strada attraverso le acque infide e avverse. Ecco, quindi, sulla prora una figura, solitamente femminile, alla quale spesso corrisponde simmetricamente un'analoga figura tutelare a poppa.

L' origine delle polene sembrerebbe risalire alla battaglia di Salamina (480 a.C.), quando l'ateniese Licomede avrebbe offerto ad Apollo le insegne della prima nave persiana catturata.

Le polene esercitano ancora una forte suggestione, sono accuratamente conservate in collezioni pubbliche e private, sono ricercate dal mercato antiquario, e sono state immortalate nella letteratura e nella poesia.

(Gli elementi per la seguente compilazione sono stati tratti da Campodonico, 2002, e da Serafini, 1997)

V. a. una carrellata di polene moderne esposte a Imperia, in occasione del Raduno Vele d'Epoca 2004, nell'ambito di una mostra intitolata "Polena Proibita".
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