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G E N O V A

Presepe della Madonnetta



Celebre quanto il presepe della scuola napoletana è quello genovese. Tra i numerosi della Liguria, il più famoso e probabilmente il più bello è quello della scuola di Anton Maria Maragliano (1664-1739), di ambientazione prevalentemente urbana, collocato nel santuario di Nostra Signora di Carbonara conosciuto come "Santuario della Madonnetta".

Si articola su un'area di circa cento metri quadrati, in cinque quadri, tre dei quali, in posizione centrale, sono ambientati nella Genova secentesca, di cui si riconoscono quartieri e monumenti. Vi si scorgono i tipici carrugi del centro storico genovese, uno fra i più estesi d'Europa.

Gli altri due quadri laterali sono invece ambientati, quello a sinistra, nella campagna fuori le porte, e quello a destra, a Gerusalemme, con le scene della Natività e della partenza dei Magi.

Il presepe si compone di circa ottanta statue che raffigurano sia gente comune intenta alle proprie occupazioni quotidiane, sia nobili a passeggio in abiti preziosi.

Le figure interamente in legno del quadro della Natività sono attribuite allo scultore Giuseppe Gaggini (1791-1867); altre statuette lignee sono ricondotte allo stesso Maragliano.

Il santuario della Madonnetta prende il nome da una statua della Madonna donata nel 1650 dal mercante savonese Giambattista Cantoni, in un primo tempo collocata sulla collina alle spalle della città, dove fu poi costruito ad inizio Settecento il santuario.


 

Particolare di fondo del primo quadro: scena rurale


"Il contratto di vendita della vacca",
legno scolpito, intagliato e dipinto, occhi di vetro


Un angolo del mercato


La scena successiva potrebbe rappresentare l'attuale area del Carmine


La piazza del mercato


Sullo sfondo si intravedono a sinistra la Porta Soprana; al centro la torre degli Embriaci, le "Case dei Doria" e la Chiesa di San Matteo; a destra la Porta Siberia, dietro alla quale emerge appena la Lanterna"


Un mendicante zoppo sullo sfondo della Porta Siberia


La bancarella chiude la scena del mercato; alle spalle, la chiesa di San Matteo


In marcia verso la Capanna, sovrastata da una gloria di angeli in legno scolpito e dorato; sul nastro di carta che l'attraversa, in latino:
Gloria a Dio nell'alto dei cieli, pace in terra agli uomini di buona volontà


A sinistra, il sontuoso abbigliamento della dama, con sete, pizzi,
ricami in oro e monili. A destra, la Natività


L'ultimo quadro rappresenta la partenza dei Magi dall'Oriente





A cura di Paola Presciuttini, 20 dicembre 2006


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