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Il presepe di Pentema


Péntema è una frazione di Torriglia (GE), alle falde del monte Antola, fino a pochi anni fa sconosciuta perché non vicina alle arterie di maggior traffico. In effetti è un agglomerato di abitazioni fitte che si allungano sul declivio, dominate dalla grande chiesa, tra muretti a secco e strette viuzze di pietra, sulle quali affacciano i balconi coperti tipici dei paesi di montagna.



Oggi, per iniziativa della Parrocchia e di un folto gruppo di volontari, è diventata un'attrazione fuori del comune: il borgo antico, pressoché intatto proprio per effetto del suo isolamento, nel periodo natalizio si popola di decine di statue a dimensione naturale, vestite con abiti d'epoca, sparse nelle stradine e dentro le abitazioni del borgo antico, a riprodurre la vita di una comunità rurale di fine Ottocento.

Il "presepe di Pentema" costituisce quindi un vero e proprio museo etnografico all'aperto, dove la vita di oltre un secolo fa è riproposta in tutte le sue attività interne ed esterne alla casa.

All'imboccatura del paese si incontrano alcune donne intente al bucato all'antico lavatoio, mentre sul poggio soprastante i pastori sorvegliano le greggi al pascolo e raccolgono il fieno.





"Fare la legna" era un'attività incessante e fondamentale, per scaldare durante l'inverno, cucinare tutto l'anno e costruire gli arredi domestici. Gli uomini di casa e i falegnami lavoravano il legno di castagno e realizzavano cassoni per provviste e biancheria, panche e sedili, tavoli e piattaie.




Nella cantina del paese si pigiava l'uva e si infiascava il vino.



Una sosta sull'uscio, all'imbrunire, prima di entrare in casa per il desinare ...



... mentre i bambini indugiano con i loro giochi ...



... e qualche mamma stende il bucato ...




... e qualcuno arriva in visita.



Qualcun altro si attarda nell'orto sotto lo sguardo vigile dello spaventapasseri ...



... mentre una nonna racconta favole sull'uscio di casa



... e un bambino ascolta dal balcone.



Intanto in casa si prepara la cena



Nelle sere di fine estate, dopo il raccolto di settembre, le pannocchie di granoturco - da cui si ricava la polenta, fondamentale nell'alimentazione quotidiana - vengono aperte e sgranate: è un'attività collettiva che diventa occasione di ritrovo e di svago, allietata da musiche e racconti.



Una mamma, intanto, mette a letto i bambini.



Con il nuovo giorno riprendono le attività: un arrotino è intento al suo lavoro ...



mentre lo stagnaro - localmente detto "magnano" - rimette a nuovo le pentole ...



... sotto gli occhi di un barbiere, all'opera sul suo balcone ...



mentre altri provvedono alla raccolta delle castagne.



Dopo la trebbiatura si deve separare la pula dal grano: uno strumento era il vallo che si scoteva per disperdere la pula nell'aria, oppure si usava il "ventolino" di legno con parti meccaniche: una manovella azionava la ventola interna che creava il flusso d'aria sufficiente a far cadere la pula più leggera dei chicchi.




intanto, in una casa si carda la lana e si rinnovano i materassi ....





... e altrove si "governano" le bestie nella stalla ...





... e le galline nel pollaio



Un uomo affila le lame delle falci ... mentre una giovane donna offre frutta fresca



Già nel 1830 fu dato mandato al Cappellano di provvedere all'istruzione; dopo l'unità d'Italia fu istituita una scuola pubblica, affidata a maestre che dovevano risiedere nel paese; gli arredi usati per la ricostruzione risalgono all'ultima scuola del 1966.




C'era anche un medico che curava i suoi pazienti con infusi di erbe in bella mostra.



Infine - a breve distanza dalla chiesa, nella quale i Re Magi attendono di essere posizionati - il presepe vero e proprio.




A cura di Paola Presciuttini, 10 gennaio 2007)

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