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Comacchio (FE): Sabato 1 aprile, alle 16.30, presso la sala polivalente di Palazzo Bellini, è stato presentato il volume su

" L'ultima Comacina di Comacchio: il Riccardo I".

a cura di Alain Rosa



Così ci racconta Daniele Ciocchetti: (*)


Avete presente il "C'era una volta", uno straordinario racconto trasformato in una favola per tranquillizzare i bambini prima di addormentarsi ?

Questo è una bellissima favola trasformata in una storia vera, fatta di uomini e di barche, di mare e di terra, di agricoltura e di economia di mare: una "favola" a lieto fine. A dire la verità questa è una storia che racconterei anche ai miei figli affinché sognino di una "isola, scusate, una barca che non c'è ".

Un bel giorno mi telefona l'amico Alain Rosa (**) per raccontarmi di una barca salvata da un testardo marinaio che non voleva perderla per sempre. Dopo aver sentito tutta la novella, proposi a Alain di raccontare questa vicenda in una pubblicazione e far sì che non ne andasse perduta per sempre la memoria . E così fu.

Nella nostra "Bell'Italia", circondata per tre lati dall'acqua, si osservano molte floride iniziative cosiddette "marginali" che vanno contro corrente alle iniziative "ufficiali", per valorizzare una cultura e un'economia territoriale.

Questa pubblicazione raccoglie le testimonianze e i contributi di numerosi studiosi di due discipline - l'archeologia navale e lo studio dell'economia marinara - ancora poco conosciute e poco valorizzate: e pensare che gli scambi commerciali sono da sempre avvenuti via mare!

Lo studio qui presentato è stato caparbiamente voluto da A. Rosa per dare al grande pubblico una vicenda "locale" che sottolinea la straordinaria capacità di quelle realtà "locali/territoriali" di produrre economie volte al benessere e al sostentamento delle famiglie.

L'economia del territorio vicino al mare si basa fondamentalmente su uomini e mezzi capaci di affrontare qualsiasi avversità; sono elementi fondamentali per affrontare navigazioni, ma anche trasporti e commercializzazioni di prodotti facilmente deperibili, utili al territorio, oppure manufatti indispensabili per la conservazione dei prodotti finiti. Un'economia essenziale alla quale è legata la stessa sopravvivenza della popolazione.

I frutti della terra, la produzione del sale per la conservazione e l'inscatolamento del pescato, il trasporto delle merci da un porto all'altro, vedono protagonisti questi "uomini semplici ma veri" capaci con le loro semplici barche, tuttora presenti nei diversi porti della costa adriatica, di solcare il mare Adriatico fino a raggiungere la lontana Istria, come, già in epoca antica, testimoniano i molti ritrovamenti archeologici sul territorio.

Le popolazioni delle "Valli di Comacchio" si sono sempre dedicate alle attività di commercializzazione dei prodotti della terra e dell'acqua, con una straordinaria passione che da sempre li contraddistingue e con formidabile tenacia e antica e precisa conoscenza del territorio acquatico.

Questa affascinante zona umida, per fortuna ancora oggi salvaguardata a livello ambientale, ha condizionato la popolazione a tal punto da considerare la navigazione la loro stessa vita e le barche vere e proprie "case galleggianti" per molti e molti giorni.

La protagonista del nostro racconto è una di queste barche, l'ultima delle "Comacine", un'imbarcazione tipica delle Valli di Comacchio.

Questo lavoro vuole essere, oltre che un omaggio a quella che a torto viene definita "marineria minore", un contributo al lavoro di sensibilizzazione, valorizzazione e divulgazione messo in atto da tempo nel nostro Paese grazie a illustri studiosi e a semplici appassionati e amanti del mare.

Grazie al sapiente lavoro di recupero, oggi la "Comacina Riccardo I°" è diventata la terza imbarcazione storica riconosciuta quale "patrimonio storico-artistico ed etnoantropologico " dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

A questo proposito è doveroso un ringraziamento all'autore materiale del recupero - Vittorio Zappata - che con tenacia, coraggio e spirito di iniziativa è riuscito a salvaguardare da distruzione certa quello che lui chiama amorevolmente "il vecchio legno" .

Grazie al finanziamento della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ferrara, della Cooperativa Archeosub Metamauco di Padova, della Società. Incesctor di Ravenna e agli indispensabili interventi di studiosi del settore, questo racconto contribuisce alla conoscenza delle realtà legate alla navigazione e alla economia presente lungo le coste del mare Adriatico.




Un ulteriore contributo ci è offerto dalla dott. Mirella Cavalli
Ufficio Vincoli
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico edEtnoantropologico per le Province diBologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini
mcavalli@beniculturali.it :


"TESTIMONIANZA MATERIALE AVENTE VALORE DI CIVILTA"

Le leggi mutano, si aggiornano, ma alcuni concetti fondamentali rimangono fermi, come il riconoscimento dell'accezione di "bene" estesa agli oggetti che documentano il lavoro dell'uomo nel tempo, nell'ambiente e nelle varie forme di aggregazione sociale. "Bene etnoantropologico" è definizione idonea a configurare la Riccardo I, imbarcazione a vela sottoposta a tutela con decreto ministeriale del 30 aprile 2004.

Agricoltura, allevamento, pesca, commercio, trasporto, attività domestiche, liturgiche sono tutte espressioni del fare umano legate indissolubilmente a specifici strumenti che connotano una determinata civiltà in un territorio percepito come contesto fisico, geografico, storico e culturale. La conoscenza e la tutela del patrimonio italiano sono conoscenza e tutela di un tutt'uno che unisce, dal generale al particolare, ambiente, paesaggio, città, edifici, dipinti, sculture, sino agli oggetti connessi alla funzionalità quotidiana, dagli arredi liturgici agli strumenti agricoli, dall'attrezzatura da pesca ai mezzi di trasporto, dagli aratri alle imbarcazioni.

Tutelare il territorio di Comacchio presuppone la conoscenza di una storia connessa all'acqua, alle culture che sono cresciute grazie al condizionamento ambientale del delta padano, culture legate alla pesca, soprattutto, ma anche al commercio e ai trasporti.

"Testimonianza materiale avente valore di civiltà" è la definizione di bene culturale che prendiamo a prestito dagli Atti della Commissione Franceschini del 1967, definizione esemplificativa della relazione sostanziale tra il bene e il suo territorio di appartenenza.

La Riccardo I è una "testimonianza materiale" legata ai trasporti su acqua delle valli di Comacchio, l'espressione tangibile di un brano di storia della "civiltà" locale.

La denominazione "comacina" contraddistingue la tipologia costruttiva delle imbarcazioni da trasporto del territorio di Comacchio, e solo di quel territorio; la rarità, in quanto unico esemplare conservato, è un valore aggiuntivo all'interesse storico ed etnoantropologico.

Vediamo in che misura il Decreto Legislativo 42/2004 opera per la tutela di un'imbarcazione. Date le premesse di autenticità e di interesse etnoantropologico ai sensi dell'art. 10 comma 3 lettera a del Codice, dati i settantacinque anni dalla costruzione imposti dall'art. 11 comma 1 lettera g, le imbarcazioni sottoposte a tutela hanno facoltà di beneficiare di un ormeggio adeguato alla conservazione e alla prevenzione da situazioni di rischio (art. 29, commi 1 e 2), mentre il proprietario ha l'obbligo di garantire, come per ogni altro bene vincolato, l'adeguata manutenzione e di sostenere i necessari restauri dietro autorizzazione del Ministero per il tramite della Soprintendenza territorialmente competente (art. 21 comma 4). Al medesimo Ufficio spetta l'autorizzazione per eventuali spostamenti (art. 21 comma 1 lettera b), sia sul territorio della Repubblica, sin all'estero in misura temporanea, mentre è interdetta l'uscita definitiva (art. 65 comma 1), misura, quest'ultima, tesa a tutelare l'integrità del patrimonio nazionale. Ulteriore obbligo del proprietario nei confronti della Soprintendenza è la presentazione della regolare denuncia, conforme all'art. 59 del Codice, nel caso in cui la proprietà venisse trasferita. Lo Stato ha facoltà di esercitare il diritto di prelazione (artt. 60 e 61), acquistando il bene al medesimo prezzo dichiarato nella denuncia.

La somma di queste misure conferisce alla Soprintendenza la facoltà di essere sempre aggiornata su luogo e stato di conservazione del bene; le informazioni ricevute vengono poi periodicamente verificate da un funzionario con sopralluoghi (art. 19).

I restauri dei beni soggetti a tutela possono essere ammessi ai contributi statali (artt. 35-37), inoltre il Tuir, D.P.R. 917/1986, consente detrazioni dal reddito d'imposta per le spese di conservazione sostenute dai proprietari dei beni.




(Altre navi romagnole da lavoro, sottoposte a vincolo di tutela, sono
il lancione Saviolina e la lancia Assunta.)




(*) Il dott. Daniele Ciocchetti svolge la sua attività professionale a Roma presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici, Direzione Generale per i Beni Archeologici, Sezione Tecnica per l'Archeologia Subacquea.


(**) Alain Rosa, assistente tecnico-scientifico del MiBAC presso il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, opera dal 1985 per la tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio archeologico: profondo conoscitore del territorio locale ed esperto subacqueo, da alcuni anni ha cominciato una ricerca storico-artistica ed etnoantropologica sulle imbarcazioni tradizionali della provincia di Ferrara, ottenendo alcuni storici e importanti risultati.




Per informazioni:

sig. Alain Rosa
Museo Archeologico Nazionale, Ferrara
alain.rosa@beniculturali.it

dr Daniele Ciocchetti
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
www.beniculturali.it
d.ciocchetti@beniculturali.it

Sito del Comune di Comacchio: www.comune.comacchio.fe.it



26 settembre 2006

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