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Rimorchiatore italiano "Santo Stefano" Genova - 15 giugno 1945 |
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Dragamine britannico "Kefallonia" Genova - 25 giugno 1945
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Dragamine britannico "Kefallonia" Genova - 25 giugno 1945
Nel maggio 1945 il Consorzio Autonomo del Porto di Genova dispose i lavori di bonifica del porto, allo scopo di liberarlo delle mine magnetiche e dei relitti di navi affondate che, a Genova come altrove, impedivano la ripresa delle attività civili.
Nelle operazioni di sminamento erano impegnati anche i dragamine britannici e il 23 giugno Sir Harold R. L. Alexander, comandante supremo delle Forze Alleate del Mediterraneo, aveva passato in rivista le unità britanniche a ciò preposte.
I dragamine britannici nel porto di Genova, giugno 1945
Per una tragica fatalità, il successivo 25 giugno, poco dopo le ore 08.00, nelle acque tra Ponte Eritrea e Ponte Etiopa un dragamine britannico urtò una mina magnetica e la nave, squarciata in due tronconi, si inabissò portando con sé i corpi di quindici marinai, che ora riposano nel cimitero britannico di Staglieno.
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Il luttuoso evento fu ricordato con una lapide collocata a Calata Massaua, nel corso di una cerimonia il 22 aprile 1950, per iniziativa dell'Associazione Italo-Britannica, alla presenza di numerose Autorità militari e civili. I nomi delle vittime sono ricordati su una delle lapidi ai Caduti della Resistenza, collocate sotto il Ponte Monumentale.
Alla metà degli anni Novanta la lapide di Calata Massaua fu spostata alla base della Lanterna. Ogni anno la ricorrenza è stata onorata con la deposizione di una corona, per iniziativa dell'ANPI con la collaborazione di Gaspare Facco, già dipendente della Compagnia Unica e membro dell'ANMI.
Il 15 giugno 2006 l'ANMI, l'Associazione Italo-Britannica, il Consolato Britannico e l'Associazione per il Recupero del Genovesato hanno voluto ulteriormente onorare la memoria di quei Caduti con una solenne cerimonia, nel corso della quale un mezzo della Società Rimorchiatori Riuniti ha consentito la messa a mare di una corona, nelle acque antistanti il Ponte Etiopa, a Sampierdarena.
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La lapide alla base della Lanterna

Il console britannico Denise Dardani depone la corona
Una seconda corona è stata messa a mare alla testata dei Magazzini del Cotone, nel Porto Antico, per ricordare altre vittime dei residuati bellici nel porto di Genova: all'alba del precedente 15 giugno 1945 il rimorchiatore Santo Stefano aveva urtato una mina, nello specchio d'acqua tra Ponte dei Mille e il Molo Vecchio, ed era saltato in aria, portando con sé quattro vittime: il comandante Francesco Altomare, il direttore di macchina Alfredo Rebora, i fuochisti Paolo Pirotta ed Emanuele Zifero.

Il Capitano di Vascello Tullio Pisacane, presidente dell'ANMI - sezione di Genova - con altri membri dell'Associazione che si accingono a mettere a mare la corona in memoria delle vittime del Santo Stefano, alla testata dei Magazzini del Cotone

Due signore rappresentano la Capitaneria di Porto di Genova e l'ANMI

I rimorchiatori della Società Rimorchiatori Riuniti attraccati a Ponte Parodi
Un particolare ringraziamento a Giancarlo Merialdi, ANMI-Genova, per aver fornito notizie e immagini
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