Sulla cresta dell'onda

L'inclinometro è uno strumento atto a misurare l'inclinazione, ossia l'angolo che la direzione individuata del polo nord di un ago magnetico libero di muoversi intorno a un asse orizzontale nel piano del meridiano magnetico, forma con il piano orizzontale.

L'ago è orizzontale solo all'equatore magnetico, mentre in ogni altro punto del globo terrestre assume una posizione inclinata rispetto al piano orizzontale: verso il basso (l'alto) nell'emisfero boreale (australe) con un valore dell'angolo che aumenta sistematicamente con la latitudine e diventa verticale ai poli magnetici.

L'inclinometro di solito è dotato di un ago appuntito, collocato entro un cerchio verticale con un diametro compreso tra i 15 e i 25 cm, che ruota su due dei piani di agata o, se lo strumento deve essere usato in mare, entro coppe di agata.

La scala, originariamente, è all'interno della scatola, successivamente fuori con due vernieri e due microscopi, così da fornire una migliore lettura. In alcuni strumenti l'intelaiatura che sostiene l'ago è verticale, in altri orizzontale, rendendo la prima più utile nelle zone equatoriali e la seconda nelle zone polari.

Sull'intelaiatura si trova un dispositivo per alzare o abbassare l'ago dai suoi sostegni. Il cerchio verticale, disposto come un'alidada, ruota su un cerchio orizzontale inferiore, che poggia su tre viti. L'inclinometro può disporre di una o due livelle.

L'inclinometro fornisce l'inclinazione direttamene soltanto se l'ago oscilla in un piano verticale, coincidente con quello del meridiano magnetico, poiché soltanto in questo piano lo strumento lo strumento è sensibile all'intensità magnetica totale. In ogni altro piano per misurare l'inclinazione occorre eseguire almeno due osservazioni: o in due piani verticali posti in due azimut perpendicolari tra loro, o in due piani di cui uno verticale perpendicolare al meridiano magnetico e l'altro nel piano orizzontale, utilizzando un altro strumento. In entrambi i casi, il valore dell'inclinazione deve essere calcolato e non è dato immediatamente.

La scoperta dell'inclinazione, nel 1544, è dovuta ad Hartmann che, eseguendo misure di declinazione, si accorse che il Nord dell'ago si inclina sotto l'orizzonte; ma si deve a Robert Norman la costruzione del primo strumento e la prima nota scritta di una misura nel 1576.

Il motivo per cui l'inclinazione era stata scoperta così tardi rispetto alla declinazione, era dovuto anche al fatto che i primi aghi erano galleggianti. Soltanto quando furono posti su un perno e resi perfettamente orizzontali si poté imputare la loro inclinazione non a difetti del sistema di sospensione dell'ago, ma all'esistenza di una componente verticale del campo magnetico terrestre.

In Italia la prima misura dell'inclinazione risale al 1640 a Roma, ad opera di Athanasius Kircher (1601-1680); poche e non conosciute sono le misure del Settecento, mentre cominciarono ad essere sistematiche a partire dall'Ottocento.

Il fatto che misure regolari dell'inclinazione siano strate condotte solo a partire dagli inizi dell'Ottocento dipende probabilmente dalla scarsa utilità pratica attribuita a questo tipo di misura, che si limitava alla determinazione della latitudine, che però era ben individuata con il sestante. Quando mutarono le motivazioni, ossia si cercò di misurare il campo magnetico terrestre nel suo complesso per ragioni geofisiche, allora la misura dell'inclinazione divenne interessante e necessaria.

Inclinometro di Barrow
Inclinometro di Barrow (Henry Barrow & C., Londra, 1848-1877).
L'apparato per la misura dell'intensità è andato perso, ma è evidenziato dai fori sull'alidada e da un incavo al centro della vite centrale, in cui si possono inserire i perni dell'ago durante le operazioni di deviazione.
Su una base a treppiede con viti calanti è posta, su un cerchio azimutale che può ruotare su di essa, la cassetta contenente l'ago e il cerchio graduato.
Il cerchio orizzontale è munito di divisioni quadrantali su ottone 0°-90°-0°-90°, da leggersi con una lente mancante, che permette di individuare, tramite due nonii, l'orientamento della cassetta al minuto primo. Il cerchio orizzontale ha un diametro di 15,4 cm, è segnato ogni 10°, suddiviso in mezzi gradi. Il cerchio verticale e l'ago costituiscono due elementi indipendenti. Il cerchio verticale è graduato 0°-90°-0°-90°, gli zeri corrispondono alla posizione orizzontale dell'alidada e il 90° alla posizione verticale.
Il cerchio graduato, argentato, è suddiviso in mezzi gradi e segnato ogni 10°. E' dotato di due nonii: ognuno riporta una doppia scala 0'-20'-30' e viceversa. Lo strumento è munito di livella. Il cerchio verticale ha un diametro di 15.4 cm; in alto reca la scritta incisa Henry Barrow & C. 26 Oxendon St., London e in basso N°. 50.
Un'alidada diametrale porta due microscopi muniti di reticolo mediante i quali si collimano separatamente le estremità dell'ago, in modo da leggerne la direzione sul cerchio verticale. Perpendicolare e solidale a questa alidada, ve ne è una seconda che sostiene l'ago per le deviazioni. Dietro il cerchio, una scatola di legno con finestre contiene l'ago. Sopra di essa due mire consentono di orientarla nel meridiano.
Il perno di inclinazione poggia, durante la misura, su due coltelli di agata. Una forchetta a "V" serve a sollevare il perno dell'ago o ad abbassarlo sulle agate nel centro verticale; tale forchetta è verticale e quindi si presta bene per le misure all'equatore, ma non al polo dove l'ago rispettivamente rimane verticale e orizzontale.
Lo strumento era munito di quattro aghi, oggi mancanti, lunghi 10 cm, a losanga, numerati, con sospensione a perno baricentrale (Tenani, 1927). L'ago presente oggi è stato ricostruito nel 1992 dai tecnici dell' Istituto Idrografico della Marina, che acquistò lo strumento nel 1882.
(Scheda tratta da Due secoli di strumenti geomagnetici in Italia (1740-1791), 1997)
A cura di Paola Presciuttini
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