Lo strumento fornisce la misura dell'inclinazione magnetica, sfruttando la proprietà di una bobina rotante in un campo magnetico di essere sede di forze elettromotrici indotte. L'induttore terrestre è, dunque, in principio una piccola dinamo in grado di fornire la misura dell'inclinazione magnetica, una volta immerso nel campo magnetico terrestre.
La parte essenziale dello strumento è costituita da una bobina, nel cui interno è disposta una livella. La bobina è girevole intorno a un asse diametrale. Questo è poggiato su due cuscinetti di agata fissati a un telaio circolare, girevole intorno a un asse orizzontale. I due cuscinetti che supportano tale asse sono, a loro volta, stabilmente fissati a un cerchio orizzontale che, come l'alidada di un teodolite, è girevole su un cerchio graduato orizzontale. La scala è incisa nell'ottone 0°-360°, è segnata ogni 10° ed è suddivisa in gradi. Per mezzo di questo cerchio si può dare alla bobina un azimut qualsiasi. Sul cerchio azimutale è inciso il nome del costruttore Edelmann München.
Perpendicolarmente e lateralmente al telaio circolare della bobina e solidale ad esso, si ha un cerchio verticale leggibile mediante due microscopi; a sinistra una vite micrometrica per l'aggiustamento di precisione dell'inclinazione dell'asse della bobina fornisce il primo, ma a occhio nudo si apprezza anche il mezzo primo. Il cerchio verticale ha un diametro di 13 cm e i suoi microscopi permettono una lettura di decimi di primo; la sua scala è argentata. La bobina ha un diametro di 10 cm e il cerchio orizzontale di 24.8 cm.
La bobina era collegata a un galvanometro, tipo Thomson, andato perso, come pure la bussola di preorientamento e la livella, a cavaliere da porre sull'asse della bobina. Il cavo flessibile e la manovella per il collegamento tra la bobina e il galvanometro sono stati ricostruiti.