Sulla cresta dell'onda

Variografo D, H, Z

L'apparato originario Ŕ composto da un declinometro unifilare, un magnetometro bifilare, una bilancia e tre registratori cronografi. In tal modo si ottendono le registrazioni delle variazioni temporali di declinazione, intensitÓ orizzontale H e verticale Z. Un'unica sorgente luminosa, a interruzione oraria, illumina le tre fenditure rivolte verso i tre apparati. Gli specchi, posti sull'elemento mobile, riflettono l'immagine della fenditura su tre tamburi, ruotanti alla velocitÓ di 2 cm/h, avvolti con carta fotografica, le cui immagini vengono rese puntiformi da opportune lenti cilindriche ad asse parallelo alle generatrici dei tamburi: l'interruzione oraria, prodotta per 8 s dal pendolo a contatti elettrici, serve per la sincronizzazione dei tamburi e per datare le registrazioni. Il magnetogramma giornaliero di ciascun elemento risulta costituito da una linea base, disegnata dalla luce riflessa dallo specchio fisso e dalla curva indicante il movimento del magnete.

Il variografo D Ŕ costituito da un cerchio dotato di tre viti calanti, su cui Ŕ posta la cassetta alloggiante il magnete e il tubo di torsione. La testa di torsione 0░-360░ Ŕ suddivisa in gradi, segnata ogni 10░. Il cerchio di base riporta un solo piccolo indice 0-10. La cassetta alloggiante il magnete Ŕ dotata di due sportelli e su questa Ŕ inciso in gotico il nome del costruttore Otto Toepfer & Sohn, Postdam.

Su ogni sportello Ŕ inserita una ganascia di rame dotata di meccanismo di regolazione, in modo da poter essere allontanata o avvicinata all'estremitÓ del magnete. Il magnete a forma di losanga Ŕ lungo 14.5 cm, largo 0,8 cm e spesso 4 mm, pesa circa 40 g.

Il filo di sospensione originale, mancante nell'esemplare qui descritto, Ŕ in platino lungo 50 cm, del diametro di 0.03 mm.

Sospeso insieme al magnete vi Ŕ uno specchio e su una sua parte metallica Ŕ incisa una scala suddivisa in 10 parti, mentre inferiormente Ŕ posto lo specchio fisso per la linea base. Gli specchi sono rettangolari, lunghi 4.0 cm e larghi 2.5 cm; lo smorzamento Ŕ ottenuto grazie a due ganasce con costante di torsione molto piccola.

(Scheda tratta da Due secoli di strumenti geomagnetici in Italia (1740-1791), 1997)
Variografo D
Variografo D, di proprietÓ dell' Istituto Idrografico della Marina.
A cura di Paola Presciuttini
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