Sulla cresta dell'onda

Astrolabio nautico

In origine l'astrolabio era uno strumento astronomico, usato anche per rilevamenti terrestri. Un astrolabio espressamente concepito per calcolare immediatamente il moto di Giove e dei suoi satelliti fu inventato da Gio Domenico Cassini, nato a Perinaldo (Imperia) nel 1625 e poi chiamato da Colbert a potenziare e dirigere l'Osservatorio di Parigi, dove morì nel 1712.

Astrolabio nautico

L'astrolabio nautico, derivato da quello astronomico, fu usato soprattutto dai navigatori portoghesi e spagnoli. La più ricca collezione - nove esemplari dei circa 80 esistenti al mondo - si trova presso il museo navale di Lisbona.

Lo strumento, nella versione per uso nautico, si componeva essenzialmente di un cerchio con lembo graduato, vuoto al centro. Ciò gli permetteva di non oscillare sotto l'azione del vento. Era comunque mantenuto verticale mediante un peso posto alla base.

L'osservatore ruotava l' alidada finché non riusciva a traguardare l'astro attraverso i mirini posti alle sue estremità, e leggeva il valore dell'angolo sul lembo graduato, con un errore che poteva raggiungere un grado, pari a 100-120 Km.

Un altro inconveniente era quello che richiedeva tre uomini: uno sosteneva lo strumento, il secondo lo puntava e il terzo effettuava la lettura.

Astrolabio nautico Due degli esemplari conservati presso il Museo della Marina di Lisbona
A cura di Paola Presciuttini
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