Sulla cresta dell'onda

Correntometri

Correntometro Magnaghi

Già intorno al 1880 il Capitano di Vascello G. B. Magnaghi aveva ideato un correntometro per la misurazione della velocità e direzione delle correnti marine a una qualsiasi profondità.


Correntometro Boccardo

Il meccanico Giovanni Boccardo apportò modifiche al correntometro Magnaghi, intorno al 1920.

Giovanni Boccardo, di Francesco e Maria Luigia Bacigalupo, nacque a Genova il 16 giugno 1858. Nel 1879 si arruolò in Marina e prestò servizio su diverse navi militari fino al 1882.

Nell'ottobre di quell'anno transitò nei ruoli civili dell'Ufficio Idrografico come operaio meccanico e nel 1884 partecipò alla campagna idrografica della "Washington". Nel dicembre dello stesso anno si diplomò "macchinista navale".

Nel 1902 collaborò, per conto dell'Istituto Idrografico, all'allestimento dell'Esposizione Cartografica di Anversa nell'aprile 1902.

Nel 1903 fu nominato Cavaliere Della Corona D' Italia. Nel 1913 fu elogiato dal Ministero della Marina per l'opera prestata nei lavori di impianto del Servizio di Segnalazione nel porto di Venezia.

Nel 1915 fu encomiato dal Ministero della Marina per le innovazioni apportate alla bussola navale, che gli valsero anche un premio in danaro.

Nel 1919 ricevette un ulteriore encomio e un premio in denaro per la perizia dimostrata nella costruzione dell'indicatore di manovra.

Successivamente gli fu conferita la medaglia d'argento "per aver contribuito allo sviluppo delle scienze navali", con la progettazione e costruzione di vari strumenti nautici, tra i quali il correntometro che porta il suo nome.

Nel 1920 fu nominato Cavaliere dei S.S. Maurizio e Lazzaro.


Correntometro digitale

Correntometro digitale munito di memoria computerizzata per l'acquisizione dei dati: un rotore consente di misurare la velocità della corrente, di cui la direzione è individuata dall'apposita "coda", per mezzo di una bussola situata all'interno dello strumento, insieme con sensori per misurare la pressione e la temperatura dell'acqua.

A cura di Paola Presciuttini
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