Mareografo di tipo "Thomson" costruito, come indica la scritta incisa sullo strumento, presso l'Ufficio Idrografico nel 1887.
È uno strumento meccanico con movimento a orologeria, caricato una volta la settimana, munito di galleggiante parzialmente zavorrato, pendolo a mercurio e contrappeso di carica.
Un secondo peso assicura la tensione della carta di registrazione, che è avvolta sul tamburo di carica, scorre su un secondo tamburo e si riavvolge sul terzo.
La registrazione dei valori misurati avviene mediante un pennino a serbatoio d'inchiostro, mentre il rapporto di riduzione tra l'escursione della marea e la rappresentazione grafica è di 1/5.
Mareografi dello stesso tipo, anch'essi costruiti presso l'Istituto Idrografico della Marina, sono ancora in uso presso le stazioni mareografiche di Genova e di Brindisi, e costituiscono un utile sistema di confronto con i mareografi digitali, che vengono interrogati, azionati e scaricati via modem dall'Istituto Idrografico.
I dati così raccolti consentono - in aggiunta all'elaborazione delle Tavole di Marea, essenziali per la sicura condotta della navigazione costiera, e ad altri impieghi statistici e scientifici - la determinazione del livello medio del mare, in base al quale l'Istituto Geografico Militare di Firenze definisce l'altimetria terrestre.
Il primo mareografo fondamentale della rete geodetica nazionale - un "Thomson" originale - fu posto in opera nel 1883 in un casotto situato all'estremità occidentale del bacino di carenaggio della darsena, di cui il pozzetto di galleggiamento comunicava con le acque del porto mediante un breve cunicolo sommerso.
Rimase in funzione fino al 1889, quando fu sostituito dal modello analogo, costruito presso l'Ufficio stesso, di cui un secondo esemplare fu messo in opera nel bacino dell'arsenale di Venezia lo stesso anno.
Un mareografo è esposto presso il Museo Navale Internazionale del Ponente Ligure a Imperia.